Tensione altissima a Catanzaro sulla localizzazione della nuova struttura sanitaria cittadina. I consiglieri comunali Antonio Corsi e Sergio Costanzo lanciano un duro affondo politico contro il vicepresidente del Consiglio regionale, evidenziando come le ultime prese di posizione abbiano spaccato la coalizione di centrodestra e la cittadinanza. Secondo i due esponenti, l’atteggiamento assunto sul tema rischia di incrinare ulteriormente i rapporti sia all’interno dell’alleanza sia tra i diversi quartieri del capoluogo.
I consiglieri sottolineano infatti che il massimo rappresentante leghista sul territorio sta portando avanti una linea profondamente divisiva, spiegando che “Filippo Mancuso predica l’unità, ma pratica la divisione. Con le sue ultime dichiarazioni ha ottenuto due effetti: la divisione nel centrodestra su un tema cruciale come il nuovo ospedale e la divisione tra la zona centronord e quella sud della città. Niente male per chi ha l’ambizione di rappresentare tutti”. Un approccio che, secondo Corsi e Costanzo, ricalca le dinamiche nazionali del partito: “La Lega ci ha abituati alle politiche divisive, a cominciare dall’autonomia differenziata, e non ci stupisce quindi che il suo massimo rappresentante locale continui su questa strada”.
La delibera del Consiglio comunale e la scelta del Pugliese
Il nodo fondamentale dello scontro riguarda la sede designata per la realizzazione dell’opera. Mentre Mancuso spinge per la soluzione Germaneto, il civico consesso si è già espresso favorevolmente per la riconferma del presidio Pugliese. Un’indicazione approvata a larga maggioranza in aula consiliarecon il sostegno decisivo di Fratelli d’Italia, una parte di Forza Italia e diversi consiglieri civici.
I due consiglieri ricordano il valore istituzionale dell’atto approvato a Palazzo De Nobili: “Quella delibera, a maggioranza, ma senza alcun voto contrario, stabilisce che il nuovo ospedale deve farsi al Pugliese e, per quanto ci riguarda, è il Vangelo”. In merito alla posizione della Regione, Corsi e Costanzo richiamano le rassicurazioni del governatore: “Lo stesso presidente Occhiuto ha sempre detto che non farà nulla in contrasto alla volontà della città, di cui il Consiglio comunale è la massima espressione”. Per questa ragione appare incomprensibile la posizione assunta da Mancuso: “Ci stupisce che un uomo delle istituzioni come Filippo Mancuso, che è stato anche consigliere e assessore comunale, consideri carta straccia quella delibera”.
Il rischio desertificazione per la zona nord e il centro storico
Oltre alle ripercussioni politiche, la scelta dell’ubicazione comporta profonde conseguenze urbanistiche e sociali per il tessuto urbano di Catanzaro. Sostituire il presidio del Pugliese con una semplice Casa della Salute lascerebbe sguarnito da un punto di vista sanitario l’intero quadrante settentrionale del capoluogo.
Nel loro intervento, Corsi e Costanzo richiamano l’attenzione sui disagi che colpirebbero migliaia di residenti: “La soluzione ‘Casa della Salute’ al posto del Pugliese significherebbe la totale desertificazione di tutta la zona nord della città. La questione non riguarda solo i commercianti. Migliaia di cittadini che risiedono nel centro storico e, a salire, a San Leonardo, Stadio, Pontepiccolo, Pontegrande, S.Elia, la stessa Gagliano, tutta la Presila, sarebbero costretti a rinunciare ad un presidio ospedaliero che da molti decenni svolge una funzione primaria”. Gli esponenti comunali concludono avvertendo sul rischio di uno sbilanciamento dell’intera città: “E’ naturale che l’eventuale costruzione del nuovo ospedale a Germaneto sposterebbe verso sud e Lido tutti gli interessi, svuotando contemporaneamente quel che resta del cuore antico della città”.













