13 Ottobre 2026
13 Ottobre 2026
spot_img
spot_img

Il Pd cerca il candidato alla presidenza della Provincia di Vibo: quattro nomi sul tavolo e il nodo Enzo Romeo

Le elezioni all'ente intermedio previste a dicembre alimentano il confronto nel centrosinistra. Teresa Esposito punta su un candidato dem, ma restano da superare le resistenze degli alleati e le divisioni interne

spot_img
spot_img
spot_img

La partita per la presidenza della Provincia di Vibo Valentia entra nel vivo e mette alla prova gli equilibri del centrosinistra. In vista delle elezioni previste a dicembre, il Partito democratico intensifica gli incontri per individuare il nome da proporre alla guida dell’ente. La linea della segretaria provinciale Teresa Esposito è quella di rivendicare ai dem la scelta del candidato, una posizione che, secondo la ricostruzione delle trattative interne, non avrebbe finora raccolto un consenso significativo tra le altre forze della coalizione.

Le riunioni si susseguono con cadenza settimanale e il confronto resta aperto. Il Pd, tuttavia, non sembra intenzionato a rinunciare alla propria richiesta, mentre la ricerca di una candidatura condivisa impone di fare i conti con gli equilibri politici locali e con le possibili ripercussioni sul fronte progressista.

Quattro sindaci tra i possibili candidati

Nel corso dell’ultimo fine settimana, Esposito avrebbe avviato un confronto con i sindaci iscritti al partito per verificare la loro disponibilità a scendere in campo. Dalla ricognizione sarebbero emersi quattro nomi: Enzo Romeo, sindaco di Vibo Valentia, Antonino Schinella, primo cittadino di Arena, Antonio Rosso, alla guida del Comune di Spadola, e Lidio Vallone, sindaco di Briatico.

Si tratta, allo stato, di ipotesi maturate nel confronto interno e non di candidature ufficialmente definite. La scelta dovrà tenere conto sia della rappresentatività dei profili individuati sia della possibilità di costruire un’intesa con gli alleati, chiamati a confrontarsi con la rivendicazione del Pd.

Romeo e i rischi di una candidatura divisiva

Tra i nomi emersi, quello di Enzo Romeo presenta una serie di questioni politiche particolarmente delicate. Dal confronto interno sarebbe infatti affiorata la sua intenzione di valutare un passo indietro rispetto alle precedenti occasioni.

Alla base di questa ipotesi ci sarebbero soprattutto due fattori. Il primo riguarda il rischio che una sua candidatura favorisca la ricomposizione del centrodestra attorno a un avversario comune. Il secondo è legato alle possibili divisioni nel centrosinistra, con il pericolo che le tensioni coinvolgano anche il Pd.

Il rapporto tra il sindaco del capoluogo e una parte del suo stesso partito rappresenterebbe un ulteriore elemento da considerare. Al di fuori del sostegno della segretaria provinciale, Romeo non disporrebbe infatti di un consenso interno tale da rendere scontata la sua investitura.

Il possibile rimpasto a Palazzo Razza

Nello scenario delle trattative si inserisce anche la questione degli equilibri nella giunta comunale di Vibo Valentia. Un’eventuale disponibilità di Romeo a candidarsi per la presidenza della Provincia potrebbe intrecciarsi con la necessità di consolidare i rapporti con le diverse componenti del centrosinistra.

Tra le ipotesi da valutare ci sarebbe un rimpasto della giunta comunale, con possibili ricadute sulle rappresentanze riconducibili alle aree di Ernesto Alecci e Raffaele Mammoliti. In questo quadro, l’assetto degli assessorati diventerebbe una variabile delle interlocuzioni politiche.

Al centro della questione c’è Progetto Vibo, la componente che attualmente esprime tre assessori a fronte di quattro eletti in consiglio comunale. Un’eventuale revisione della squadra di governo cittadina potrebbe quindi modificare gli equilibri interni e incidere sui rapporti tra le diverse anime della maggioranza.

La scelta resta aperta

La candidatura alla presidenza della Provincia si presenta dunque come una decisione che coinvolge più livelli: la rivendicazione del Pd, la disponibilità dei sindaci, la tenuta dell’alleanza di centrosinistra e gli equilibri amministrativi del Comune capoluogo.

L’eventuale rinuncia di Romeo, se confermata, riaprirebbe il confronto sugli altri profili emersi nelle interlocuzioni con Esposito. Al momento, tuttavia, la ricognizione non equivale a una scelta definitiva e il percorso verso le elezioni di dicembre resta affidato alle successive verifiche tra i partiti e gli amministratori coinvolti.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor