“L’uscita dal commissariamento sanitario e il percorso verso l’autonomia differenziata rischiano di compromettere il futuro della Calabria”. È la posizione del consigliere regionale del Partito Democratico Ernesto Alecci, che punta il dito contro il presidente della Regione Roberto Occhiuto, parlando di un “baratto politico” che potrebbe ampliare ulteriormente il divario tra Nord e Sud.
Secondo Alecci, le recenti decisioni assunte a livello nazionale delineano «un quadro politico preoccupante»: da una parte la scelta della Corte dei Conti di non pronunciarsi sulla delibera del Consiglio dei ministri relativa all’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario, dall’altra il via libera del Governo al decreto sul federalismo fiscale nonostante la mancata intesa in Conferenza Unificata.
I dubbi sull’uscita dal commissariamento
Per l’esponente dem, la decisione della Corte dei Conti dimostrerebbe che permangono forti criticità nel sistema sanitario regionale. Alecci richiama i rilievi contenuti nella relazione sul rendiconto 2025, evidenziando risorse ferme nella Gestione sanitaria accentrata, difficoltà di liquidità delle aziende sanitarie, carenza di personale, aumento della spesa senza un corrispondente miglioramento dei servizi, oltre ai dati negativi sulla mobilità sanitaria e sulla spesa farmaceutica.
Per questo il gruppo del Pd chiede «garanzie concrete e verificabili» sul Piano di rientro 2026-2028 approvato dalla Giunta regionale, sostenendo che la fine del commissariamento non possa essere considerata sufficiente se restano irrisolti i problemi legati a liste d’attesa, personale e servizi sanitari.
“Autonomia usata come moneta di scambio“
Alecci accusa inoltre Occhiuto di aver sostenuto l’autonomia differenziata per rafforzare la posizione della Calabria nel confronto con il Governo sul commissariamento sanitario.
“Anche se il presidente nega uno scambio diretto – afferma – nei fatti l’autonomia differenziata è stata utilizzata come moneta politica all’interno di una trattativa che riguardava il futuro della sanità calabrese”.
Il consigliere sottolinea che il decreto sul federalismo fiscale prevede, a partire dal 2027, una progressiva sostituzione di alcuni trasferimenti statali con una compartecipazione regionale al gettito Irpef. Una scelta che, secondo il Pd, penalizzerebbe regioni come la Calabria, caratterizzate da una minore capacità fiscale.
Le richieste del Partito Democratico
Secondo Alecci, federalismo fiscale e autonomia differenziata vengono portati avanti senza che siano stati pienamente finanziati i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e senza un sistema di perequazione in grado di colmare i divari tra Nord e Sud.
“Serve verità, non propaganda; servono risorse certe, non operazioni di facciata – conclude Alecci – e una battaglia comune per difendere i diritti dei cittadini calabresi, non un baratto politico consumato sulla loro pelle”.












