4 Settembre 2026
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Reggio Calabria, la benedizione di Durigon. La candidatura di Cannizzaro e il patto di ferro del centrodestra

Il sottosegretario al Lavoro blinda l'unità della coalizione. Tra tavoli nazionali e strategie locali, il nome del coordinatore regionale di Forza Italia emerge come la figura centrale per il rilancio della città

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Il centrodestra si presenterà compatto alle urne per la sfida di Reggio Calabria, pronto a spegnere sul nascere ogni ipotesi di frammentazione. Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sceglie la cornice del direttivo regionale della Lega per lanciare un segnale inequivocabile agli alleati e agli avversari. La strategia della coalizione non prevede deroghe: un unico candidato per scardinare l’attuale assetto politico e intercettare i fondi necessari allo sviluppo del territorio.

La centralità di Cannizzaro 

Nelle stanze dei bottoni, a Roma, il confronto sui capoluoghi prosegue, ma il profilo di Francesco Cannizzaro sembra aver già catalizzato un consenso trasversale. Durigon non nasconde l’entusiasmo della Lega per questa ipotesi, definendola una prospettiva capace di unire prestigio e radicamento. “Ci sono i tavoli nazionali sui capoluoghi che stanno discutendo ma non credo che ci siano grosse diatribe sul nome di Francesco Cannizzaro, se fosse lui saremmo davvero felici perché sarebbe una cosa bella. Ci sarà un centrodestra unito, ve lo posso garantire, con un candidato unico”, ha affermato il sottosegretario a margine dei lavori reggini.

Il riscatto di una città dimenticata 

L’obiettivo dichiarato va oltre la semplice vittoria elettorale e tocca la capacità di governo e l’accesso ai flussi economici nazionali. Rispondendo ai dubbi su un ipotetico passo indietro del deputato forzista, Durigon ha ribadito la ferma volontà di presentare un fronte privo di crepe. “Il centrodestra sarà unito perché abbiamo la volontà di vincere, di governare e portare le risorse giuste che servono a questa città un po’ dimenticata da tanti anni”, ha precisato l’esponente del governo, evidenziando la necessità di colmare un vuoto amministrativo che penalizza lo Stretto da troppo tempo.

Il metodo della coalizione e i tavoli nazionali

 Sebbene il coordinatore calabrese di Forza Italia rappresenti la scelta d’elezione, la Lega mantiene un approccio rigoroso rispetto ai processi decisionali condivisi. In questo momento, la coalizione evita di bruciare nomi alternativi, preferendo la via della sintesi collegiale. Il sottosegretario ha osservato infatti che “Non esistono nomi in questo momento, sarebbe sbagliato, c’è un tavolo nazionale in cui stiamo discutendo. Il centrodestra è unito e Cannizzaro è il nome principe, però siamo pronti a discutere con lui e con tutta la coalizione”. La partita resta aperta, ma il perimetro d’azione appare ormai chiaramente tracciato.

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