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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Reggio Calabria, il cappotto di Cannizzaro e le macerie lasciate da Falcomatà: ecco come sarà il nuovo Consiglio comunale

La nuova maggioranza sarà composta da 24 consiglieri. Forza Italia primo partito. Bene Fratelli d'Italia, Reggio Futura (Scopelliti) e Lega. Il centrosinistra avrà appena 7 seggi di cui 3 per il Pd

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Reggio Calabria torna al centrodestra. Francesco Cannizzaro non si limita a vincere: travolge il campo avversario, chiude la partita al primo turno e si prende Palazzo San Giorgio con 59.214 voti, pari al 65,68%. Un risultato che cambia il colore politico della città e chiude definitivamente la lunga stagione del centrosinistra iniziata con Giuseppe Falcomatà. Un trionfo costruito sulle macerie lasciate dall’ex sindaco, trasferitosi a Palazzo Campanella nel ruolo oggi di consigliere regionale d’opposizione.

Il dato politico è ancora più pesante se si guarda alle liste: la coalizione di Cannizzaro arriva a 61.221 voti, pari al 69,52%, conquistando 24 seggi. Una maggioranza larga, solida, costruita su undici liste e su un equilibrio interno che consegna a Forza Italia il ruolo di prima forza cittadina, ma premia anche la lista personale del nuovo sindaco, Fratelli d’Italia, la civica Reggio Futura ispirata dall’area di Giuseppe Scopelliti, la Lega, Alternativa Popolare e gli altri alleati.

Dall’altra parte, Domenico Donato Battaglia si ferma a 22.302 voti, pari al 24,74%. Il centrosinistra entra in Consiglio, ma con un risultato molto lontano non solo dalla vittoria, ma anche dal livello di competitività che il campo progressista aveva mostrato nel 2020. Eduardo Lamberti Castronuovo ottiene 4.600 voti, pari al 5,10%. Saverio Pazzano si ferma a 4.033 voti, pari al 4,47%.

Cannizzaro oltre il 65%, le liste quasi al 70%

Il primo dato da leggere è lo scarto tra il voto al candidato e quello alle liste. Cannizzaro ottiene il 65,68%, mentre le liste della sua coalizione salgono al 69,52%. Significa che il centrodestra non ha vinto solo con il nome del candidato sindaco, ma anche con una macchina elettorale molto forte, capace di mobilitare preferenze, appartenenze e reti civiche. Il nuovo sindaco incassa 59.214 voti. Le sue liste, complessivamente, ne raccolgono 61.221. Un dato che racconta una coalizione non soltanto trainata dal leader, ma anche radicata nei quartieri e nelle sezioni. Il risultato è un cappotto politico: il centrodestra conquista 24 seggi di lista, lasciando all’opposizione uno spazio molto ridotto. Il Consiglio comunale nasce dunque con una maggioranza ampia e numericamente blindata.

Forza Italia prima lista, Cannizzaro Sindaco subito dietro

Il partito più votato è Forza Italia-Ppe, che raccoglie 10.976 voti, pari al 12,46%, e ottiene 5 seggi. È un risultato simbolicamente pesante: il partito del nuovo sindaco diventa la prima forza politica della città e certifica il peso personale di Cannizzaro dentro il centrodestra calabrese. Subito dietro c’è la lista Cannizzaro Sindaco, che ottiene 10.952 voti, pari al 12,44%, anche questa con 5 seggi. Appena 24 voti separano Forza Italia dalla lista del sindaco. È uno dei dati più curiosi della tornata: il partito e la lista personale viaggiano quasi appaiati, come due gambe dello stesso progetto politico.

Terza forza della coalizione è Fratelli d’Italia, con 9.878 voti, pari all’11,22%, e 4 seggi. Il partito della premier resta centrale nella maggioranza, ma a Reggio Calabria non sfonda come prima forza: la leadership della coalizione resta saldamente in mano all’area azzurra.

Reggio Futura, la lista ispirata da Scopelliti supera l’8%

Tra le liste più significative c’è Reggio Futura, indicata nell’area ispirata da Giuseppe Scopelliti. La civica ottiene 7.223 voti, pari all’8,20%, e porta a casa 3 seggi. È uno dei risultati politici più interessanti, perché dimostra che una parte dell’elettorato reggino continua a riconoscersi in un’area civica e identitaria legata a una stagione politica precisa della città. Reggio Futura non è una lista di testimonianza: entra nella nuova maggioranza con un peso reale. Bene anche la Lega, che raccoglie 5.998 voti, pari al 6,81%, e ottiene 2 seggi. Alternativa Popolare arriva a 4.245 voti, pari al 4,82%, con 2 seggi. Noi Moderati-Ppe ottiene 3.790 voti, pari al 4,30%, e 1 seggio. Insieme si può raccoglie 3.332 voti, pari al 3,78%, con 1 seggio. Azione con Calenda entra nella maggioranza con 2.204 voti, pari al 2,50%, e 1 seggio. Restano invece fuori dalla distribuzione dei seggi Reggio Protagonista, che pure ottiene 1.784 voti, pari al 2,03%, e Unione di Centro, ferma a 839 voti, pari allo 0,95%.

Battaglia si ferma al 24,74%: il Pd resta sotto il 10%

Il dato di Mimmo Battaglia è il punto più doloroso per il centrosinistra. Il candidato sostenuto dal campo progressista ottiene 22.302 voti, pari al 24,74%, ed entra in Consiglio comunale come candidato sindaco sconfitto. Le liste collegate raccolgono complessivamente 7 seggi, ma il risultato resta molto lontano dalla possibilità di contendere davvero Palazzo San Giorgio al centrodestra.

Dentro la coalizione, il Partito Democratico si conferma prima forza del campo progressista, ma si ferma a 8.349 voti, pari al 9,48%, conquistando 3 seggi. Un dato sotto la soglia psicologica del 10% e inferiore rispetto al 2020, quando il Pd aveva ottenuto 9.658 voti, pari al 10,53%, eleggendo 6 consiglieri. Alle spalle del Pd c’è La Svolta, con 3.441 voti, pari al 3,91%, e 1 seggio. Segue Alleanza Verdi e Sinistra, che raccoglie 3.202 voti, pari al 3,64%, ottenendo 1 seggio. Reset si attesta a 2.205 voti, pari al 2,50%, e conquista 1 seggio. Poco sotto, Avanti-Psi – Italia Viva – Pri – Casa Riformista ottiene 2.186 voti, pari al 2,48%, anche in questo caso con 1 seggio. Resta invece fuori dalla distribuzione dei seggi la lista personale Battaglia Sindaco, che raccoglie 2.152 voti, pari al 2,44%. È un altro segnale della debolezza complessiva dell’operazione politica: il candidato non riesce a trascinare una propria lista civica dentro l’aula, mentre il peso del centrosinistra resta quasi interamente affidato al Pd e ad alcune liste di area.

Il confronto con il 2020 è impietoso. Cinque anni fa le liste a sostegno di Giuseppe Falcomatà avevano raccolto 38.039 voti, pari al 41,47%, con 20 seggi. Oggi il campo progressista passa a 7 seggi, con il Pd dimezzato nella rappresentanza consiliare e con una coalizione molto più debole sul piano numerico, politico e territoriale.

Il Pd non basta più, il campo largo non decolla

Nel 2020 il Partito Democratico aveva ottenuto 9.658 voti, pari al 10,53%, portando in Consiglio 6 seggi. Accanto al Pd c’erano liste come S’Intesi, Innamorarsi di Reggio, Articolo Uno-Reggio Coraggiosa, Italia Viva, Reset, La Svolta, Partito Socialista Italiano e Primavera Democratica. Complessivamente le liste di Falcomatà avevano raccolto 38.039 voti, pari al 41,47%, con 20 seggi.

Nel 2026, invece, il centrosinistra si presenta con Partito Democratico, La Svolta, Alleanza Verdi e Sinistra, Reset, Avanti-Psi – Italia Viva – Pri – Casa Riformista e Battaglia Sindaco. Il risultato complessivo è molto più debole: Battaglia si ferma al 24,74% e la coalizione porta a casa 7 seggi. Il dato racconta una riduzione drastica del perimetro politico e della capacità di attrazione. La coalizione non intercetta voto moderato, non sfonda nel civismo e non riesce a difendere l’eredità amministrativa del centrosinistra.

Pazzano dimezza il peso del 2020

Un altro dato rilevante riguarda Saverio Pazzano. Nel 2020, con La Strada e Riabitare Reggio, aveva ottenuto 6.031 voti, pari al 6,38%, entrando in Consiglio. Nel 2026 Pazzano si presenta con La Strada e ottiene 4.033 voti, pari al 4,47%. Il risultato resta significativo sul piano identitario, ma non sufficiente per conquistare seggi. Rispetto al 2020 perde circa due punti percentuali e quasi duemila voti. In una competizione polarizzata dalla valanga Cannizzaro, lo spazio civico e alternativo si restringe.

Lamberti Castronuovo sopra Pazzano, ma senza seggi

Eduardo Lamberti Castronuovo raccoglie 4.600 voti, pari al 5,10%, sostenuto da Cultura e legalità e Reggio Normale. Supera Pazzano in termini percentuali e assoluti, ma anche in questo caso non scatta alcun seggio. È un dato che segnala la presenza di un’area civica moderata e autonoma, ma non abbastanza forte da incidere sulla composizione del Consiglio. Nella nuova assemblea comunale lo spazio delle opposizioni sarà occupato quasi esclusivamente dal centrosinistra.

Il centrodestra del 2020 era al 33,69%, oggi vola al 65,68%

Il confronto con il 2020 chiarisce la dimensione del ribaltamento. Cinque anni fa il candidato del centrodestra Antonino Minicuci aveva ottenuto al primo turno 31.820 voti, pari al 33,69%, per poi arrivare al ballottaggio al 41,64% con 31.438 voti. Nel 2026 Cannizzaro arriva a 59.214 voti e al 65,68%. Il centrodestra non solo raddoppia quasi la percentuale del primo turno precedente, ma supera di gran lunga anche il risultato del ballottaggio del 2020. Anche le liste certificano il salto: il centrodestra passa da una coalizione sconfitta a una macchina da 61.221 voti e 24 seggi.

Affluenza al 65,23%, quasi centomila reggini alle urne

Gli elettori erano 142.500. I votanti sono stati 92.958, pari al 65,23%. I voti validi ai candidati sindaco sono stati 90.149. Le schede nulle sono state 2.167, le bianche 621, le contestate 21. Il dato dell’affluenza conferma una partecipazione alta per una competizione amministrativa così segnata da un candidato largamente favorito. La vittoria di Cannizzaro, dunque, non nasce da un’astensione massiccia degli avversari, ma da una mobilitazione molto ampia della sua coalizione.

Chi vince e chi perde

Vince innanzitutto Francesco Cannizzaro, che da coordinatore regionale di Forza Italia diventa sindaco della città più popolosa della Calabria con un’investitura piena. Vince Forza Italia, prima lista e baricentro politico della coalizione. Vince anche la lista personale Cannizzaro Sindaco, praticamente appaiata agli azzurri. Vince Fratelli d’Italia, che conferma un ruolo forte nella maggioranza. Vince Reggio Futura, che con l’8,20% e 3 seggi dimostra di avere un peso autonomo e riconoscibile. Vincono anche le liste minori che riescono a entrare in Consiglio, da Alternativa Popolare ad Azione, fino a Noi Moderati e Insieme si può.

Perde il centrosinistra, che passa dalla stagione Falcomatà a un risultato sotto il 25%. Perde il Pd, che non riesce a costruire una coalizione competitiva. Perdono le aree civiche esterne ai poli, perché né Lamberti CastronuovoPazzano riescono a ottenere seggi. Perde anche l’idea che Reggio Calabria fosse ancora contendibile dentro lo schema politico degli ultimi dieci anni.

La nuova geografia di Palazzo San Giorgio

La nuova maggioranza sarà composta da 24 consiglieri eletti nelle liste di Cannizzaro. La distribuzione interna dice molto dei rapporti di forza: 5 seggi a Forza Italia, 5 a Cannizzaro Sindaco, 4 a Fratelli d’Italia, 3 a Reggio Futura, 2 alla Lega, 2 ad Alternativa Popolare, 1 a Noi Moderati, 1 a Insieme si può e 1 ad Azione con Calenda.

Il centrosinistra avrà 7 seggi di lista, oltre alla presenza di Domenico Battaglia come candidato sindaco sconfitto. Fuori dal Consiglio le liste di Lamberti Castronuovo e Pazzano. È una geografia politica nuova, che consegna a Cannizzaro una maggioranza larga ma anche molto articolata. Il primo banco di prova sarà proprio la tenuta interna di una coalizione ricca di partiti, civiche e sensibilità diverse.

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