“Accolgo questo nuovo ruolo con emozione ed entusiasmo sinceri. Sarà una bella sfida quella di contribuire a far decollare Reggio Calabria“. E Marco Franchini, neo assessore al Turismo della prima giunta reggina a guida Francesco Cannizzaro, di decolli ne mastica abbastanza. La notizia della sua nomina ha spiazzato in molti, sebbene da mesi circolasse voce che il suo mandato di Amministratore unico di Sacal fosse agli sgoccioli. Un po’ perché era giusto chiudere un ciclo che, di sicuro, ha lasciato il segno, resuscitando l’agonizzante scalo di Reggio, molto perché la società di gestione degli aeroporti calabresi sta per cambiare pelle manageriale.
Sacal cambia pelle: addio all’uomo solo al comando
Tra pochi giorni, infatti, i soci si riuniranno per ricostituire verosimilmente un board con al centro il Consiglio di amministrazione, un direttore generale e, forse, qualche altra figura direttiva. Insomma, il posto di Franchini sarà diviso in almeno quattro ruoli. D’altro canto, abbiamo sempre detto che la politica vuole contare di più nell’amministrazione degli aeroporti, visto che Franchini, in qualità di capo unico, pur ascoltando tutti, si è comunque determinato nell’ultimo lustro su criteri di rigore societario non sempre matrimoniabili con le istanze tracagnotte dei partiti.
Il monito: competenza, non lottizzazione
Ora che il manager veneto si trasferirà in riva allo Stretto, c’è da sperare che il socio di maggioranza (la Regione) non ponga in posizione di vertice “prunari” travestiti da Marchionne: ce ne sono tanti in giro, e pure ben sostenuti dai salotti che contano.
Roberto Occhiuto lo sa, così come comprende che il ritorno della politica alla guida di Sacal non può significare imputtanire una società che in passato ha già sofferto molto la lottizzazione. Ci vorrà il giusto equilibrio nel passare da una guida monocratica a un’altra collegiale. Ci vorranno nomi nei cui curricula figuri anche la competenza e non solo l’amicizia con questo o quel pezzo grosso del centrodestra.
Come nasce l’assessorato: il rapporto con Cannizzaro
Ma com’è nato l’assessorato di Franchini? È lui stesso a rivelarlo a Calabria7.
“Il rapporto con il sindaco Cannizzaro è sempre stato improntato alla cordialità, alla collaborazione e alla visione dello sviluppo di Reggio. Tutto ciò ha favorito la nascita di un’amicizia sincera“. Ma i valori, da soli, non bastano per un cambiamento dimensionale importante come quello che ha visto protagonista l’amministratore di Sacal in queste ore. Infatti, “l’operazione-assessorato ha avuto l’imprimatur del presidente Roberto Occhiuto“.
Parte il grande risiko delle nomine
Inutile dire che la definizione degli equilibri di giunta nel capoluogo reggino darà una accelerata notevole alle attese nomine estive. Su tutti i fronti: Giunta regionale, società partecipate (Sacal e Fincalabra in primis), poi Aterp, dove pezzi importanti della Lega vogliono rinnovare il vertice, della Lega, e infine le dirigenze dipartimentali.










