16 Ottobre 2026
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Il grido degli ‘ultimi’ a Reggio Calabria: “Diesel a 2,40 euro, Tari e stangate energetiche”

Galtieri, referente di Futuro Nazionale, sottolinea: "I Comuni di Venasca ed Esino Lario aprono distributori pubblici a prezzi di costo: Cannizzaro prenda esempio invece di fare feste sul ponte"

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Rimettere gli ultimi al vertice assoluto dell’agenda politica cittadina, contrastare gli effetti devastanti delle tasse locali e delle utenze domestiche sui bilanci delle famiglie e spingere le istituzioni a un piano di aiuti urgenti. Il “Comitato 1112 Reggio Calabria Futuro Nazionale”, guidato dal referente cittadino Tito Galtieri, interviene con una nota stampa ufficiale interamente incentrata sull’emergenza sociale dell’area metropolitana, fotografando la drammatica situazione economica che in queste ore sta colpendo migliaia di nuclei familiari, piccole imprese e commercianti in città a causa del combinato disposto tra il caos energetico e il recapito delle nuove scadenze esattoriali.

“C’è poco da festeggiare”

“La realtà quotidiana dei cittadini si fa ogni giorno più insostenibile e le immagini di queste ore lo dimostrano senza sconti – esordisce con fermezza Tito Galtieri. Nelle ultime ore l’intera città è rimasta completamente bloccata, con i distributori di carburante presi d’assalto e code interminabili dovute allo sciopero dei trasportatori. Una psicosi collettiva alimentata da speculazioni intollerabili, che hanno costretto la nostra gente a pagare il diesel alla cifra folle di oltre 2,40 euro al litro (i più fortunati) per la paura di non poter andare a lavorare o accompagnare i propri figli a scuola. A questa mazzata si aggiungono i rincari d’autunno sulle bollette di luce e gas e il recapito nelle case dei reggini di cartelle TARI estremamente salate, confermando purtroppo il primato della tassazione sui rifiuti più alta d’Italia a fronte di un servizio tra i più carenti. Di fronte a questo scenario di emergenza, l’amministrazione comunale, invece di intervenire tempestivamente con un piano strutturato di sgravi fiscali e sussidi straordinari, sembra concentrare le proprie attenzioni su dinamiche di facciata.

Ci riferiamo all’iniziativa di offrire caffè e cornetto all’alba per inaugurare il nuovo Ponte Calopinace da dove l’alba non si vede poiché il sole sorge ad est e tramonta ad ovest (proprio dove si trova il ponte Calopinace), a tagli di nastro dall’effetto speciale, ai sondaggi sul nome da dare al nuovo ponte e, per ultimo, al video in cui il Sindaco annuncia trionfalmente l’organizzazione di una grande festa per la città proprio nei pressi della nuova opera. Apprezziamo la smania e l’entusiasmo del primo cittadino appena eletto nel voler dimostrare cambiamenti immediati, ed è un segnale di attivismo che non contestiamo. Ma la nostra gente viene prima. Gli “ultimi” vengono prima. Ci sono urgenze molto più serie e drammatiche che necessitano di risposte immediate e non c’è proprio nulla da festeggiare“.

“Il dovere della buona politica”

Il referente del Comitato 1112 traccia una linea netta sulle priorità dell’azione di governo locale, accendendo i riflettori sulle situazioni di maggiore disagio all’interno del perimetro metropolitano: “Il dovere della buona politica è quello di dare fiato e sostenere concretamente chi è in difficoltà. Non parliamo chiaramente delle famiglie benestanti, che possiedono gli strumenti per superare questo particolare momento storico di congiuntura sfavorevole. Parliamo degli ultimi. Parliamo di quelle famiglie che vivono quotidianamente al di sotto della soglia minima di dignità, delle fasce deboli della nostra comunità e di tutti quei nuclei che affrontano la gestione della disabilità di un familiare, una condizione che comporta costi altissimi ed estremamente gravosi. Il Comitato 1112 si schiera apertamente e fermamente al fianco degli ultimi: non possiamo e non dobbiamo lasciarli soli nel momento del bisogno“.

“Come fanno gli altri”

“Se il sindaco vuole davvero dImostrare le sue capacità e il suo reale valore, inizi da qui – incalza Galtieri. Dimostri di saper governare non solo le inaugurazioni e le serate di festa, ma le emergenze vive della sua comunità. In Italia esistono esempi virtuosi e concreti di Comuni, come Venasca in Piemonte o Esino Lario in Lombardia, che per combattere il caro carburanti e difendere il potere d’acquisto dei propri cittadini hanno acquistato o preso in gestione direttamente pompe di benzina comunali, rivendendo il carburante a prezzo di costo e senza margini di guadagno per l’ente pur di dare ossigeno a famiglie e imprese. E allora la domanda sorge spontanea: perché il sindaco Cannizzaro, invece di pensare costantemente alle feste, alle sfilate e ai tagli di nastro dagli effetti speciali, non si attiva con la stessa grinta e con misure di pari coraggio per salvare la nostra economia cittadina? Mettere in campo azioni sostanziali e strutturali per chi affonda sotto il peso dei 2,40 euro al litro, delle bollette insostenibili di luce e gas e di una Tari soffocante, è la vera prova di maturità per chi siede a Palazzo San Giorgio. Troppo facile organizzare eventi; la vera sfida amministrativa è non lasciare indietro nessuno. Le inaugurazioni spettacolari, le feste, le colazioni e i biglietti omaggio dello stadio non sono gratis.. se ci sono soldi pubblici in più da spendere, vanno spesi per aiutare chi non sopravvive!”.

L’appello finale

L’appello finale di Galtieri si configura come un invito formale alla mobilitazione e alla responsabilità istituzionale: “Un’amministrazione che si professi seria, equa e vicina alla propria gente deve necessariamente partire dal sostegno a chi non ha voce. Il nostro è un invito pressante alla mobilitazione collettiva e istituzionale. Chiediamo che il Sindaco si attivi immediatamente, predisponendo misure sostanziose, concrete e tangibili nei bilanci comunali per alleggerire il carico fiscale locale sulle famiglie svantaggiate. Per le passerelle, le feste sul ponte e le scenografie ad effetto c’è sempre tempo; per gli ultimi della nostra città il tempo è già scaduto e senza un aiuto immediato del Comune rischiano di non sopravvivere. I bisogni reali della nostra comunità e la difesa degli ultimi devono avere la priorità assoluta su tutto.. noi siamo qui, in prima linea a dare voce a chi l’ha persa e sta iniziando a perdere anche la speranza”.

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