Il voto in Consiglio comunale non chiude la pratica Giovino. Al contrario, per il Partito Democratico di Catanzaro apre una nuova fase di confronto e mobilitazione politica. Al centro della vicenda c’è il progetto che prevede la realizzazione di strutture private per anziani e studenti nell’area dell’attuale campo sportivo di Giovino, impianto costruito con fondi pubblici dalla Provincia e successivamente ceduto a privati. Una trasformazione urbanistica approvata dall’assemblea comunale, ma contestata dai circoli cittadini del Pd per il metodo seguito e per le possibili ricadute sul futuro dell’area costiera.
La riunione dopo il voto del Consiglio
Nei giorni successivi all’approvazione, i circoli del Pd di Catanzaro si sono riuniti per proseguire la discussione sulla scelta urbanistica. All’incontro hanno partecipato i segretari dei circoli, il segretario provinciale Gregorio Gallello, la capogruppo in Consiglio comunale Igea Caviano, il consigliere Antonio Barberio e diversi iscritti al partito. La posizione emersa è stata unanime: “Il Partito Democratico di Catanzaro ribadisce la propria ferma critica a questa forma di sviluppo urbano approvata dal Consiglio comunale”.
“Il territorio non è stato coinvolto”
La contestazione del Pd non riguarda soltanto il contenuto del progetto, ma anche la gestione politica dell’intera pratica. “La vicenda – sostengono i circoli dem – non si è aperta al territorio, alle sue esigenze e alle forze politiche. Per questo la gestione politica si è dimostrata debole nel contrastare il progetto”. Il partito annuncia quindi che la discussione non si fermerà all’esito della votazione consiliare: “Il Pd è pronto a mettere in campo azioni politiche utili per continuare a mettere in discussione questo progetto”.
Il nodo del Psc e della tutela ambientale
Uno dei punti centrali della critica riguarda il rapporto tra la trasformazione prevista a Giovino e la pianificazione urbanistica generale della città. Secondo il Pd, il progetto sarebbe “in totale contrapposizione con le linee guida del Psc in fase di approvazione e con la visione di città che i democratici perseguono dall’inizio della consiliatura”. Si tratta di una valutazione politica espressa dai circoli dem nella nota, che dovrà necessariamente confrontarsi con gli atti urbanistici, le destinazioni previste e le prescrizioni contenute negli strumenti di pianificazione.
Per il partito, tuttavia, l’indirizzo assunto dal Consiglio rischia di entrare in conflitto anche con le politiche rivolte alla costa: “Le decisioni adottate sono in contrasto con la tutela dell’ambiente e con gli investimenti destinati all’area portuale, all’economia del mare e al turismo che l’amministrazione comunale sta portando avanti e nei quali il Pd si riconosce”.
“Il diritto all’ambiente e a uno sviluppo sostenibile – aggiungono i democratici – rappresenta un punto essenziale e irrinunciabile della nostra azione politica”.
La pratica Giovino diventa un banco di prova politico
La riunione non si è limitata alla questione urbanistica. Il confronto ha riguardato anche le prossime scadenze elettorali e le tensioni interne al Partito Democratico. “Le prossime sfide, dalle elezioni comunali a quelle politiche, impongono al Pd una profonda riflessione, soprattutto sulle proprie dinamiche interne”, si legge nella nota. Poi il messaggio rivolto al partito: “Non è più possibile perdere fiducia e credibilità agli occhi dei cittadini a causa delle divisioni interne”.
Da qui l’appello a riportare il confronto sui problemi concreti della città: “È necessario mettere al centro dell’azione politica temi importanti, capaci di parlare della vita reale delle persone e dei loro diritti. Allo stesso tempo, non si può consentire ad alcuno, a livello personale o di gruppo, di discostarsi dagli obiettivi unitari della comunità democratica”.











