27 Settembre 2026
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Conte in Calabria: “Gasolio a 2,5 euro e il governo pensa al velo. I soldi del Ponte vadano alle scuole”

Il presidente del M5S chiude la Summer School di Diamante e attacca le priorità dell’esecutivo: caro vita, giovani e sanità al centro. Sulle liste d’attesa propone un fondo nazionale finanziato anche dal contributo delle cliniche private

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Il gasolio, le bollette, il conto della spesa. Giuseppe Conte parte dalle difficoltà quotidiane degli italiani per attaccare il governo e mettere in discussione le sue priorità. Da Diamante, dove conclude la prima Summer School del Network giovani del Movimento 5 Stelle, il presidente pentastellato lega la denuncia del caro vita alla contestazione del Ponte sullo Stretto: le risorse destinate all’opera, sostiene, devono andare alle scuole e al futuro delle nuove generazioni. Poi affronta la sanità calabrese e rilancia una proposta: chiedere al settore privato di contribuire al finanziamento di un fondo per ridurre le liste d’attesa.

“Il gasolio a 2,5 euro al litro. E il governo cosa fa?”

L’affondo comincia dai carburanti. “Oggi addirittura il gasolio a 2,5 euro al litro. E il governo cosa fa?”, incalza Conte, che giudica insufficienti gli interventi dell’esecutivo e sposta subito il discorso sulle scelte politiche. “Ma la strategia del governo qual è? Si occupa di che cosa? Del velo nelle scuole?”, domanda il leader del M5S. Alla polemica sul velo contrappone la necessità di finanziare l’istruzione: “Per 4 anni, se si voleva occupare delle scuole, doveva fare più investimenti nelle scuole”. Per Conte, la distanza tra l’agenda dell’esecutivo e i bisogni delle famiglie si misura soprattutto sul potere d’acquisto. “E comunque l’urgenza degli italiani è il caro carburante, il caro bollette, l’inflazione, la spesa alimentare ormai alle stelle”. È su queste emergenze che chiede risposte al governo.

“I 13 miliardi e mezzo del Ponte nelle scuole”

Il passaggio più netto riguarda il Ponte sullo Stretto, che Conte indica come simbolo di una scelta di spesa sbagliata rispetto alle necessità del Paese. “Dovrebbe prendere i soldi del ponte sullo Stretto, 13 miliardi e mezzo, e metterli nelle scuole dove servono soldi, finanziamento, non tagli come sta facendo”, afferma. Interpellato sulla determinazione del governo a portare avanti l’opera, il presidente del Movimento ribadisce la sua contrarietà: “Sbaglia a insistere in un progetto che andava completamente ripensato, quantomeno”. Nel ragionamento di Conte pesano anche le condizioni delle infrastrutture stradali e ferroviarie di Calabria e Sicilia, che considera ancora inadeguate rispetto alle esigenze di un Paese moderno.

La priorità, insiste, dovrebbe essere un’altra: “Quei soldi andrebbero adesso assolutamente messi prioritariamente per creare un ponte, sì, ma sul futuro dei nostri giovani”. Un investimento che il leader pentastellato traduce in servizi e opportunità concrete: “Immaginate scuole aperte con laboratori informatici, linguistici, teatrali, impianti sportivi offerti ai nostri giovani. Investiamo nei nostri giovani, il capitale umano è la nostra scuola”.

Sanità, la proposta: un contributo dei privati contro le liste d’attesa

Dalle infrastrutture alla sanità, altro tema centrale per la Calabria. Conte richiama le visite compiute nella regione e riconosce quanto resti da fare per garantire risposte ai cittadini. “Purtroppo ho girato in lungo e in largo la Calabria molte volte, conosco bene la realtà anche sanitaria di questa regione. C’è ancora tanto da fare, c’è tanto da fare in tutta Italia perché le liste d’attesa sono ancora lunghissime“. È qui che introduce la proposta maturata attraverso Nova, il percorso di partecipazione richiamato più volte durante l’incontro. “Noi per questo abbiamo proposto con Nova, con i cittadini che hanno partecipato, una nuova iniziativa rivoluzionaria”.

L’idea è istituire un fondo perequativo nazionale, al quale contribuisca anche la sanità privata. Conte ne spiega così l’obiettivo: “Creiamo un fondo perequativo, lo istituiamo a livello nazionale perché le cliniche private, quindi la sanità privata in questo momento si sta arricchendo, offra ovviamente un contributo alla sanità pubblica per ridurre le liste d’attesa”.

“I giovani vanno coinvolti, non possiamo parlare dall’alto in basso”

A fare da cornice alle dichiarazioni è la tre giorni organizzata dal Network giovani del M5S, insieme al gruppo The Left al Parlamento europeo e alla Scuola di formazione del Movimento. L’iniziativa ha riunito cento giovani attivisti per lezioni, laboratori e momenti di confronto sulle trasformazioni economiche, le disuguaglianze e le grandi sfide internazionali. Nel programma figuravano, tra gli altri, Stefano Fassina, Pino Arlacchi, Andrea Roventini, Pasquale Tridico, Vittoria Baldino, Roberto Fico e Alessandra Todde.

A Conte sono state affidate le conclusioni. “I giovani hanno voglia di capire quello che sta succedendo in Italia e nel mondo. Hanno tantissime sfide, vogliono parlare del loro presente e anche del loro futuro”, osserva il presidente del Movimento. Il confronto, aggiunge, deve tradursi in partecipazione alle scelte: “Non possiamo, come dire, parlare a loro dall’alto in basso. Dobbiamo coinvolgerli come abbiamo fatto a Nova”. E indica anche lo sbocco politico di quel lavoro: “Noi li abbiamo lasciati discutere, dialogare e parlare e fare anche le loro proposte che porteremo al tavolo con le altre forze politiche”.

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