Il Gruppo Idonei Concorsi – Coordinamento Nazionale rilancia la propria battaglia per la tutela degli idonei ai concorsi pubblici, chiedendo che la proposta di legge attualmente all’esame del Consiglio regionale della Calabria si traduca in uno strumento realmente efficace. Parallelamente, il Coordinamento guarda oltre i confini regionali e punta a una riforma nazionale che definisca in modo chiaro lo status giuridico degli idonei.
Gli emendamenti alla proposta di legge regionale
Il Coordinamento rende noto di aver seguito da vicino l’iter della proposta di legge in discussione in Consiglio regionale, evidenziando il confronto avviato con i consiglieri regionali Gianpaolo Bevilacqua e Marco Polimeni, oltre al rinnovato interesse manifestato dalla deputata Simona Loizzo.
A seguito di questi contatti, il Gruppo riferisce di aver elaborato una serie di emendamenti e raccolto le osservazioni provenienti dai diversi bacini di idonei calabresi, compresi quelli del Gruppo Idonei PA.
L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che il provvedimento si trasformi in “una scatola vuota“, puntando invece a una norma “performante, incisiva e immediatamente applicabile” nelle procedure di reclutamento della Pubblica amministrazione regionale.
Il richiamo alle dichiarazioni di Antoniozzi
Nel comunicato viene inoltre richiamato il recente intervento del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, che, secondo il Coordinamento, avrebbe ribadito come “i tecnicismi non possano essere utilizzati come pretesto per delegittimare una problematica importante come quella degli idonei ai concorsi”.
L’obiettivo è una riforma nazionale
Il Gruppo Idonei Concorsi sottolinea che la propria attività non si limita alla Calabria, ma si sviluppa su scala nazionale.
Secondo il Coordinamento, è necessario arrivare a una riforma organica che definisca in maniera chiara la posizione giuridica dell’idoneo di concorso, superando anni di interpretazioni giurisprudenziali e dottrinali ritenute frammentarie e spesso contraddittorie.
Per questo motivo è stata avviata una consultazione interna tra le numerose graduatorie aderenti al Gruppo, con l’obiettivo di raccogliere proposte e individuare una sintesi delle principali criticità segnalate nei diversi territori italiani.
“Non siamo numeri, ma competenze certificate“
Nel documento il Coordinamento rivendica il valore professionale degli idonei ai concorsi pubblici.
“Siamo professionisti qualificati che hanno investito anni della propria vita, risorse economiche ed energie personali per studiare, prepararsi e superare selezioni pubbliche rigorose. Non siamo numeri, ma competenze già certificate dallo Stato“, si legge nel comunicato.
L’appello alla politica e l’ipotesi di un impegno diretto
Il Gruppo Idonei Concorsi – Coordinamento Nazionale rivolge infine un appello alle forze politiche e parlamentari affinché sostengano il progetto di riforma.
Nel comunicato si evidenzia che, qualora dovesse registrarsi “l’ennesima disattenzione o inerzia del legislatore”, il Coordinamento è pronto a utilizzare “ogni strumento democratico” per rappresentare direttamente le istanze della categoria, trasformando quella che definisce una “battaglia di civiltà giuridica” in un’azione politica finalizzata alla tutela del merito, della dignità e delle legittime aspirazioni degli idonei ai concorsi pubblici.













