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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Sindaci delle Serre e Preserre calabresi contro l’invasione delle pale: “Basta scempi, la Regione decida”

Il blitz dei primi cittadini alla Cittadella per fermare i nuovi parchi eolici tra le province di Vibo e Catanzaro. Dalle faggete di Monterosso ai crinali di Cardinale, il territorio si mobilita contro i progetti delle multinazionali mentre si attende il Piano delle aree idonee

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Il freddo mattinale delle Preserre catanzaresi si è spostato oggi fin dentro i corridoi della Cittadella regionale. I sindaci di Cardinale, Argusto e Gagliato — rispettivamente Danilo Staglianò, Valter Matozzo e Salvatore Sinopoli — hanno scelto la via della mobilitazione diretta per manifestare la propria contrarietà al progetto presentato dalla società Soval. Si tratta di un impianto composto da quattro aerogeneratori per una potenza di 24 megawatt, un intervento che i primi cittadini definiscono come il colpo di grazia per la tutela paesaggistica di un’area già satura. La delegazione, ricevuta presso la sede della Giunta, ha messo sul tavolo le criticità tecniche e ambientali di un’opera che rischia di alterare irreversibilmente il profilo delle colline locali, richiamando l’attenzione su una pressione industriale che sembra non concedere tregua ai piccoli comuni dell’entroterra.

Il fronte vibonese e la difesa dei boschi

Non meno tesa è la situazione nel Vibonese, dove l’attenzione è catalizzata dal progetto Piano del Campo, proposto dalla società altoatesina Fri-el. L’impianto dovrebbe sorgere tra i comuni di Polia, Filadelfia, Monterosso e Maierato, prevedendo sette aerogeneratori per una potenza complessiva di 30 megawatt. Le comunità locali, ancora memori della battaglia vinta nel 2023 quando riuscirono a fermare un progetto che avrebbe devastato la faggeta di Monte Coppari, sono tornate a mobilitarsi. Il timore è che l’impatto delle opere di connessione e delle basi delle turbine possa compromettere un ecosistema fragile. La resistenza non è solo estetica ma strutturale: le amministrazioni di Polia e Monterosso, affiancate da associazioni ambientaliste, rivendicano il valore identitario dei propri boschi contro una logica di sfruttamento energetico che percepiscono come calata dall’alto.

La guerra dei parchi e il paradosso della sovrapposizione

Il quadro si complica ulteriormente con la vicenda del Parco eolico dell’Angitola, un progetto che coinvolge un vasto areale tra le province di Vibo Valentia e Catanzaro, toccando i territori di Capistrano, San Nicola da Crissa, Vallelonga, Chiaravalle Centrale e Torre di Ruggiero. In questa zona è in atto una singolare contesa tra due società, la Ski W A7 e la Angitola srl, che hanno presentato progetti parzialmente sovrapposti. La società Ski W A7 ha avanzato osservazioni critiche contro il concorrente, sollevando dubbi sulla coesistenza tecnica dei due parchi. Nel frattempo, i Ministeri competenti hanno richiesto integrazioni documentali mentre il fronte del “no” si allarga anche ai comuni di San Vito sullo Ionio, Cenadi e Petrizzi, segno di una saturazione territoriale che mette in discussione l’attuale modello di transizione energetica in Calabria.

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