Un brusco cambio di rotta segna l’intricata vicenda dei sottosegretari alla Regione Calabria. I capigruppo della coalizione di centrodestra hanno depositato in Consiglio due distinte proposte di legge con l’obiettivo di portarle in Aula e approvarle nel più breve tempo possibile. Il primo testo mira all’abrogazione integrale della legge regionale numero 9 dello scorso 3 marzo, il provvedimento che aveva reintrodotto la possibilità per la maggioranza di nominare due sottosegretari alla presidenza e di estendere il numero dei componenti della Giunta da sette a nove. Il secondo testo interviene invece sull’esecutività del decreto con cui il presidente della Giunta aveva indetto il referendum confermativo per il prossimo 29 novembre, congelando la consultazione. Contestualmente, la relazione di accompagnamento specifica che i 7 milioni di euro inizialmente stanziati per lo svolgimento del referendum saranno dirottati verso gli interventi di sostegno contro il caro gasolio preannunciati dal governatore Roberto Occhiuto.
I tempi d’aula e la variabile del Consiglio di Stato
L’iter istituzionale delle riforme statutarie richiede passaggi precisi e tempi definiti. L’eventuale via libera dell’Aula alla cancellazione della norma costituirà soltanto un’approvazione in prima lettura, poiché per la seconda votazione definitiva dovranno trascorrere almeno due mesi dalla data del 5 ottobre. In questo intervallo temporale si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso avanzato dalla Regione contro la celebrazione del referendum. Un verdetto favorevole consentirebbe all’amministrazione di ripristinare l’assetto originario, con la conseguente permanenza del sottosegretario attualmente in carica, Ettore Figliolia. Qualora i giudici amministrativi dovessero invece respingere il ricorso della Cittadella, la maggioranza procederà al completamento dell’iter legislativo, accantonando in maniera definitiva le figure dei sottosegretari, i due posti aggiuntivi in Giunta e la consultazione referendaria.













