7 Luglio 2026
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Alta Velocità, scontro totale Pd-Occhiuto: “Si sveglia solo adesso, noi lo dicevamo già un anno fa”

Il segretario dem Nicola Irto attacca il governatore sulla mancanza di fondi per la ferrovia dello Stretto: "Nel 2025 ignorò i nostri allarmi, ora usi i suoi rapporti con il Governo per pretendere risposte"

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L’Alta Velocità ferroviaria accende lo scontro politico in Calabria e trasforma le infrastrutture in un terreno di battaglia frontale. Il Partito Democratico calabrese, guidato dal segretario regionale e senatore Nicola Irto, ha replicato duramente alle ultime dichiarazioni del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che aveva ammesso le difficoltà sui finanziamenti sollecitando l’intervento di Roma per coprire la tratta fino a Praia a Mare.
La reazione dei dem non si è fatta attendere: “Finora, dove è stato Occhiuto? Come mai, sull’Alta velocità ferroviaria il presidente della Regione Calabria si è svegliato soltanto adesso?”, attacca la nota ufficiale del Pd. I vertici del Nazareno calabrese accusano il governatore di aver colpevolmente perso tempo prezioso, domandandosi retoricamente perché “ha ignorato gli allarmi sulla mancanza di risorse che, come Partito democratico, avevamo lanciato con grande anticipo”.

Gli allarmi del 2025 rimasti inascoltati

La segreteria guidata da Nicola Irto rivendica la paternità della denuncia politica, ricordando come le criticità sui lotti calabresi della Salerno-Reggio Calabria fossero già ampiamente prevedibili da oltre un anno.
“Già l’8 febbraio 2025 avevamo denunciato che le risorse non c’erano, che il progetto dell’Alta velocità verso la Calabria era rimasto senza coperture finanziarie e che il governo era sordo e fermo in proposito”, ricorda con fermezza il senatore Irto. Il segretario dem sottolinea come la flessione dei finanziamenti europei fosse già evidente: “Dicemmo a chiare lettere che l’Alta velocità ferroviaria era sparita dai radar e che mancavano finanziamenti e certezze per completare l’opera sino a Reggio Calabria. In risposta ricevemmo, purtroppo, soltanto rassicurazioni inattendibili”.

La Calabria esclusa dai grandi corridoi europei

Per l’opposizione di centrosinistra, i nodi sono venuti al pettine a causa del ridimensionamento dei budget e dell’incertezza cronica che avvolge l’intero comparto delle grandi opere nel Mezzogiorno.
Secondo l’analisi del Pd Calabria, le preoccupazioni espresse in passato sono state tragicamente riconfermate “dal ridimensionamento delle risorse disponibili, dall’incertezza sui finanziamenti e dall’assenza delle coperture necessarie per completare l’infrastruttura”. I dem mettono nel mirino la sponda politica tra la Cittadella di Catanzaro e Palazzo Chigi, ritenuta finora totalmente inefficace: “Occhiuto avrebbe potuto e dovuto utilizzare il suo rapporto con il governo per pretendere garanzie sui finanziamenti dell’Alta velocità, invece di sprecare inutilmente tempo”.

L’obiettivo resta Reggio Calabria

La partita del trasporto su ferro resta vitale per rompere lo storico isolamento della penisola e il Pd promette di non abbassare la guardia nei palazzi romani.
L’asticella della segreteria Irto resta fissata sull’obiettivo massimo, rifiutando l’ipotesi di un tracciato dimezzato che si fermi al confine settentrionale della regione. “La priorità è garantire ai cittadini calabresi un’infrastruttura moderna e completa“, conclude il Partito Democratico. La richiesta formale all’esecutivo si fa quindi perentoria: “Servono le risorse per completare la linea ad Alta velocità fino a Reggio Calabria. Continueremo perciò a incalzare l’esecutivo nazionale e la Regione, perché la Calabria non può più ancora subire ritardi, rinvii e illusioni“.

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