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1 Giugno 2026
1 Giugno 2026
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Lotta alla violenza sulle donne, in Consiglio regionale la proposta per potenziare i Cuav in Calabria

Mozione unitaria delle opposizioni. Punta a rafforzare la rete dei centri per uomini maltrattanti: non basta proteggere le vittime, bisogna curare le radici del problema

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La battaglia contro la violenza di genere in Calabria si arricchisce di un nuovo tassello, spostando l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: il trattamento di chi la violenza la esercita.
È stata depositata in Consiglio regionale una mozione – firmata dal capogruppo Enzo Bruno (Tridico Presidente) e sottoscritta dai capigruppo Ernesto Alecci (Pd), Francesco De Cicco (Democratici Progressisti), Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva) ed Elisa Scutellà (M5s) – che chiede di rafforzare la rete dei Centri per uomini autori di violenza (CUAV). L’obiettivo è chiaro: implementare un sistema di prevenzione solido che intervenga non solo dopo il trauma, ma sui comportamenti che generano il ciclo della sopraffazione.

Il ruolo chiave dei CUAV nella prevenzione e nel contrasto alla recidiva

Il documento pone l’accento sulla necessità di non limitarsi alla sola protezione delle donne, evidenziando che “la violenza di genere rappresenta una delle principali emergenze sociali, con dati nazionali e regionali che continuano a raccontare un fenomeno strutturale e diffuso”.
I CUAV, in questo scenario, diventano lo strumento cruciale per accompagnare gli autori di violenza in un percorso di responsabilizzazione. Come si legge nella mozione, queste strutture “svolgono un ruolo fondamentale nel percorso di responsabilizzazione degli uomini maltrattanti, contribuendo anche alla riduzione della recidiva”. Si tratta di un modello riconosciuto a livello europeo, ma che in Calabria sconta ancora troppe fragilità, operando spesso in contesti segnati da risorse economiche troppo limitate e una diffusione territoriale ancora insufficiente rispetto al reale fabbisogno.

Più risorse e stabilità per una rete integrata sul territorio

La richiesta dei firmatari al Consiglio regionale è netta: serve un salto di qualità nella programmazione. La mozione impegna la Giunta a garantire finanziamenti stabili e continuativi, fondamentali per assicurare l’efficacia dei centri e la solidità delle équipe multidisciplinari. Non basta, però, l’aspetto economico: il piano punta a creare una sinergia operativa tra centri antiviolenza, servizi sociali, sanità e autorità giudiziaria, con un’attenzione particolare verso le aree interne, spesso lasciate ai margini.
“Proteggere le vittime resta la priorità assoluta, ma spezzare davvero il ciclo della violenza significa intervenire anche sulle cause, sui comportamenti e sui modelli culturali che la alimentano”, ribadiscono i proponenti. Il piano prevede inoltre la formazione specialistica per gli operatori, un monitoraggio costante dei risultati e campagne di sensibilizzazione che facciano uscire i CUAV dall’ombra, promuovendoli come presidi indispensabili per una società più sicura e consapevole.

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