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14 Maggio 2026
14 Maggio 2026
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Virus della mononucleosi e sclerosi multipla nei bambini: lo studio che cambia tutto

Una ricerca dell’ospedale Bambino Gesù conferma il legame tra il virus Epstein-Barr e la sclerosi multipla nei giovani. I risultati aprono la strada a strategie di prevenzione

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Uno studio dell’Unità di Neurologia dello Sviluppo dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma conferma il collegamento tra il virus Epstein-Barr (EBV), responsabile della mononucleosi infettiva, e l’insorgenza della sclerosi multipla nei bambini e negli adolescenti. La ricerca ha coinvolto 219 giovani pazienti, di cui 57 affetti dalla malattia, mostrando che tutti i bambini con sclerosi multipla risultano positivi al virus, spesso contratto senza sintomi evidenti.

Confronto con gruppi di controllo e dati significativi

Per verificare la specificità dei risultati, i ricercatori hanno confrontato i dati dei bambini con sclerosi multipla con due gruppi di controllo: giovani con malattie autoimmuni non neurologiche e bambini considerati immunologicamente sani. Solo il 59% di questi ultimi mostrava segni di infezione pregressa da EBV, evidenziando una differenza statisticamente significativa e rafforzando l’ipotesi di un nesso diretto tra virus e malattia neurologica.

Implicazioni per la prevenzione e il vaccino

Secondo gli esperti, tra cui Gabriele Monte e Massimiliano Valeriani, il virus EBV rappresenta un fattore di rischio cruciale anche in età pediatrica. La scoperta apre la strada a possibili strategie di prevenzione, inclusa la vaccinazione contro il virus, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza della sclerosi multipla tra bambini e adolescenti.

Il ruolo del Bambino Gesù nella cura dei giovani pazienti

Il Centro per la Sclerosi Multipla del Bambino Gesù è punto di riferimento nazionale per diagnosi, terapia e ricerca. Attualmente segue circa 70 pazienti pediatrici, offrendo percorsi personalizzati fino al follow-up in età adulta. Sebbene l’esordio della malattia sia raro prima dei 10 anni (1%), nel 10% dei casi si manifesta tra i 10 e i 18 anni, richiedendo protocolli clinici e studi mirati per affrontare le caratteristiche specifiche dei giovani pazienti.

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