11 Settembre 2026
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Sanità in Calabria, bufera sull’Emodinamica: Si-Avs scrive a Occhiuto e lancia la mobilitazione per l’H24 a Corigliano Rossano

Scontro sulla Delibera che limita il servizio salvavita agli Hub. Sinistra Italiana denuncia la discriminazione della Sibaritide e avvia la raccolta firme nelle piazze

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Scoppia la bufera sulla riorganizzazione della rete cardiologica d’emergenza in Calabria. Le rappresentanze territoriali di Sinistra Italiana AVS dell’Alto e Basso Ionio Cosentino, insieme alla Federazione Provinciale di Cosenza, hanno inviato una dura lettera aperta al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per contestare gli effetti della DGR n. 400/2026.
Il provvedimento, approvato all’unanimità dalla Giunta regionale, stabilisce che l’attività di Emodinamica H24 per la gestione del soccorso salvavita (STEMI) resti riservata esclusivamente ai Centri Hub, relegando le strutture di territorio alle sole procedure programmate H6-H12.
Gli esponenti politici definiscono del tutto irricevibili i riferimenti ai vincoli del Decreto Ministeriale 70/2015, accusato di essere del tutto svincolato dalla realtà geografica e viaria della fascia ionica. Nella missiva si evidenzia come le norme nazionali finiscano per scontrarsi con il buon senso e con l’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale. Per i firmatari è inaccettabile dover trasferire quotidianamente i pazienti coronaropatici verso strutture lontane, una scelta che compromette la velocità dei soccorsi e “consegna alla politica l’elemento decisionale e il compito di intraprendere qualsiasi percorso necessario per garantire il diritto alla cura”.

“Il tempo è la prima terapia”: la stoccata sull’ipotesi itinerante

Al centro del dibattito c’è la natura tempo-dipendente delle sindromi coronariche acute, nelle quali la tempestività dell’intervento è il fattore determinante per salvare vite umane. AVS boccia nettamente anche le recenti indiscrezioni su un’eventuale organizzazione di tipo itinerante dell’Emodinamica presso lo spoke di Corigliano Rossano, bollandola come una risposta del tutto inadeguata rispetto alla gravità dell’infarto.
Un’angioplastica specialistica deve essere eseguita idealmente entro 120 minuti dall’inizio dei sintomi. Qualsiasi modello precario o parziale finisce per tradirsi da solo, mentre la popolazione della Sibaritide resta ostaggio di tempi di percorrenza critici verso gli Hub. Nel testo si sottolinea con chiarezza come una formula d’emergenza non strutturata “evade completamente il diritto alla cura di decine di migliaia di cittadini”.

I numeri dell’emergenza cardiologica e la raccolta firme nelle piazze

Il quadro clinico e statistico tracciato nella lettera evidenzia un’emergenza profonda: la Calabria si attesta al secondo posto in Italia per tasso di ricovero per infarto acuto del miocardio e detiene il primato nazionale per la mobilità sanitaria passiva, pari al 29,5% nel 2023. Ogni anno nella regione si contano oltre 500 decessi diretti per infarto e circa 8.000 morti complessive per malattie cardiovascolari, con un rischio di recidiva a 12 mesi che colpisce un paziente su cinque.
I dati mostrano inoltre stridenti sproporzioni nel territorio cosentino: a fronte di un bacino d’utenza di circa 200.000 abitanti a Corigliano-Rossano si registrano appena 320 dimissioni cardiologiche, contro le oltre 1.000 di centri con popolazioni nettamente inferiori come Castrovillari. Per questa ragione, Sinistra Italiana ha annunciato l’avvio di una stagione di mobilitazione popolare con una raccolta firme nelle piazze della costa e dei paesi interni. L’obiettivo è presentare una petizione al Consiglio regionale per pretendere l’istituzione permanente di un reparto di Cardiologia con UTIC ed Emodinamica H24 all’ospedale di Corigliano-Rossano, “garantendo a tutti la possibilità di vita per come previsto dalla Costituzione Repubblicana”.

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