La vicenda dei sottosegretari alla Regione Calabria torna al centro dello scontro politico dopo il via libera in prima lettura alla proposta di abrogazione della legge regionale che aveva introdotto la possibilità di nominare due sottosegretari alla Presidenza della Giunta e di portare da sette a nove il numero degli assessori. Contestualmente, il Consiglio regionale ha approvato una seconda proposta per sospendere l’esecutività del decreto che aveva fissato al 29 novembre il referendum sulla modifica statutaria. Sulla decisione interviene Francesco Di Lieto, con un duro intervento pubblicato sui social, nel quale contesta le motivazioni della maggioranza e mette in discussione la gestione delle risorse pubbliche legate alla consultazione referendaria.
Di Lieto: “Non chiamatelo risparmio”
Secondo Di Lieto, la scelta della maggioranza non rappresenterebbe semplicemente un’operazione di contenimento della spesa. Il riferimento è ai 7 milioni di euro inizialmente stanziati per consentire lo svolgimento del referendum del 29 novembre, somma che la proposta approvata dal Consiglio regionale indica come destinabile alle misure contro il caro carburante. “Ci vuole una bella faccia tosta, o una disperazione senza precedenti, per pretendere persino di essere ringraziati”, scrive Di Lieto, contestando l’idea che la cancellazione del referendum possa essere presentata come un risultato legato esclusivamente al risparmio di denaro pubblico.
Nel suo intervento, l’avvocato e rappresentante politico sostiene che quei costi siano una conseguenza della scelta della maggioranza di introdurre la figura dei sottosegretari. “I 7 milioni del referendum non sono un regalo di Occhiuto: sono il prezzo della loro arroganza e della loro fame di potere”, afferma. Si tratta di una valutazione politica di Di Lieto, che accusa la maggioranza di aver cambiato posizione di fronte all’appuntamento referendario.
La legge sui sottosegretari e il referendum
La questione nasce dalla legge regionale n. 9 del 3 marzo 2026, che aveva previsto la possibilità di nominare due sottosegretari alla Presidenza della Regione e innalzato da sette a nove il numero massimo degli assessori. Contro la modifica statutaria le opposizioni avevano promosso un’iniziativa referendaria, poi ammessa dall’Ufficio centrale regionale per il referendum presso la Corte d’Appello di Catanzaro.
Il presidente della Regione Roberto Occhiuto aveva quindi indetto il referendum per il 29 novembre, con uno stanziamento di 7 milioni di euro. Nel frattempo, la Regione aveva impugnato i provvedimenti davanti alla giustizia amministrativa: dopo il passaggio al Tar, l’Avvocatura regionale ha presentato appello al Consiglio di Stato. Con la nuova iniziativa della maggioranza, la legge viene ora sottoposta a un percorso di abrogazione. L’approvazione del 5 ottobre è però solo in prima lettura: per una modifica statutaria sono necessarie due approvazioni e tra le due devono trascorrere almeno due mesi.
“Costi reali” e responsabilità: l’affondo di Di Lieto
La parte più dura dell’intervento riguarda quelli che Di Lieto definisce i “costi reali” dell’operazione. Secondo il suo ragionamento, infatti, non sarebbe sufficiente cancellare la norma per eliminare le conseguenze economiche prodotte durante il periodo di vigenza. “Non basta fare un passo indietro in aula per rifarsi la verginità”, scrive, sostenendo che nella proposta di abrogazione sia prevista la salvaguardia degli effetti già prodotti dalla legge.
Di Lieto collega questo passaggio alle indennità e alle nomine eventualmente già maturate e sostiene che le somme già impegnate rappresentino un danno per le casse pubbliche. La sua ricostruzione arriva fino al tema della responsabilità contabile: “Ed è esattamente per questo che la denuncia alla Corte dei Conti è già stata presentata”, afferma. L’esistenza della denuncia viene dunque rivendicata dallo stesso Di Lieto; le sue valutazioni sull’eventuale responsabilità contabile di amministratori e consiglieri rappresentano invece una posizione dell’autore del post e non un accertamento della magistratura contabile.
Lo scontro politico sulla maggioranza
Il post si conclude con un attacco politico alla maggioranza regionale, accusata da Di Lieto di aver sostenuto l’introduzione dei sottosegretari per finalità legate alla distribuzione degli incarichi e di essere tornata sui propri passi soltanto davanti alla prospettiva del referendum.
Sul fronte opposto, la maggioranza ha motivato la scelta con la necessità di evitare l’esborso legato a una consultazione che avrebbe potuto svolgersi mentre era ancora pendente il contenzioso giudiziario. Nella relazione alla proposta viene richiamato proprio il principio del rispetto delle risorse pubbliche e il rischio di sostenere costi rilevanti in una situazione di incertezza.
La destinazione dei 7 milioni di euro alle misure contro il caro gasolio è stata invece collegata dalla maggioranza alla crisi determinata dall’aumento del costo dei carburanti. La partita, sul piano istituzionale, non è comunque ancora definitivamente chiusa: oltre al percorso della modifica statutaria, resta infatti pendente il contenzioso davanti al Consiglio di Stato sulla vicenda referendaria.














