13 Ottobre 2026
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Caso Ettore Giordano, i consulenti della famiglia contestano la tesi del suicidio: chiesta una nuova perizia

La difesa dei genitori si oppone all’archiviazione e sollecita la nomina di un collegio di esperti indipendenti. Le consulenze di parte prospettano una ricostruzione diversa da quella sostenuta dai consulenti della Procura

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Il 9 giugno 2022, a Taverna di Montalto Uffugo, nel Cosentino, Ettore Giordano viene trovato morto, con un cavo intorno al collo. La ricostruzione formulata dai consulenti incaricati dalla Procura riconduce il decesso all’ipotesi del suicidio. Una conclusione che i genitori del giovane, Giuseppe e Lucia Giordano, non hanno condiviso fin dall’inizio.

Per approfondire i punti rimasti controversi, la famiglia ha affidato l’incarico a un gruppo di avvocati e consulenti tecnici. Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Emilio Greco, Guido Siciliano, Edoardo Greco, Franceschina Bufano e Mafalda Ferraro, ha depositato una memoria con cui si oppone alla richiesta di archiviazione e chiede che le indagini proseguano, attraverso una nuova valutazione degli elementi raccolti.

Le consulenze di parte mettono in discussione la ricostruzione

Al centro della contestazione ci sono le relazioni del medico legale Ottavio Stefano e della criminalista Katia Sartori, incaricati dalla parte offesa. Le loro valutazioni giungono a conclusioni differenti rispetto a quelle dei consulenti della Procura e individuano una serie di elementi che, secondo la loro analisi, richiederebbero ulteriori approfondimenti.

Stefano, nella propria consulenza medico-legale, giudica la ricostruzione proposta dagli esperti della Procura frammentaria e contraddittoria. Tra gli aspetti indicati figurano presunte lesioni riconducibili a colluttazione o difesa, anomalie nella postura del corpo, risultati istopatologici ritenuti incompatibili con la dinamica ipotizzata e incongruenze relative al laccio.

Sulla base di questi elementi, il consulente sostiene che la dinamica sia compatibile con un evento violento provocato da terzi, seguito da una possibile manipolazione della scena. Si tratta della conclusione contenuta nella relazione di parte, che non equivale a un accertamento giudiziario definitivo.

Una lettura analoga viene proposta dalla criminalista Sartori, secondo la quale la scena potrebbe essere stata alterata per dissimulare un omicidio. Anche questa valutazione appartiene alla consulenza commissionata dalla famiglia e si contrappone alla tesi sostenuta dagli esperti nominati nell’ambito delle indagini.

La richiesta di un collegio terzo

La difesa concentra la propria iniziativa sulla necessità di affidare gli accertamenti a un gruppo di specialisti indipendenti rispetto a quelli già intervenuti. Nella memoria, gli avvocati richiamano anche il precedente procedimento penale, aperto dopo il decesso con ipotesi di reato relative all’istigazione al suicidio e all’omissione di soccorso.

Secondo quanto riferito dai legali, i consulenti medico-legali della Procura avrebbero già sostenuto la natura suicidaria della morte in quella prima fase, confermando successivamente la medesima conclusione. La difesa ritiene quindi necessario un nuovo esame, affidato a esperti terzi, per affrontare le divergenze emerse tra le valutazioni tecniche.

«È necessario, al fine di dirimere l’insanabile contraddizione tra le conclusioni dei periti del pm e quelle delle parti offese, non archiviare il caso e procedere con la nomina di un collegio terzo», sostiene il collegio difensivo nella posizione riportata nella memoria. La richiesta comprende anche la possibilità di svolgere ulteriori accertamenti, qualora risultassero necessari per chiarire gli aspetti ancora controversi.

Attesa per l’udienza davanti al gip

La vicenda è ora legata alla decisione del giudice per le indagini preliminari, davanti al quale dovrà essere fissata l’udienza sulla richiesta di archiviazione. In quella sede saranno esaminate le contestazioni della famiglia e le ragioni addotte a sostegno della prosecuzione delle indagini.

Il punto centrale resta il contrasto tra le conclusioni dei consulenti della Procura e quelle degli esperti incaricati dai genitori di Ettore Giordano. La richiesta della difesa è che tale divergenza venga affrontata attraverso una valutazione tecnica indipendente, prima che sia presa una decisione definitiva sull’archiviazione del procedimento.

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