“La ritirata del centrodestra sulle poltrone dimostra che la riforma era sbagliata e fa risaltare il dato di un centrosinistra unito e compatto”. Con queste parole gli esponenti dell’opposizione in Consiglio regionale della Calabria hanno commentato l’abrogazione della legge sui sottosegretari, celebrata nel corso dell’incontro con la stampa tenutosi a Palazzo Campanella.
Un risultato politico che, secondo la minoranza, certifica il fallimento della giunta guidata da Roberto Occhiuto, costretta a fare marcia indietro per scongiurare il giudizio referendario dei cittadini.
Gli affondi dei capigruppo tra caos della maggioranza e ambizioni romane
Ad aprire il fronte delle critiche è stato il capogruppo del Partito Democratico, Ernesto Alecci, il quale ha evidenziato come “mandare l’ordine del giorno la domenica mattina dimostra il caos di un centrodestra guidato da un presidente assente” e come “Occhiuto cancella il referendum solo per paura del voto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle, la quale ha rimarcato che “mentre le piazze si infiammavano di proteste, Occhiuto era a Roma per ambizioni personali” e che “questa vittoria appartiene a un’opposizione intransigente e unita come forse mai finora”.
Dal canto suo Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, ha annunciato la presentazione di una mozione mirata a dare risposte concrete ad agricoltori e pescatori, spiegando che “i 15 milioni promessi da Occhiuto equivalgono a soli 100 euro a impresa e quindi sono una presa in giro”.
Un clima di forte scetticismo sulla reale volontà della maggioranza è stato espresso anche da Filomena Greco, capogruppo di Casa Riformista-Iv, che ha dichiarato: “Vogliamo verificare la reale buona fede della maggioranza sulla revoca” e che “la seconda lettura a 60 giorni rischia di rivelarsi una trappola per neutralizzare il referendum”.
Unità dell’opposizione e richieste di attenzione sulle vere emergenze
Il valore dell’azione comune è stato ribadito da Francesco De Cicco, capogruppo Dpm, per il quale la vicenda sottosegretari “è la dimostrazione che un’opposizione unita può davvero cambiare le cose”.
Per Giuseppe Falcomatà, esponente del Pd, “Occhiuto diceva che non imparavamo dalle sconfitte, oggi sia lui a imparare da questo stop e non usi il tema del carburante solo per fare propaganda”.
Un concetto ripreso dal collega di partito Giuseppe Ranuccio, secondo cui “la ritirata sulle poltrone dimostra che la riforma era superflua” e che “ora si torni subito a parlare dei gravi problemi della Calabria”.
Nello stesso solco si inseriscono le considerazioni di Ferdinando Laghi, che ha sostenuto come “questa vicenda ha sottratto troppo tempo alle vere emergenze come caro carburante, dissesto idrogeologico e sanità”, e di Elisabetta Barbuto, che ha ribadito come l’opposizione sia “a favore dell’abrogazione dei sottosegretari perchè, a differenza della destra, la nostra priorità è tutelare i cittadini”.
A chiudere il cerchio è stata Rosellina Madeo, che ha sintetizzato la mossa dell’esecutivo definendola “una retromarcia d’emergenza per la paura di misurarsi con gli elettori”.














