Torna ad alzarsi la tensione sul fronte del precariato storico in Calabria. I tirocinanti dell’inclusione sociale sono scesi nuovamente in piazza a Catanzaro per rivendicare il diritto a un’occupazione stabile dopo anni di servizio prestato all’interno delle amministrazioni comunali e degli enti locali del territorio.
Il corteo e i disagi alla circolazione
La mobilitazione, promossa dalla sigla sindacale Usb, ha visto la partecipazione di un folto gruppo di lavoratori che ha paralizzato la viabilità cittadina. Il corteo ha provocato sensibili rallentamenti lungo il viadotto Bisantis, una delle principali arterie d’accesso al capoluogo, prima di muoversi in direzione del centro cittadino per dare continuità alla protesta.
La posizione del sindacato Usb
Al centro delle rivendicazioni vi è il superamento di una condizione di precarietà prolungata che interessa centinaia di famiglie calabresi, da anni impegnate in mansioni fondamentali per il funzionamento della macchina pubblica senza le dovute tutele contrattuali.
“Siamo qui per manifestare per la dignità di molti lavoratori precari schiavizzati per anni negli enti locali e chiediamo la stabilizzazione per tutti” ha dichiarato Saverio Bortoluzzi del sindacato Usb.
La richiesta di una soluzione definitiva
La giornata di mobilitazione punta a riaccendere i riflettori delle istituzioni regionali e nazionali sulla necessità di varare un piano straordinario di assunzioni, capace di valorizzare le competenze maturate dai tirocinanti sul campo ed eliminare definitivamente una forma di lavoro grigio non più sostenibile.













