La dottrina meloniana della destra di governo che non ha paura di quella “de panza” è già pienamente operativa. I destinatari sono i presidenti di regione, di province, aree metropolitane e i sindaci, questi ultimi in particolare, dato che alcuni sono già alle prese con consiglieri di maggioranza e assessori che han cambiato pelle sposando il verbo vannacciano.
Il messaggio agli enti locali: basta ambiguità nelle maggioranze
Ambasciatori e pontieri sono al lavoro per bonificare esecutivi e assise locali da chi pensa di poter stare con due piedi in due scarpe diversissime: uno nell’alleanza di governo e l’altro nel partito del Generale. Bisogna scegliere, o con Vannacci o con il centrodestra, tertium non datur e non saranno tollerate eccezioni, anche a costo di trucidare esperienze politiche territoriali. Così è deciso, così sarà, fino a nuovo ordine di Premiership.
Castrovillari recepisce la linea, Reggio si adeguerà
Fuori tutti i corpi estranei alla coalizione, specie ora che le postazioni devono essere chiare in vista della imminente e lunghissima campagna elettorale. La dottrina è stata recepita immediatamente a Castrovillari, la capitale del Pollino dove Fdi ha espresso il sindaco, Anna Degaio. Anche Reggio Calabria, naturalmente, vi si adeguerà in fase di costruzione dell’esecutivo a guida Cannizzaro.
Il nodo vero è Lamezia: Murone davanti alla prova più difficile
I problemi da risolvere riguardano però Lamezia Terme. E’ qui che la situazione appare abbastanza complessa. La quarta città calabrese, poco meno di un anno fa è stata riconquistata dalle formazioni che fan capo all’ esecutivo nazionale con l’elezione di Mario Murone a sindaco, peraltro fortemente sostenuta da una Lega, all’epoca, a trazione furgiueliana. Cosa succederà ora che il deputato è passato con Roberto Vannacci, con tanto di sue truppe, fuori e dentro il perimetro del palazzo di città?
Il caso Amicarelli e il rischio uscita dei vannacciani
Una bella gatta da pelare, ma gli ordini romani non si discutono e quindi è facile prevedere che, in caso di mancate dimissioni dell’attuale assessora Amicarelli (fedelissima di Furgiuele), dovrà essere Mario Murone a decretarne l’estromissione, con conseguente passaggio dei vannacciani (due consiglieri ad oggi) all’opposizione.
Bevilacqua pronto a entrare in gioco, ma non a scatola chiusa
Ma il pallottoliere dice che il sindaco resta comunque un ragazzo fortunato perché l’ex Lega sarà verosimilmente sostituita dalla Lega ufficiale di Giampaolo Bevilacqua, rivelazione delle scorse amministrative e attuale consigliere regionale salviniano adesso diventato padrone assoluto del Carroccio lametino. Ora è pronto a sostenere con i suoi scudieri lo stesso Murone. Ma c’è un ma, perché in politica gli automatismi non valgono. E’ vero che Jean Paul è ormai leader incontrastato di un partito dell’alleanza di governo, ma lo è anche il fatto che alle scorse elezioni era un fiero avversario dell’attuale sindaco.
Il “tagliando” alla giunta e il rilancio amministrativo
La sostituzione dei vannacciani, dunque, non sarà immediata , bensì subordinata alla effettuazione di un tagliando di giunta e, cosa importante, di un cambio di marcia sul piano prettamente amministrativo. Evenienza peraltro fortemente auspicata da Forza Italia e dall’altro cardine di maggioranza, il primo partito della città, Fratelli d’Italia, un po’ scontento dell’andamento delle cose. Liofilizzando il concetto, Bevilacqua prima di maritarsi con Mario vuole assicurarsi che gli altri parenti siano concordi sull’esigenza abbastanza avvertita di un rilancio in grande stile dell’azione di giunta.
Murone resta fortunato, ma ora deve cambiare passo
Murone, tuttavia, che conosce bene i suoi polli, ma anche l’ornitologia lametina fatta di aquile, corvi e avvoltoi già in volo, sa che deve stupire prima che qualcuno inizi a familiarizzare con l’ipotesi del voto anticipato. Lo dicevamo sopra: Murone è un ragazzo fortunato, ma adesso bisogna collegare meglio il lato B ai neuroni.









