La prima vera scelta politica di Francesco Cannizzaro non è stata soltanto quella di assegnare le deleghe. È stata soprattutto quella di definire un metodo di governo. La nuova Giunta comunale di Reggio Calabria, presentata a Palazzo San Giorgio alla vigilia del primo Consiglio comunale, racconta infatti una precisa strategia: salvaguardare il peso del consenso elettorale senza rinunciare a figure esterne di altissimo profilo professionale.
Il sindaco l’ha definita il “mix perfetto“. E, al di là dello slogan, la composizione dell’esecutivo sembra effettivamente poggiare su due pilastri ben distinti. Da una parte gli assessori politici, espressione diretta dei partiti della coalizione e del voto popolare. Dall’altra quattro tecnici chiamati a presidiare i settori più delicati dell’amministrazione comunale. È proprio su questi ultimi che Cannizzaro si gioca una fetta importante della propria credibilità amministrativa.
Il vero valore aggiunto sono gli assessori esterni
Se le nomine interne rappresentano la fisiologica traduzione degli equilibri usciti dalle urne, sono gli assessori esterni a rappresentare la vera cifra politica della nuova amministrazione. Non semplici professionisti chiamati a ricoprire un incarico, ma figure con esperienze istituzionali e manageriali già consolidate. Una scelta che consente al sindaco di partire immediatamente senza il tempo dell’apprendistato amministrativo.
Franchini, il colpo che cambia il baricentro della Giunta
La sorpresa assoluta porta il nome di Marco Franchini. La sua nomina era rimasta blindata fino agli ultimi minuti, ma una volta ufficializzata ha inevitabilmente monopolizzato l’attenzione. L’ex amministratore unico di Sacal arriva a Palazzo San Giorgio con un curriculum difficilmente contestabile. È il manager che ha accompagnato il rilancio del sistema aeroportuale calabrese e che ha trasformato l’aeroporto dello Stretto in uno degli scali con il più alto tasso di crescita nazionale.
Non è casuale che Cannizzaro gli abbia affidato Infrastrutture strategiche, Porto, Aeroporto, Waterfront, Turismo, Rigenerazione urbana e Decoro. Sono le deleghe che disegnano il futuro economico della città.
Il messaggio politico è chiaro: lo sviluppo di Reggio dovrà passare dalle grandi infrastrutture e dalla capacità di attrarre investimenti e flussi turistici. La scelta di Franchini sposta inevitabilmente l’asse della Giunta verso una dimensione fortemente manageriale.
Arena, la legalità come architrave istituzionale
Altrettanto significativa è la scelta di Mariagrazia Arena quale vicesindaca. Ex presidente del Tribunale di Reggio Calabria e di Palmi, rappresenta probabilmente il profilo istituzionale più autorevole dell’intero esecutivo. A lei vengono affidati Affari generali, Semplificazione amministrativa, Rapporti istituzionali e Beni confiscati.
Più che un assessorato, una vera cabina di regia. In un territorio dove il tema della trasparenza amministrativa è da sempre centrale, la presenza di Arena assume anche un forte valore simbolico.
Catalfamo, la donna dei cantieri e del PNRR
Tra le deleghe più pesanti figurano quelle assegnate a Domenica Catalfamo. Grandi opere, Lavori pubblici, Urbanistica, Pianificazione territoriale, Mobilità e Smart City rappresentano oggi il cuore dell’azione amministrativa di qualsiasi grande città.
Catalfamo arriva con un bagaglio tecnico importante maturato sia in Regione sia alla Città Metropolitana. La sua esperienza burocratica potrebbe rivelarsi decisiva soprattutto nella gestione dei fondi europei e delle risorse del PNRR, dove il rispetto dei tempi rappresenta ormai la vera discriminante tra successo e fallimento amministrativo.
Lucia Fio e il volto sociale dell’esecutivo
Sul fronte del Welfare, Cannizzaro ha scelto una figura profondamente radicata nel mondo delle politiche sociali.
Lucia Fio, avvocato specializzato nel diritto di famiglia e dei minori e con una lunga esperienza nel Terzo settore, dovrà affrontare uno dei comparti più delicati dell’amministrazione. L’obiettivo dichiarato è costruire un welfare meno assistenzialistico e maggiormente orientato alla programmazione dei servizi.
Gli assessori politici: il rispetto del voto prima di tutto
Cannizzaro lo aveva promesso durante la campagna elettorale e lo ha ribadito nella presentazione della Giunta. “Non avrei mai prevalso sul primato della politica”. Da qui la scelta di promuovere nell’esecutivo alcuni dei candidati più votati della coalizione. Entrano così in Giunta: Antonino Maiolino (Forza Italia); Demetrio Marino (Fratelli d’Italia); Antonino Caridi (Lega); Massimo Ripepi (Alternativa Popolare); Filomena Iatì (Reggio Futura). Una decisione che restituisce centralità al voto degli elettori e rafforza il rapporto tra amministrazione e maggioranza consiliare.
Federico Milia, il garante dell’Aula
La Presidenza del Consiglio comunale sarà affidata a Federico Milia. Già capogruppo di Forza Italia nella precedente consiliatura, Milia rappresenta una delle figure emergenti del centrodestra reggino. La sua elezione appare il naturale riconoscimento di un forte consenso personale costruito negli anni. Sarà lui il punto di equilibrio tra Giunta e Consiglio.
L’effetto domino: cambiano gli equilibri del Consiglio comunale
La formazione della Giunta produce immediatamente un secondo effetto politico. Con la nomina dei cinque assessori interni, infatti, si liberano altrettanti seggi in Consiglio comunale.
Entrano così: Nino Zimbalatti per Forza Italia, protagonista di una vera rivincita politica dopo essere rimasto fuori per appena tre preferenze. Ramona Angela Calafiore per Fratelli d’Italia. Vanessa Colica per la Lega. Emiliano Imbalzano per Alternativa Popolare. Daniele Romeo per Reggio Futura.
Un ricambio che modifica la geografia dell’Aula e rafforza ulteriormente la rappresentanza della maggioranza.
Le deleghe che il sindaco tiene per sé
Non tutto è stato distribuito. Cannizzaro ha scelto di mantenere direttamente alcune competenze considerate strategiche.
Resteranno infatti nelle mani del sindaco: Ambiente, Polizia Municipale e Programmazione Una scelta che conferma la volontà di mantenere il controllo diretto sui dossier più delicati della consiliatura.
Parallelamente il primo cittadino ha già annunciato l’intenzione di attribuire specifiche deleghe anche ai consiglieri comunali, coinvolgendoli maggiormente nell’attività amministrativa.
Una Giunta costruita per durare
La sensazione è che Cannizzaro abbia cercato di evitare gli errori tipici dei primi mandati. Non ha inseguito esclusivamente gli equilibri politici, ma ha provato a costruire un esecutivo che potesse garantire contemporaneamente consenso, competenza e capacità gestionale.
L’investimento più importante riguarda proprio i quattro assessori esterni. Se riusciranno davvero a trasferire nell’amministrazione comunale le competenze maturate nei rispettivi percorsi professionali, Palazzo San Giorgio potrebbe compiere quel salto di qualità che la città attende da anni. Al tempo stesso sarà fondamentale il rapporto con il Consiglio comunale. Perché nessuna squadra tecnica può funzionare senza una maggioranza politica coesa e capace di trasformare i progetti in atti amministrativi.
Il primo banco di prova arriverà già dal Consiglio comunale di lunedì 6 luglio, quando sarà eletto Federico Milia alla Presidenza dell’Aula e prenderà ufficialmente il via la nuova legislatura.










