5 Agosto 2026
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Estate sotto esame al quartiere Lido di Catanzaro: la cultura e i grandi eventi sbandierati dalla Monteverdi non bastano a invertire la rotta

L’assessora rivendica il successo di EstArte e i riconoscimenti nazionali: “Abbiamo investito sulla qualità”. Ma dalle opposizioni e dalla città arriva l’allarme sul calo di attrattività della marina rispetto alle altre mete calabresi

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“Ho letto con attenzione le sue riflessioni sul lungomare la sera e mi permetto una constatazione: la cultura, quest’anno, ha fatto la sua parte — e l’ha fatta bene. Il cartellone di EstArte 2026 è partito il 21 giugno, primo giorno d’estate, cosa mai vista prima a Catanzaro, e ha attraversato la stagione con una qualità che credo sia fuori discussione. Basti pensare a “Oltre il Confine”, la rassegna promossa dal Conservatorio “Saverio Arlia” insieme con l’Accademia di Belle Arti, che ha portato musica di altissimo livello da Piazza Dogana alla Pineta di Giovino. O al concerto di Gaia al porto, che ha registrato un’affluenza straordinaria. Abbiamo valorizzato piazze, pineta, quartieri e marina come mai era stato fatto prima, con uno sguardo che non si è fermato al centro”. Esordisce così Donatella Monteverde, assessora comunale alla Cultura di Catanzaro, nella replica alle dichiarazioni del consigliere comunale Fabio Celia il quale, tra le altre cose e  senza giri di parole, aveva sottolineato: “Soverato sbanca. Sellia Marina sfonda. Borgia sembra distante un milione di chilometri. Pizzo è talmente piena che passeggiare è quasi impossibile. Tropea è un’altra dimensione. Reggio Calabria sembra appartenere a un’altra regione. E non dimentichiamo Roccella Ionica, che ogni estate dà l’impressione di essere in un altro mondo”. Il mondo, invece, a Catanzaro Lido pare essersi fermato”.

“Non lo dico solo io”

Nella risposta l’assessora Monteverdi aggiunge: “Non lo dico solo io: Billboard Italia, punto di riferimento editoriale nel panorama musicale internazionale, ha inserito Catanzaro tra i primi dieci festival ed eventi d’Italia per il mese di agosto, con una doppia presenza: il Factory Area Festival (18-19 agosto) e il concerto di Jovanotti (22 agosto), unico grande tour itinerante nazionale premiato nella classifica. Segno che questa programmazione è ben lontana dall’essere modesta. Se il consigliere avesse partecipato a qualche appuntamento, avrebbe forse potuto apprezzare da vicino il livello sul quale abbiamo scelto di puntare, proprio per alzare la percezione di un luogo bellissimo, che troppo spesso non viene raccontato per quello che vale davvero. Sul tema della frequentazione nei giorni non di punta, credo che esso vada inquadrato con onestà: non riguarda solo il quartiere Lido, ma tutta la costa catanzarese, e non si risolve con un cartellone di eventi. Gli imprenditori che conosco non si siedono a fare i conti su cosa distruggere, ma su cosa migliorare: ed è un approccio che rispetto e che vorrei fosse la regola, non l’eccezione. E poi c’è una questione enorme che pesa, ed è il caro vita: le famiglie medie faticano ad arrivare a fine mese, oggi uscire con la propria famiglia diventa un’impresa, e un luogo che vive soprattutto di turismo familiare non può che soffrirne particolarmente. Proprio per questo abbiamo costruito un’offerta quasi interamente gratuita, con prezzi inferiori alla media anche per i pochi appuntamenti a pagamento. Forse un uomo di sinistra, come il consigliere ama definirsi, dovrebbe indirizzare qualche strale in più verso chi a livello nazionale gestisce inflazione e potere d’acquisto, piuttosto che verso chi, a livello locale, prova a tenere le porte aperte a tutti”. Poi conclude: “Il vero tema, semmai, è un altro: lo squilibrio strutturale tra la Calabria tirrenica e quella jonica-catanzarese. È lì che va concentrato il lavoro, non nella caccia al colpevole di quartiere. Noi abbiamo cominciato, con piccoli gesti ma di visione: promuovere i nostri eventi anche all’aeroporto di Lamezia Terme, per far sapere a chi arriva che esiste una Calabria jonica bella quanto le straordinarie perle tirreniche. La stampa nazionale ci sta premiando. E noi, qui, rischiamo di autodistruggerci a colpi di polemica. Proviamo a vincere le nostre sfide costruendo, non alimentando un malanimo continuo che fa male soprattutto a chi si alza la mattina pensando a come rendere più competitiva la propria impresa e a chi vivendo di stipendio e salario dovrebbe essere aiutato a stare meglio e non continuamente instillato di rabbia. Guardiamo alla luna, non al dito. E facciamolo insieme.

Mugugni ad ampio raggio

Da qualche giorno la questione “quartiere Lido di Catanzaro” tiene banco assai. Anche il consigliere comunale e provinciale Eugenio Riccio ha detto la sua mettendo  insieme due vicende diverse: il trasferimento del Festival Magna Graecia Film Festival a Soverato e il sostegno comunale al Catanzaro Pride.  “In pochi anni l’amministrazione Fiorita è riuscita a desertificare il nostro quartiere marinaro”, ha accusato. Dal canto suo, lapidario e senza fronzoli è stato pure il commento del consigliere comunale Antonello Talerico: “Catanzaro Lido (o Marina di Catanzaro) 3 agosto 2026 : il deserto. Polverizzata l’economia di un intero territorio”. Non solo politica, però. Sono stati molti i cittadini a mettere mano sui social per evidenziare “la solitaria estate” che sta caratterizzando il quartiere. In tanti hanno puntato il dito sulle opportunità perse (dicasi Magna Graecia Film Festival) a vantaggio di iniziative considerate più “paesane” e non in grado di veicolare notevoli flussi di presenze, senza contare il mancato impatto sull’attrattiva turistica della città. Che, pur con tutte le ragioni dell’assessora Monteverde, pare molto più spenta rispetto allo sfavillio di altri contesti cittadini calabresi. E la foto che alleghiamo lo testimonia.

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