L’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR Denis Nesci commenta i nuovi dati sui conti pubblici italiani, sottolineando il miglioramento del deficit e del saldo primario. Secondo Nesci, il mancato raggiungimento dell’obiettivo fissato per quest’anno è legato a uno scarto di appena 0,1 punti percentuali, mentre la traiettoria dei conti resterebbe orientata verso l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo.
Deficit al 3,1%, Nesci: “Non cambia la sostanza del percorso”
“L’Italia non ha fallito l’obiettivo sui conti pubblici: ha provato ad anticipare di un anno l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo ed è arrivata a un solo decimale dal risultato”. È quanto afferma Denis Nesci, commentando il dato sul deficit pubblico, certificato dall’Istat al 3,1% del Pil.
Per l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, il dato non modifica la valutazione complessiva sull’andamento della finanza pubblica. “Il 3,1% certificato dall’Istat non cambia la sostanza di un percorso che vede i conti italiani in deciso miglioramento, grazie al duro lavoro messo in campo da questo governo”, sostiene Nesci.
L’esponente politico evidenzia in particolare il passaggio del deficit dal 3,4% al 3,1%, insieme al miglioramento del saldo primario, arrivato allo 0,8% del Pil. Nel quadro tracciato da Nesci rientra anche la revisione al rialzo della crescita 2025, indicata allo 0,6%.
L’uscita dalla procedura europea slitta
L’obiettivo del Governo, secondo la ricostruzione di Nesci, era quello di accelerare il risanamento dei conti e consentire all’Italia di uscire dalla procedura per deficit eccessivo già nel 2026.
“Non ci siamo riusciti per appena lo 0,1%, ma la direzione resta chiara”, afferma l’eurodeputato, secondo il quale lo slittamento dell’obiettivo non rappresenterebbe un’interruzione del percorso di riduzione del disavanzo.
Nesci attribuisce un ruolo centrale alla stabilità del Governo, sostenendo che essa avrebbe consentito di intervenire sui conti pubblici mantenendo parallelamente misure di sostegno all’economia.
Investimenti, occupazione e misure per le imprese
Nel suo intervento, l’eurodeputato richiama anche le politiche economiche adottate dall’esecutivo. Il risanamento dei conti, sostiene, sarebbe stato accompagnato da strumenti destinati a sostenere investimenti e occupazione, tra cui Transizione 4.0 e 5.0, la ZES Unica e le misure per la riduzione del prelievo sui redditi da lavoro.
“Il risanamento procede insieme agli incentivi per investimenti e occupazione, a Transizione 4.0 e 5.0, alla ZES Unica e alle misure di riduzione del prelievo sui redditi da lavoro”, sottolinea Nesci.
Il peso dei crediti d’imposta per le ristrutturazioni
Nella valutazione dell’eurodeputato entrano anche gli effetti sui conti pubblici delle misure varate negli anni precedenti. In particolare, Nesci cita i crediti d’imposta legati alle ristrutturazioni edilizie, i cui effetti finanziari continuano a incidere sui bilanci dello Stato.
“Sui conti continuano inoltre a pesare gli effetti differiti di scelte adottate negli anni precedenti, a partire dai crediti d’imposta legati alle ristrutturazioni edilizie”, afferma, aggiungendo che questo elemento dovrebbe essere considerato nell’analisi della finanza pubblica italiana.
Nesci richiama inoltre il contesto economico internazionale, caratterizzato, secondo le sue parole, dalla crisi energetica e dai conflitti in corso, fattori che renderebbero più complesso il percorso di risanamento.
Nesci: “La traiettoria resta quella giusta”
Nel finale del suo intervento, l’eurodeputato ribadisce la propria lettura dei dati: “La traiettoria resta quella giusta: deficit in discesa, saldo primario in miglioramento, investimenti e sostegno alla competitività”.
Secondo Nesci, dunque, l’uscita anticipata dalla procedura di infrazione sarebbe soltanto rinviata. “L’uscita anticipata è slittata, non è venuto meno il percorso”, conclude, richiamando infine le previsioni che indicano un deficit sotto il 3% e sostenendo che la stabilità dell’esecutivo stia producendo risultati sui conti pubblici.













