Agazio Loiero riunisce il centrosinistra e mette in discussione il racconto della Calabria targata Roberto Occhiuto. La convention di mercoledì sera diventa l’occasione per contestare la distanza, secondo l’ex governatore, tra l’immagine della regione proposta sui social e le condizioni economiche e sociali del territorio. Un incontro al quale hanno partecipato esponenti politici ed ex amministratori, con il contributo dell’economista Domenico Cersosimo e l’obiettivo, illustrato dal promotore Franco Petramala, di arrivare a una proposta politica dopo l’analisi delle criticità.
L’analisi del professore Cersosimo
A fornire gli elementi dell’analisi è Domenico Cersosimo, economista e docente onorario dell’Università della Calabria. Pur riconoscendo alcuni miglioramenti negli ultimi anni, Cersosimo descrive una situazione ancora fragile: richiama il peso delle esportazioni calabresi, indicato nello 0,2% del totale nazionale, e soprattutto la vulnerabilità delle famiglie. “Un calabrese su due è povero o a rischio di povertà”, sottolinea. L’intenzione dei promotori è trasformare questa analisi in un’iniziativa politica. Franco Petramala prospetta una seconda fase dedicata all’elaborazione delle proposte. Loiero interviene anche sui rapporti con il Pd: ricorda di essere stato tra i suoi 45 fondatori e attribuisce la propria assenza dagli appuntamenti del partito alla mancanza di inviti, accogliendo positivamente la presenza del segretario provinciale catanzarese Gregorio Gallello.
Polimeni: “Una stagione che i calabresi hanno già condannato”
All’iniziativa risponde con un attacco frontale Marco Polimeni, consigliere regionale di Forza Italia, che sposta il confronto sulle responsabilità di governo dell’ex presidente. “La sbiadita iniziativa di mercoledì sera, un triste raduno di reduci, di Agazio Loiero rappresenta il tentativo di riesumare una stagione politica che i calabresi hanno già condannato e che vorrebbero volentieri dimenticare”, afferma l’esponente azzurro.
Nel mirino finisce il bilancio dei cinque anni alla guida della Regione. “Bisogna dirlo senza mezzi termini e senza ipocrisie: Loiero non ha certamente brillato alla guida della Giunta regionale della Calabria. Ha governato per cinque lunghi anni con una maggioranza d’acciaio a suo sostegno, una forza politica che avrebbe potuto ribaltare le sorti del territorio”. Una disponibilità di numeri e consenso che, secondo Polimeni, non si sarebbe tradotta in risultati: “Invece, l’esito del suo mandato è stato il nulla cosmico, caratterizzato da zero riforme, zero infrastrutture, immobilismo amministrativo totale e una Calabria lasciata agonizzante e priva di prospettive”.
La difesa di Occhiuto: “Il cambio di passo è evidente”
Alla bocciatura dell’esperienza Loiero, il consigliere regionale contrappone una difesa dell’attuale amministrazione. Turismo e mobilità sono i settori sui quali Polimeni concentra il confronto tra le due stagioni politiche. “Oggi quella Calabria ferma non esiste più. Il confronto tra il disastro della gestione Loiero e i successi dell’attuale amministrazione è impietoso. Il cambio di passo impresso dal governo di Roberto Occhiuto è evidente soprattutto nel settore del turismo e della mobilità”.












