Il cantiere infinito dell’impianto di trattamento rifiuti di Alli torna a incendiare il dibattito politico nel capoluogo calabrese. A sollevare il caso è Mimmo Tallini, già Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, che punta il dito contro il sindaco Nicola Fiorita. Al centro della critica vi è la recente nomina del primo cittadino alla presidenza dell’Arrical (l’autorità di ambito per i servizi idrici e i rifiuti), posizione che gli conferirebbe il potere d’intervento diretto sulla stazione appaltante dell’opera.
L’accusa di Tallini: “Costi altissimi per le famiglie”
Secondo Tallini, il ritardo nel completamento della struttura si traduce in un danno economico diretto per la collettività catanzarese. “I cittadini di Catanzaro continuano a pagare costi altissimi per lo smaltimento dei rifiuti a causa del mancato completamento del nuovo impianto di trattamento di Alli” esordisce l’esponente politico.
Desta stupore, per l’ex presidente regionale, il fatto che Fiorita non abbia ancora agito nonostante i proclami passati: “Desta stupore che a distanza di più di due mesi dalla sua nomina alla presidenza dell’Arrical, che è la stazione appaltante dell’opera, il sindaco Fiorita non abbia inteso tutelare ancora gli interessi della sua città e dei suoi abitanti, nonostante avesse annunciato la volontà di rescindere il contratto con le ditte inadempienti”.
Diplomazia e “equilibrismi”: il rapporto con la Cittadella
Tallini ipotizza che dietro il silenzio del sindaco possano celarsi ragioni di opportunità politica, finalizzate a non incrinare i rapporti con il governo regionale. Eppure, proprio la ripresa del cantiere sarebbe dovuta essere, nelle intenzioni di Tallini, un segnale di “riappacificazione della città con il governo regionale” fase auspicata anche nei suoi incontri con il presidente Occhiuto.
L’accusa si fa poi più pesante, paventando un possibile danno erariale: “Cosa sta impedendo al sindaco Fiorita di intervenire su una questione che puzza di imbroglio visto che le ditte che si sono aggiudicate l’appalto riscuotono sonanti benefici dal fermo dell’opera?”. Tallini stigmatizza inoltre l’atteggiamento tenuto da Fiorita durante l’inaugurazione della metropolitana di superficie, dove il sindaco avrebbe omesso di citare i meriti delle precedenti amministrazioni (da Loiero a Oliverio, passando per Scopelliti e Olivo) per assicurarsi una “non belligeranza” dai gruppi di centrodestra.
L’appello alla Corte dei Conti e la questione Tari
In chiusura, Tallini ribadisce che la sua è una battaglia per la città e non una ricerca di visibilità personale, sollecitando l’intervento della magistratura contabile su quello che definisce uno “sperpero di denaro pubblico valutabile in milioni di euro all’anno”.
L’obiettivo finale resta l’alleggerimento della pressione fiscale sulle famiglie: “Cerco soluzioni utili per la mia città e per le famiglie catanzaresi che potrebbero vedersi abbassare notevolmente la Tari se solo si avviasse la rescissione dell’appalto con le ditte interessate”. Tallini conclude chiedendo a Fiorita di uscire dall’ambiguità: “Attendo con pazienza che il sindaco metta mano alla questione e ci faccia sapere finalmente se e quando riterrà di porre fine alla vergognosa vicenda”.













