11 Settembre 2026
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Referendum sui sottosegretari, Bruno: “Occhiuto smetta di cercare scappatoie nei tribunali”

Dopo la pronuncia del Tar Calabria, il consigliere regionale chiede al governatore di affrontare il confronto politico sulla riforma

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Il presidente della Regione Roberto Occhiuto deve assumersi una precisa responsabilità politica sulla riforma che ha reintrodotto i sottosegretari e ampliato la Giunta regionale. È questa la posizione espressa da Enzo Bruno, consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente, dopo la pronuncia con cui il Tar Calabria ha dichiarato inammissibile, per difetto relativo di giurisdizione, il ricorso presentato dalla Regione sul procedimento referendario.

Per Bruno, la strada ora è duplice: tornare in Consiglio regionale per cancellare la riforma oppure lasciare che siano i cittadini a pronunciarsi. “Occhiuto deve assumersi una responsabilità politica: tornare in Consiglio regionale per cancellare la riforma dei sottosegretari oppure dare la parola ai calabresi. Continuare a cercare nei tribunali una via per fermare il referendum significa sottrarsi al confronto su una scelta che riguarda le istituzioni e i soldi dei cittadini”.

La decisione del Tar e il percorso referendario

La vicenda riguarda la revisione dello Statuto della Regione Calabria, con la quale sono stati reintrodotti i sottosegretari e portato a nove il numero dei componenti della Giunta.

Dopo l’ammissibilità della richiesta di referendum riconosciuta dalla Corte d’appello di Catanzaro e il rigetto dell’istanza cautelare presentata dalla Regione nel mese di luglio, il Tar ha ora indicato nel giudice ordinario l’autorità dotata di giurisdizione sulla controversia. La decisione, precisa Bruno, non chiude però la strada a un’eventuale nuova iniziativa giudiziaria, dal momento che viene fatta salva la possibilità di riproporre l’azione.

“È una decisione sulla giurisdizione, non sul merito della riforma. Ma il dato politico è chiaro: il tentativo della Regione di fermare il percorso referendario davanti al Tar non ha raggiunto il risultato”, afferma il consigliere regionale. “Chi ci aveva liquidati come “sfigati” dovrebbe adesso misurarsi con le nostre ragioni, anziché continuare a trattare il dissenso come un fastidio”.

“Occhiuto scelga se cambiare la norma o affrontare il referendum”

Il punto centrale, secondo Bruno, resta dunque politico. “La possibilità di un nuovo ricorso non cancella il dovere di scegliere”, sottolinea il capogruppo di Tridico Presidente.

Da qui l’invito a riportare la questione in aula e a promuovere il ritiro della norma contestata. In alternativa, sostiene Bruno, il presidente della Regione dovrebbe accettare il confronto referendario già fissato per il 29 novembre e spiegare ai cittadini le ragioni della riforma.

“Se invece vuole mantenerla, accetti il referendum fissato per il 29 novembre e spieghi ai cittadini perché la Calabria avrebbe bisogno di sottosegretari da circa 14 mila euro al mese ciascuno”.

Sanità, dissesto e disoccupazione: “Altre dovrebbero essere le priorità”

Nel mirino di Bruno ci sono anche le ricadute economiche della riforma, che il consigliere contrappone alle principali emergenze della Calabria.

“Una regione alle prese con sanità in affanno, dissesto idrogeologico, disoccupazione ed emigrazione giovanile merita altre priorità. Ogni scelta di spesa deve essere giustificata da un’utilità pubblica, non dagli equilibri della maggioranza”, sostiene.

Il capogruppo di Tridico Presidente pone quindi una serie di interrogativi sull’effettiva utilità delle nuove figure istituzionali: “Quali problemi risolvono queste nuove figure? Quali benefici portano ai calabresi?”.

La battaglia sul referendum: “Il presidente si assuma la responsabilità”

Bruno conferma infine l’intenzione di proseguire la battaglia contro la riforma e a sostegno del diritto dei cittadini di esprimersi.

“La nostra battaglia continuerà in difesa dello Statuto e del diritto dei cittadini a pronunciarsi. Il presidente smetta di rinviare il confronto: venga in aula a cambiare rotta o si assuma fino in fondo la responsabilità di sottoporre questa riforma al voto popolare”, conclude il consigliere regionale.

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