29 Luglio 2026
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Sanità, il M5S presenta un esposto alla Corte dei conti sui bilanci dell’Asp di Reggio: “Artifici contabili per uscire dal commissariamento”

Nel mirino i bilanci dal 2013 al 2021 dell'Asp reggina, per oltre 8 miliardi di euro. Baldino, Orrico, Tucci, Scutellà e Barbuto chiedono verifiche sulla ricostruzione dei conti e interrogano anche la Regione

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Il Movimento 5 Stelle passa all’attacco sul fronte della sanità calabrese e del Piano di rientro, presentando un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti per la Calabria e un’interrogazione in Consiglio regionale sui bilanci dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.
Al centro dell’iniziativa finiscono i bilanci consuntivi relativi agli esercizi finanziari dal 2013 al 2021, che riguardano un volume economico complessivo superiore agli 8 miliardi di euro.
L’esposto è stato sottoscritto dalla vicepresidente del M5S alla Camera Vittoria Baldino, dalla coordinatrice regionale e deputata Anna Laura Orrico, dal deputato Riccardo Tucci, dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Elisa Scutellà e dalla consigliera regionale Elisabetta Barbuto.

Nel mirino la ricostruzione dei bilanci dell’Asp di Reggio Calabria

Secondo gli esponenti pentastellati, dagli atti esaminati emergerebbero criticità nella ricostruzione dei conti dell’Asp reggina.
“Siamo di fronte a un vero e proprio cortocircuito contabile e istituzionale. Dall’esame dei decreti commissariali e delle deliberazioni aziendali emerge una realtà sconcertante: nove anni di bilanci consuntivi dell’Asp reggina sono stati ricostruiti non attraverso documenti contabili certi e pezze d’appoggio reali, ma ricorrendo a ‘interviste’ a dipendenti e referenti e alla valorizzazione di fatti ed eventi extracontabili. Si è formalmente istituzionalizzata la narrazione orale al posto dei riscontri documentali”.

Le perplessità sul parere del Collegio sindacale

Nell’esposto, il Movimento 5 Stelle richiama anche le osservazioni contenute nei verbali degli organi di controllo.
“Il Collegio sindacale dell’Asp ha messo nero su bianco che ‘la mancata disponibilità della documentazione compromette il principio di continuità contabile precludendo una ricostruzione analitica’, parlando esplicitamente di ‘insuperabile impedimento’. Ciononostante, lo stesso Collegio e la struttura commissariale guidata da Roberto Occhiuto hanno espresso parere favorevole e approvato i bilanci. Com’è possibile approvare documenti contabili su cui è dichiarata l’impossibilità di svolgere controlli certi?”, si chiedono i firmatari.

“Rischio di alterare i dati del Piano di rientro”

Per gli esponenti del M5S, la procedura adottata potrebbe determinare conseguenze rilevanti sotto il profilo contabile.
Secondo quanto sostenuto nell’esposto, la ricostruzione dei bilanci esporrebbe la Regione al rischio di doppi pagamenti, all’occultamento di passività e all’alterazione dei dati del Piano di rientro dal disavanzo sanitario, “magari per uscire con un artificio dal regime commissariale”.

Interrogazione anche in Consiglio regionale

Accanto all’iniziativa davanti alla magistratura contabile, il Movimento 5 Stelle annuncia un’azione politica nelle istituzioni regionali.
“Dopo l’interrogazione parlamentare presentata alla Camera nel 2025 dall’onorevole Vittoria Baldino, rimasta ad oggi senza alcuna risposta da parte del Governo, il M5S porta il caso direttamente nell’Aula di Palazzo Campanella. È stata infatti già depositata una specifica interrogazione regionale per costringere il presidente Roberto Occhiuto e la sua Giunta a riferire in Consiglio e a dare conto di quanto accaduto”.

L’appello alla magistratura contabile

In conclusione, i firmatari ribadiscono la richiesta di fare piena luce sulla vicenda.
“Sui soldi della salute dei calabresi e sulla trasparenza dei bilanci pubblici non faremo sconti a nessuno. La narrazione di una sanità risanata si scontra con la realtà di atti contabili inattendibili. La magistratura contabile e il Consiglio regionale facciano piena luce su responsabilità ed eventuali danni erariali”, concludono Baldino, Orrico, Tucci, Scutellà e Barbuto.

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