Tutelare il patrimonio ambientale della Catena Costiera per trasformarlo in un volano di sviluppo economico e turistico capace di contrastare lo spopolamento delle aree interne. È questo l’obiettivo della proposta di legge depositata dal consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi, finalizzata all’istituzione della “Riserva Naturale Regionale del Monte Caloria”.
Quasi 2mila ettari protetti tra la Sila e il Pollino
La proposta interessa un’estensione di 1.963 ettari distribuiti tra i territori comunali di Fagnano Castello, Malvito, Cetraro e Acquappesa. Il Monte Caloria si configura infatti come una cerniera ecologica strategica nel panorama calabrese.
“Parliamo di quasi duemila ettari nella catena costiera – spiega Laghi – un’area dalla straordinaria ricchezza ambientale, floristica e faunistica, conosciuta e studiata da decenni. Sul Monte Caloria si è già concentrata, negli anni, l’attenzione delle istituzioni e della politica. Nelle legislature passate sono state presentate proposte e iniziative sia dal centrodestra che dal centrosinistra. È un dato importante, perché dimostra che la tutela di questo territorio è un obiettivo condiviso e che su questo obiettivo può esserci una responsabilità comune. Oggi abbiamo la possibilità di fare un passo decisivo e dare finalmente una forma concreta a quanto già proposto in passato. La scelta di individuare e delimitare un’area protetta deve restare fuori dalle appartenenze politiche. Qui si parla della tutela di un patrimonio che appartiene a tutti”.
L’area comprende eccellenze naturalistiche di spicco, tra cui quattro Siti di Interesse Comunitario (SIC) della Rete Natura 2000 e la nota torbiera del Lago Trifoglietti. “Il Monte Caloria è un fondamentale punto di collegamento naturale tra il Parco Nazionale del Pollino e quello della Sila, ponendo in essere una continuità ecologica di grande importanza. Sono patrimoni che meritano una tutela seria e una gestione coordinata, che, attraverso l’istituzione dell’area protetta, sarà affidata direttamente ai Comuni interessati”, precisa il consigliere regionale.
L’accesso ai fondi europei e la spinta al turismo lento
Accanto al valore della conservazione biologica, l’istituzione dell’area protetta apre opportunità concrete per l’intercettazione di finanziamenti comunitari.
“C’è poi un’altra ragione molto concreta per procedere: attraverso il riconoscimento della Riserva – sottolinea Ferdinando Laghi – la Regione Calabria può accedere a importanti risorse europee destinate alla tutela dell’ambiente, alla conservazione degli habitat e alla transizione ecologica. Fondi che possono essere utilizzati per creare opportunità di lavoro, valorizzare il territorio e rafforzarne anche l’attrattività turistica”.
L’auspicio espresso al termine della presentazione è che il Consiglio Regionale trovi una convergenza rapida sull’approvazione dell’iter normativo.
“Adesso serve una scelta chiara da parte della politica regionale. Mi auguro che prevalgano il senso di responsabilità e la consapevolezza di quello che questo territorio può rappresentare per la Calabria. Istituire la Riserva Naturale Regionale del Monte Caloria – conclude Ferdinando Laghi – significa proteggere un patrimonio straordinario, ma anche costruire le condizioni per un turismo più attento, lento e rispettoso dei luoghi. La tutela del territorio come punto di partenza per uno sviluppo vero e duraturo”.












