16 Ottobre 2026
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Caregiver familiari, la Calabria mette sul tavolo 14,7 milioni: “Risorse concrete per chi assiste i propri cari”

L'assessore Pasqualina Straface illustra l'assegno di cura per le persone con disabilità gravissima e le loro famiglie. Gli avvisi degli Ambiti sono in corso di pubblicazione

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La Regione Calabria mette a disposizione 14,7 milioni di euro per sostenere le persone con disabilità gravissima e le loro famiglie, attraverso l’assegno di cura finanziato con il Fondo nazionale per le non autosufficienze. La misura si inserisce nel percorso di riconoscimento e tutela dei caregiver familiari, tornato al centro del dibattito dopo l’approvazione in prima lettura del disegno di legge nazionale dedicato a questa figura. A fare il punto è l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, che sottolinea la necessità di affiancare al riconoscimento giuridico strumenti economici e servizi capaci di sostenere concretamente chi si prende cura ogni giorno di un familiare non autosufficiente. “Lo Stato riconosce ufficialmente la figura del caregiver, dandole per la prima volta una cornice giuridica”, afferma Straface. “La Regione, dal canto suo, ha scelto di fare subito la propria parte: lo Stato riconosce la figura, la Calabria mette intanto le risorse”.

Assegno di cura, 14,7 milioni agli Ambiti territoriali sociali

Le risorse trasferite dalla Regione ammontano a 14,7 milioni di euro, provenienti dal Fondo nazionale per le non autosufficienze, annualità 2022. I fondi sono destinati alle persone con disabilità gravissima e ai rispettivi nuclei familiari, con l’obiettivo di sostenere l’assistenza domiciliare attraverso un contributo economico mensile erogato per dodici mensilità. L’assegno di cura è rivolto alle situazioni caratterizzate dal più elevato bisogno assistenziale e punta a contribuire alla gestione quotidiana dell’assistenza, riconoscendo anche il ruolo svolto dai familiari.

Per uniformare l’attuazione della misura, la Regione ha trasmesso agli Ambiti territoriali sociali le linee guida operative e un modello comune di avviso pubblico. Secondo quanto comunicato dall’assessorato, gli avvisi sono in corso di pubblicazione e saranno a breve attivi su tutto il territorio calabrese. L’obiettivo è garantire condizioni e opportunità omogenee nelle diverse aree della regione, facilitando l’accesso alla misura da parte delle famiglie interessate.

Un contributo anche per il caregiver familiare

Una parte dell’assegno di cura è destinata direttamente al caregiver familiare, ovvero al parente che assiste la persona non autosufficiente. La Regione ha previsto per questa quota una procedura semplificata, con l’intento di evitare ulteriori adempimenti burocratici a carico delle famiglie. Per attestare l’attività di cura non è richiesta la rendicontazione contabile delle spese: è sufficiente un’autocertificazione con cui il familiare dichiara di svolgere il compito assistenziale. “Con l’assegno di cura diamo già oggi un riconoscimento concreto, anche economico, al lavoro di chi assiste in famiglia”, spiega Straface, evidenziando il valore sociale di un impegno che spesso comporta sacrifici personali, lavorativi ed economici. Per l’assessore, il sostegno economico rappresenta un modo per riconoscere il contributo dei familiari senza aggravare ulteriormente il carico organizzativo e amministrativo di chi si prende cura di una persona fragile.

La legge nazionale e il riconoscimento dei caregiver

Straface ha accolto con favore il percorso avviato dal Parlamento per il riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari. L’approvazione in prima lettura del disegno di legge rappresenta, secondo l’assessore, un passaggio importante per attribuire una cornice giuridica a chi assiste persone con disabilità, non autosufficienti o affette da patologie croniche. “Il caregiver familiare è una risorsa insostituibile per il nostro sistema di welfare”, sottolinea Straface, ricordando che dietro molte persone fragili c’è una famiglia impegnata quotidianamente nell’assistenza. L’assessore distingue il ruolo della normativa nazionale, chiamata a riconoscere formalmente la figura, dagli interventi regionali di sostegno economico e organizzativo. Due livelli che, nella strategia illustrata dalla Regione, dovrebbero procedere in modo complementare.

Integrazione sociosanitaria e servizi territoriali

L’assegno di cura si inserisce in un più ampio percorso di integrazione tra servizi sociali e sanitari. Gli Ambiti territoriali sociali e le Aziende sanitarie lavorano attraverso appositi accordi per valutare i bisogni delle persone e costruire progetti personalizzati di vita. Sul funzionamento degli interventi e dei servizi territoriali vigila una Cabina di regia regionale, con attenzione anche ai Punti unici di accesso e alle Unità di valutazione multidimensionale.

Il rafforzamento della rete territoriale è considerato un elemento essenziale per rispondere alle necessità delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie, integrando il contributo economico con percorsi di assistenza e servizi adeguati. “Riconoscere il caregiver significa riconoscere il valore della cura come fondamento di una comunità solidale e inclusiva”, conclude Straface, ribadendo la necessità di una collaborazione tra tutte le istituzioni affinché nessuna famiglia sia lasciata sola di fronte alla fragilità e alla non autosufficienza.

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