13 Ottobre 2026
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L’appartamento di Papa Leone al Gemelli è pronto, è conto alla rovescia per l’intervento chirurgico al polmone

Al Pontefice verrà asportato un nodulo allo stato iniziale e circoscritto. Annullate tutte le udienze fino al 20 ottobre Ottimismo in Vaticano, "è di buon umore". In Sudamerica i preparativi per il viaggio

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L’appartamento papale al decimo piano è pronto, come anche la sala operatoria. Lo rende noto Ansa.

L’arrivo in tarda mattinata

Il Policlinico Gemelli di Roma si prepara ad accogliere Leone XIV in tarda mattinata. Obiettivo è asportare quel nodulo allo stato iniziale e circoscritto, come detto dallo stesso Pontefice domenica all’Angelus, nei tempi più brevi possibili per consentire a Leone un ritorno veloce alla sua quotidianità. Certo, dipenderà dall’esito dell’intervento e dalla successiva biopsia, ma in Vaticano si respira aria di ottimismo. Intanto sono state annullate tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre, facendo fede dunque alla necessità di una settimana di ricovero post-operatorio, come annunciato fin dall’inizio. Resta un punto interrogativo sull’Angelus di domenica 18 marzo: “si vedrà di giorno in giorno” riferiscono fonti vaticane.

L’aria che si respira

Quella che si respira nei palazzi della Santa Sede è comunque un’aria di serenità, la stessa con cui Leone ha annunciato in prima persona l’intervento. “L’ho visto molto bene, di ottimo umore e direi che, se non fosse stato per l’annuncio che lui stesso aveva dato ieri, non dà l’impressione di una persona malata: si alza, si siede, non c’è sintomo né dolore o disagio”, ha riferito monsignor Jorge Eduardo Lozano, arcivescovo di San Juan, Argentina. Anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa è rassicurante: “Dall’interno ci hanno tranquillizzato. La tempra è forte e i medici sono bravi. Sembra una cosa molto sotto controllo”. “Sono certo – dice il cardinale Gianfranco Ravasi -, anche dalle notizie che si hanno, che questo intervento non si tratti di un impegno grave”.

“Nessun sintomo particolare”

Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha chiarito che non c’è stato alcun sintomo particolare che abbia portato alla scoperta del nodulo e alla decisione dei sanitari, condivisa dal Papa, di intervenire. “Il nodulo è stato scoperto in un controllo di routine”, ha precisato il portavoce vaticano. Il Papa ha regolarmente seguito l’attività che aveva in agenda, incontrando anche i benefattori del Circolo San Pietro, ai quali non ha però fatto nessun accenno al suo problema di salute. oggi lascerà dunque il Palazzo apostolico, insieme ai suoi più stretti collaboratori.

Intervento nel pomeriggio?

L’intervento chirurgico, secondo quanto si apprende, potrebbe essere effettuato già nel pomeriggio, secondo alcune fonti intorno alle 16. Al più tardi si farà mercoledì mattina, nel caso in cui emergesse la necessità di qualche ulteriore passaggio pre-operatorio. Sia dal Gemelli che dalla sala stampa vaticana c’è il massimo riserbo su quello che accadrà all’interno del Policlinico. A prendersi cura dell’intervento del Papa dovrebbe essere il professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Toracica del Gemelli, esperto di tecniche mini invasive. Dovrebbe essere presente anche il medico personale del papa, il dottor Luigi Carbone.

L’augurio del fratello

Dagli Stati Uniti arriva l’augurio di Louis Prevost, il fratello maggiore del Papa che vive in Florida e che è alle prese, anche lui, con problemi di salute. “Sono sicuro che si riprenderà completamente e che continuerà nella sua missione di guidare la Chiesa cattolica”, ha detto Louis. Dall’America Latina arriva invece la voce della Chiesa che prosegue i preparativi per la visita che Leone dovrebbe effettuare dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù. “Abbiamo parlato del suo viaggio nei Paesi del Sudamerica e in nessun momento ne ha dubitato”, riferisce ancora l’argentino mons. Lozano. “Il programma del suo viaggio apostolico in Uruguay rimane per ora invariato e i preparativi per accoglierlo proseguono”, ha annunciato la Chiesa uruguaiana. La maggiore attesa è comunque in Perù dove si susseguono messe e veglie per la salute del Papa: lì tutti aspettano il suo ‘ritorno a casa’.

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