16 Ottobre 2026
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Sequestro record di cocaina al porto di Livorno, oltre 2.000 kg di “polvere bianca” bloccati dalla Finanza

La cocaina era nascosta in un container proveniente dall'Ecuador. Il carico, destinato a finanziare il narcotraffico internazionale, bloccato grazie all'intensa collaborazione con l'Agenzia delle Dogane

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Il porto di Livorno, principale porto di ingresso della cocaina in Europa, utilizzato dalle organizzazioni mafiose, in particolare dalla ‘ndrangheta, è stato al centro di una grande operazione antidroga, che ha visto il sequestro di oltre 2000 kg di cocaina purissima, nascosti all’interno di un container dry contenente polvere di cacao. Un altro durissimo colpo al narcotraffico internazionale che ha messo a segno il Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane e i Finanzieri del Gruppo di Livorno.

Un colpo al narcotraffico internazionale

Il carico di cocaina, suddiviso in ben 1800 panetti, proveniva dal porto di Guayaquil in Ecuador ed era stato imbarcato sulla nave cargo Mersin Express. La scoperta è avvenuta grazie alla meticolosa attività di controllo che il Reparto Antifrode e le Fiamme Gialle portano avanti quotidianamente sulle merci in arrivo e in transito dal porto. Se il carico fosse arrivato nelle mani dei trafficanti, il valore del mercato illegale avrebbe fruttato oltre 500 milioni di euro.

La sinergia tra Dogane e Guardia di Finanza

La riuscita dell’operazione è stata possibile grazie alla stretta sinergia tra l’Agenzia delle Dogane e le forze dell’ordine, che, con esperienza e risorse, hanno portato a termine il sequestro. La cocaina, una volta campionata e analizzata, è stata distrutta in un inceneritore in Toscana, chiudendo così una parte dell’iter legale previsto per la distruzione di stupefacenti sequestrati.

Un porto sotto il controllo delle mafie internazionali

Il procuratore capo di Livorno, Maurizio Agnello, ha dichiarato che questo sequestro di cocaina rappresenta una tappa fondamentale del narcotraffico internazionale. “Due tonnellate di cocaina purissima, oltre 400 milioni di euro di valore: non è ovviamente possibile che si sia trattato di un trasporto estemporaneo”, ha affermato il procuratore, aggiungendo che l’indagine è stata trasferita alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).

La ‘ndrangheta al centro del traffico

Secondo il procuratore Agnello, Livorno è ormai diventato il principale porto di ingresso della cocaina in Europa, utilizzato dalle organizzazioni mafiose, in particolare dalla ‘ndrangheta, che controlla buona parte del traffico internazionale di stupefacenti. «Questo sequestro comprova che Livorno è una tappa intermedia fondamentale per il narcotraffico. Il carico non era destinato solo a questo porto, ma ora è chiaro che la città toscana gioca un ruolo cruciale in questo traffico internazionale”, ha concluso Agnello.

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