16 Ottobre 2026
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La Calabria si prende la scena a Rimini: più voli, turisti stranieri e borghi. “Ma basta con l’arte dell’arrangiarsi” (VIDEO)

Tropea e Reggio premiate, gli aeroporti verso i cinque milioni di passeggeri, gli operatori che raccontano una domanda internazionale in crescita. Al TTG le voci raccolte da Calabria7. La sfida è trasformare la visibilità in sviluppo

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“Oggi nessun tipo di mestiere, nessuna impresa si può fare con l’arte dell’arrangiarsi”. Mario Romano, imprenditore di Tropea, pronuncia la frase che attraversa e tiene insieme i racconti della Calabria al TTG di Rimini. Perché dietro lo stand affollato, gli incontri con gli operatori e la soddisfazione per i riconoscimenti, c’è una regione chiamata a misurarsi con una domanda precisa: come si trasforma l’interesse dei viaggiatori in un’economia turistica capace di crescere e durare? Le risposte raccolte da Calabria7 arrivano da chi gestisce aeroporti e alberghi, vende soggiorni sui mercati internazionali, amministra città e custodisce luoghi della memoria. Hanno accenti diversi, ma alcuni punti tornano: collegamenti, professionalità, collaborazione tra territori, qualità dell’accoglienza.

Tropea resta una porta d’ingresso. Reggio Calabria conquista attenzione. Isola Capo Rizzuto mette sul tavolo la sua capacità ricettiva. Gerace cerca nei comuni vicini degli alleati. Zungri racconta una Calabria che si visita anche lontano dalla spiaggia. Gli operatori segnalano un interesse crescente dall’estero. Il passaggio decisivo sarà dare continuità a questa domanda, rendendo riconoscibile e accessibile l’intera regione.

Tropea e Reggio, due premi e due strade per crescere

Al TTG arrivano anche i riconoscimenti di Italia Destinazione Digitale: Tropea viene premiata per il maggiore incremento del valore turistico tra le mete balneari, mentre Reggio Calabria ottiene il riconoscimento di “Destinazione Emergente”. Due risultati che raccontano percorsi differenti. Da una parte una località già riconoscibile sui mercati, chiamata a consolidare il proprio richiamo; dall’altra una città che guadagna spazio e può contribuire ad ampliare la geografia delle destinazioni calabresi. Per la regione è un’occasione concreta: utilizzare la forza dei luoghi più conosciuti per accompagnare i visitatori verso altre città, altri paesaggi, altre esperienze. È il filo che lega molte delle testimonianze raccolte a Rimini.

Vigna: gli aeroporti verso i cinque milioni di passeggeri

La prima condizione è arrivare. E il sistema aeroportuale occupa un posto centrale nel ragionamento di Luciano Vigna, presidente di Sacal, che al TTG indica una prospettiva vicina ai cinque milioni di passeggeri per i tre scali calabresi, con una crescita annua nell’ordine del 20 per cento. Tra i dati illustrati da Vigna c’è quello di Lamezia Terme, dove ad agosto la componente dei passeggeri provenienti dalle capitali europee ha raggiunto il 51 per cento. Un elemento che aiuta a leggere il peso dei collegamenti internazionali nell’apertura della Calabria a nuovi flussi. Nell’intervista il presidente di Sacal richiama anche i collegamenti Wizz Air, dal 25 ottobre, su Roma, Torino e Milano, ulteriori collegamenti da aprile e il rafforzamento della presenza di Ryanair a Reggio Calabria e Lamezia Terme. La crescita dei voli amplia le possibilità del turismo. Il lavoro di aeroporti, strutture ricettive e operatori deve poi incontrarsi: rendere raggiungibile una destinazione è il primo passo per riuscire a venderla.

D’Agostino: “Non bisogna allentare nemmeno di un millimetro”

È proprio sull’incontro tra accessibilità e organizzazione dell’offerta che insiste Fabrizio D’Agostino, presidente di Federalberghi Calabria. Dal TTG rivendica il superamento dei risultati dell’anno precedente e attribuisce il percorso a scelte precise. “Un marketing strategico, un incoming programmato che sta dando i suoi frutti”, afferma nello stand della Regione, identificato dal marchio Calabria Straordinaria. Nelle sue parole, la soddisfazione si accompagna alla necessità di continuare a investire: “Non bisogna allentare nemmeno di un millimetro e dobbiamo sempre meglio posizionarci, non solo sul mercato italiano ma soprattutto su quello europeo, mondiale”. D’Agostino individua un fattore favorevole nella maggiore accessibilità: “Adesso la Calabria è facilmente raggiungibile”. Una possibilità che richiede agli operatori di farsi trovare pronti, con proposte organizzate e una presenza costante nei mercati in cui si decidono le vacanze.

Valente: “Non è più una terra sconosciuta”

Per Debora Valente, responsabile di DTS Valentour e Debora Valente Srl, il cambiamento emerge nel rapporto quotidiano con chi cerca e acquista una vacanza. Valentour si occupa di incoming in Calabria, mentre l’altra società opera nella gestione alberghiera. La sede è a Tropea, ma il territorio proposto ai viaggiatori è più ampio. “La nostra destinazione è l’intera Calabria”, precisa. Il segnale che porta a Rimini riguarda soprattutto i mercati esteri: “Gli stranieri la richiedono sempre di più”. E ancora: “Non è più una terra sconosciuta, diventa una destinazione adesso conosciuta e richiesta”.

È la valutazione di un’operatrice che lavora nel settore da anni e che vede maturare un percorso costruito nel tempo. “Abbiamo fatto noi un grande lavoro, chiaramente le istituzioni hanno fatto anche la loro parte”, osserva. Il TTG rappresenta una tappa di questo impegno, con incontri commerciali ai quali seguirà la partecipazione alle fiere di settore nel mondo. Valente riassume così il risultato raggiunto: “Finalmente possiamo dire che offriamo un prodotto conosciuto nel mondo”.

Romano: “Nessuna impresa si può fare con l’arte dell’arrangiarsi”

Quando l’interesse diventa una prenotazione, il banco di prova passa all’accoglienza. Mario Romano lo affronta attraverso un’esperienza imprenditoriale partita a Tropea dalla stampa e dalle arti grafiche, poi estesa al turismo: un resort a cinque stelle, altre strutture ricettive, il ristorante Casa Romano, le gelaterie. Attività diverse, nelle quali individua una responsabilità comune: dare valore alla città attraverso servizi e investimenti. “Tropea certamente è una punta di diamante della nostra regione”, afferma. Ma la notorietà deve essere sostenuta da competenze adeguate a un mercato che cambia rapidamente. Romano richiama la globalizzazione, internet, l’intelligenza artificiale: “Noi dobbiamo stare al passo coi tempi”. Da qui il messaggio: “Oggi nessun tipo di mestiere, nessuna impresa si può fare con l’arte dell’arrangiarsi”. La professionalità, aggiunge, “è il biglietto da visita”. E rappresenta una base sulla quale costruire: “Il vero valore è inseguire la qualità e l’eccellenza”. Nel suo ragionamento conta anche il rapporto con le istituzioni comunali e regionali, la possibilità di “parlare la stessa lingua, perché solo così si cresce”. Una direzione condivisa per competere in mercati nei quali il turista può confrontare destinazioni e servizi con pochi passaggi sul telefono.

Isola Capo Rizzuto: 42 chilometri di costa e oltre 15mila posti letto

A Isola Capo Rizzuto la dimensione dell’offerta è già consistente. Il vicesindaco Andrea Liò la descrive attraverso due numeri: 42 chilometri di costa e oltre 15mila posti letto. Il Comune partecipa al TTG per il sesto anno. Liò racconta un lavoro che punta a mettere in relazione amministrazione, consulenti e imprese: “Stiamo costruendo un prodotto coinvolgendo gli operatori del territorio”. La varietà delle strutture, dai B&B ai campeggi e ai villaggi turistici, consente di rivolgersi a pubblici diversi. La sfida, spiega, è farle lavorare “in sintonia e in rete”, per aumentare la capacità di attrarre visitatori. Al centro della proposta c’è il patrimonio naturalistico: “Siamo nel cuore dell’area marina protetta”. Liò richiama inoltre il quinto anno consecutivo di Bandiera blu e Bandiera verde, ricordando il valore di quest’ultimo riconoscimento per le spiagge a misura di bambino. L’obiettivo è costruire attorno a queste risorse una proposta riconoscibile, nella quale l’offerta dei singoli operatori contribuisca alla forza della destinazione.

Gerace e la Locride: cinque comuni cercano una strada comune

Lo stesso tema assume una dimensione territoriale nelle parole di Rudy Lizzi, sindaco di Gerace. A Rimini porta il patrimonio di una città millenaria e un progetto di collaborazione che coinvolge Gerace, Locri, Siderno, Antonimina e Portigliola. Il riferimento è al CIS “Svelare Bellezza”, al quale affianca il progetto Porta del Sole, sostenuto da un finanziamento regionale. “Stiamo cercando di portare avanti un lavoro nuovo, che è quello di collaborare tra i comuni vicini proprio per ottenere risultati ancora maggiori”, spiega. Per Lizzi la valorizzazione di Gerace acquista forza dentro un’offerta più ampia. Il patrimonio storico, culturale e paesaggistico dei comuni coinvolti può diventare un itinerario, una ragione per fermarsi e conoscere il territorio. “Siamo calabresi, la Calabria è un territorio bellissimo, un territorio che deve essere ancora di più valorizzato”, afferma. E indica nella collaborazione la strada per ottenere risultati: “Facendo squadra, facendo rete”. Il banco di prova sarà dare forma a questa alleanza nelle esperienze che il visitatore potrà scegliere.

Zungri, dalle grotte alle porte dipinte: una Calabria aperta tutto l’anno

Il viaggio cambia paesaggio a Zungri, dove l’attrazione passa attraverso la roccia, la memoria del lavoro e la storia della comunità. Maria Caterina Pietropaolo, direttrice delle Grotte di Zungri, presenta l’insediamento rupestre come “un luogo magico, un luogo senza tempo”. Al TTG porta il progetto di valorizzazione del patrimonio “storico, artistico e culturale” del paese. Il percorso comprende anche il Museo della civiltà contadina, che definisce “espressione delle nostre radici”, e le porte dipinte, pensate per collegare la visita alle grotte alla scoperta del borgo. Nel racconto della direttrice, le diverse fasi dell’insediamento attraversano epoche lontane, dai silos che riconduce al periodo greco allo sviluppo di epoca bizantina. Ma il rapporto tra gli abitanti e quelle cavità arriva molto più vicino a noi: Pietropaolo ricorda il loro utilizzo come rifugio durante la Seconda guerra mondiale e la presenza dei contadini ancora negli anni Ottanta. È una storia che lega il sito alla vita delle persone e offre al visitatore una chiave per capire il paese. Poi c’è un elemento decisivo per ampliare il calendario del turismo: “Siamo aperti tutto l’anno”. La direttrice racconta l’arrivo di turisti, visitatori calabresi, scuole e gruppi. Un’attività che mostra come il patrimonio culturale possa dare ragioni di viaggio anche oltre la stagione balneare.

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