20 Ottobre 2026
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Il Pd si schiera al fianco di Iannello: “Vibo non può abituarsi alle minacce”

Il gruppo consiliare e gli assessori dem chiedono di approfondire le nuove minacce e verificare eventuali collegamenti con l'attentato subito dal presidente del Consiglio comunale a Natale

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Nuove minacce di morte nei confronti di Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, raggiunto da telefonate anonime dopo l’attentato subito lo scorso Natale. Una vicenda che torna a destare preoccupazione e sulla quale interviene il Partito Democratico, con una presa di posizione del gruppo consiliare e degli assessori, che esprimono solidarietà e chiedono che si continui a lavorare per fare piena luce su quanto accaduto. Nel comunicato, gli esponenti del Pd manifestano “la più sincera vicinanza e la piena solidarietà” a Iannello, sottolineando la gravità di episodi che non possono essere considerati isolati, soprattutto alla luce del precedente attentato.

La solidarietà del Pd ad Antonio Iannello

Per il gruppo consiliare e gli assessori del Partito Democratico, le nuove intimidazioni non colpiscono soltanto la serenità personale del presidente del Consiglio comunale e dei suoi familiari, ma chiamano in causa anche la libertà di svolgere il proprio ruolo istituzionale senza pressioni o condizionamenti. “Ad Antonio va il nostro sostegno umano e istituzionale, nella consapevolezza che nessuno debba essere lasciato solo davanti a simili manifestazioni di violenza”, si legge nella nota. Una presa di posizione che ribadisce la necessità di difendere chi ricopre incarichi pubblici e di garantire che il mandato istituzionale possa essere esercitato senza paura.

Dall’attentato di Natale alle nuove minacce: la richiesta di fare chiarezza

Accanto alla solidarietà, il Pd richiama l’attenzione sulle indagini relative all’attentato dello scorso Natale. A distanza di mesi, secondo i firmatari del comunicato, nella comunità resta forte l’esigenza di conoscere la verità su quanto accaduto. Le nuove minacce, sostengono gli esponenti dem, rendono ancora più importante approfondire ogni elemento utile e verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi. “Abbiamo pieno rispetto per il lavoro degli organi investigativi e per la riservatezza che necessariamente accompagna le indagini”, precisano, riconoscendo la delicatezza del lavoro svolto da chi è impegnato nelle investigazioni.

Allo stesso tempo, il partito ritiene comprensibile la richiesta della comunità di ricevere segnali di attenzione e di poter confidare in un percorso capace di arrivare alla verità. Senza interferire con le attività investigative, il Pd chiede quindi che venga mantenuta alta la soglia di attenzione e che siano compiuti tutti gli sforzi necessari per chiarire i fatti.

“La solidarietà non può essere l’unica risposta”

Nel documento, il gruppo consiliare e gli assessori del Pd sottolineano che la vicinanza istituzionale deve essere accompagnata da un impegno concreto sul fronte della sicurezza e dell’accertamento delle responsabilità. “La solidarietà è indispensabile, ma non può essere l’unica risposta”, affermano, richiamando la necessità di garantire la massima attenzione investigativa, la tutela della persona coinvolta e ogni iniziativa utile a fare piena luce sugli episodi. Il messaggio rivolto alla comunità vibonese è netto: le intimidazioni non devono diventare una consuetudine né essere considerate inevitabili. La gravità di quanto accaduto, secondo il Pd, impone di mantenere alta l’attenzione e di non abbassare la guardia.

L’appello per Vibo Valentia: “Non possiamo abituarci alle intimidazioni”

La presa di posizione si conclude con un richiamo alla difesa della vita democratica e della libertà di chi rappresenta le istituzioni. “Vibo Valentia non può abituarsi alle intimidazioni, né può rassegnarsi all’idea che episodi di questa gravità restino senza risposte”, scrivono gli esponenti del Partito Democratico. Per il gruppo consiliare e gli assessori, stare al fianco di Antonio Iannello significa difendere il diritto di ogni rappresentante istituzionale a esercitare liberamente il proprio mandato e riaffermare che la violenza e la paura non possono trovare spazio nella comunità.

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