25 Giugno 2026
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Emergenza erosione costiera in Calabria, il diktat di Occhiuto: “Servono leggi speciali, non 18 pareri”

Il Governatore preme sul Governo per ottenere procedure d'urgenza e deroghe ambientali simili a quelle della Protezione Civile. La sfida per mettere in sicurezza le coste calabresi vale tre miliardi di euro.

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“Si contano a volte fino a 18 pareri per un singolo intervento: una lentezza esagerata”. Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria, sceglie la tribuna della Cittadella Regionale per lanciare un ultimatum alla burocrazia nazionale. Mentre il Governo si appresta a varare un nuovo decreto, Occhiuto invoca una seconda ordinanza di protezione civile che permetta di superare le paludi amministrative che oggi frenano la difesa del suolo. L’obiettivo è chiaro: trasformare la prevenzione in un’attività rapida, svincolata dalle lungaggini del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale).

Il paradosso dei sedimenti: tra rifiuti e risorse

L’analisi di Occhiuto mette a nudo le contraddizioni del sistema normativo italiano attraverso esempi plastici. “A Melito, Bova e San Lorenzo servirebbe il ripascimento; a pochi chilometri c’è il porto di Saline pieno di sabbia. Sarebbe logico spostarla, ma la legge lo impedisce senza mille autorizzazioni e caratterizzazioni infinite”. Il risultato è un cortocircuito economico e ambientale: i sedimenti dei porti vengono smaltiti come rifiuti speciali a costi esorbitanti, mentre la Regione è costretta a comprare altra sabbia per difendere i litorali.

Un destino simile tocca al fiume Crati. “I sedimenti del fiume potrebbero salvare le coste. Risolveremmo due problemi in un colpo solo, ma senza deroghe si rischia persino l’arresto per violazione del Codice dell’Ambiente. Chiediamo al Governo di rendere più facile la vita a chi vuole ridurre i rischi”, incalza il Governatore.

Investimenti record, ma il fabbisogno resta altissimo

Nonostante i vincoli, i numeri della Regione segnano un cambio di passo rispetto al passato. Negli ultimi tre anni e mezzo, la giunta Occhiuto ha impegnato 140 milioni di euro per il contrasto al dissesto idrogeologico, raddoppiando i 70 milioni spesi nel decennio precedente. Tuttavia, il Presidente non nasconde la portata della sfida: “È comunque una goccia nel mare. Per difendere le coste e mitigare il rischio frane in Calabria servirebbero due o tre miliardi, ma soprattutto procedure molto più veloci. La prevenzione deve poter utilizzare le deroghe della protezione civile, altrimenti continueremo a parlare dei danni invece che delle difese”.

Occhiuto rivendica inoltre la fermezza mostrata verso gli enti locali, ricordando la riforma della legge sulla Protezione Civile, l’impulso alla costituzione dei Coc (Centri Operativi Comunali) e il commissariamento dei Comuni inerti. “I riflettori sull’erosione si accendono solo durante le mareggiate di gennaio; noi, per la verità, li abbiamo sempre tenuti accesi”, conclude il Presidente, ribadendo la necessità di un quadro normativo che non tratti la sabbia dei fiumi come un reato, ma come una risorsa per la sopravvivenza del territorio.

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