17 Luglio 2026
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Mafie, l’allarme di Colosimo: “In Lombardia oltre 2.600 beni confiscati, la criminalità si è reinventata con gli affari”

La presidente della Commissione parlamentare antimafia interviene in videocollegamento a un evento milanese sulla legalità. Focus puntato sulla capacità dei clan di infiltrarsi nel tessuto economico del Nord attraverso appalti e relazioni, riducendo le azioni di sangue ma mantenendo intatta la propria forza distruttiva.

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La Lombardia si conferma la regione dell’Italia settentrionale più colpita dal fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata, registrando il primato assoluto per numero di patrimoni sottratti ai clan. A tracciare il bilancio è la presidente della Commissione parlamentare antimafia della Camera, Chiara Colosimo, intervenuta in videocollegamento nel corso dell’evento milanese “L’eredità di Falcone e Borsellino – I beni confiscati come valore pubblico”.

La parlamentare ha voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni e della società civile sulla necessità di non sottovalutare la pervasività delle consorterie criminali in un territorio cruciale per l’economia nazionale: “La Lombardia è la Regione del nord con il più alto numero di beni confiscati alle mafie, sono oltre 2.600 beni. E’ il segno di come nella vostra regione vada tenuta particolarmente alta la guardia contro la criminalità organizzata”.

La metamorfosi dei clan al Nord tra economia e violenza sommersa

L’analisi della presidente dell’Antimafia si è poi concentrata sulla profonda mutazione genetica subita dalle organizzazioni criminali nel corso degli ultimi decenni. Le mafie hanno progressivamente abbandonato la strategia stragista e la violenza manifesta per adottare un profilo più silenzioso e strisciante, orientato alla penetrazione silenziosa nei mercati finanziari e commerciali del Settentrione, pur senza rinunciare del tutto alla propria natura intimidatoria quando gli equilibri interni lo richiedono.

“La criminalità è stata capace di reinventarsi, di smettere di fare paura, e ha iniziato a sparare poco. Anche se l’omicidio Bellocco e le vicende che hanno riguardato anche le curve raccontano ancora di tanta, tanta violenza. Il tratto comune distintivo della criminalità organizzata al nord è la capacità di fare affari, costruire relazioni e occuparsi di appalti pubblici. La commissione che presiedo ha acceso un focus su questione della mafia e appalti”, ha spiegato Chiara Colosimo, evidenziando come l’usura, il riciclaggio e il condizionamento delle commesse pubbliche rappresentino oggi le vere armi di espansione dei clan.

La minaccia per il mercato libero e le imprese sane

La proliferazione di capitali illeciti nei circuiti produttivi lombardi costituisce una minaccia diretta e letale per la libera concorrenza, alterando le regole democratiche del mercato e penalizzando gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole. In conclusione del suo intervento, Colosimo ha ribadito come l’azione di contrasto debba focalizzarsi proprio sulla tutela delle attività produttive legali e sulla valorizzazione dei beni sottratti ai boss come presidi di legalità. La criminalità organizzata, ha concluso la presidente, “uccide e avvelena l’economia sana della vostra straordinaria terra”.

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