31 Agosto 2026
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Stasi va allo scontro frontale: “Emodinamica cancellata negli spoke, ma è solo la punta dell’iceberg”

Il primo cittadino di Corigliano-Rossano accusa la Giunta regionale per la revoca delle previsioni sanitarie nei quattro hub territoriali e denuncia una progressiva privatizzazione dei ricoveri

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Un attacco diretto e senza sconti alla gestione della sanità pubblica in Calabria. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, prende posizione contro le recenti determinazioni dell’esecutivo regionale, riaccendendo i riflettori sulla mancata attivazione dei servizi cardiologici negli ospedali spoke e denunciando una progressiva avanzata del settore privato a scapito dell’assistenza territoriale.

La contestazione sui decreti e lo stop all’emodinamica

La censura del primo cittadino muove dall’analisi dei provvedimenti amministrativi adottati negli ultimi mesi, mettendo a confronto gli impegni assunti in precedenza con le ultime delibere dell’esecutivo.

“Il Governo Regionale, dopo aver dato in pasto e mortificato dei dirigenti medici per fargli difendere posizioni indifendibili, non ha proferito più parola sulla emodinamica. La cancellazione dei propri decreti commissariali emessi prima della campagna elettorale, con i quali era stata sancita la realizzazione del servizio di emodinamica negli ospedali di Paola, Lamezia Terme, Vibo Valentia e Corigliano-Rossano, è l’emblema della politica menzognera dell’attuale classe politica regionale, che non si limita più a promettere prima delle competizioni elettorali, ma produce persino atti che poi smentisce dopo aver ottenuto i voti”, afferma Flavio Stasi.

“Non c’è nulla da interpretare: nei DCA del 2024 c’era scritto chiaramente che per i 4 spoke era previsto il servizio necessario per salvare la vita in caso di gravi problemi cardiaci, nella Delibera di Giunta Regionale del 2026 quei servizi sono stati cancellati. Ovviamente il Governatore ed i plenipotenziari del suo partito non ci hanno messo la faccia su questo ennesimo scippo ai calabresi: meglio parlare d’altro”, prosegue il sindaco.

L’allarme sulle privatizzazioni e la gestione dei posti letto

Nel suo intervento, la fascia tricolore allarga la riflessione alle criticità strutturali che affrontano quotidianamente i cittadini nei pronto soccorso e nei reparti di degenza ordinaria.

“Ma l’emodinamica è ormai soltanto la punta dell’iceberg del sistematico smantellamento della sanità pubblica calabrese. Se prima ad essere scientificamente privatizzati sono stati servizi altamente specializzati per acuzie (tra cui anche, guarda caso, cliniche cardiologiche private specializzate in provincia di Cosenza) e servizi diagnostici presso i quali vengono puntualmente dirottati i calabresi con un giro di affari miliardario, ora persino i posti di ricovero nei reparti medici iniziano a rappresentare un terreno di speculazione privata. Sono decine ormai i casi di pazienti che, dopo ore e talvolta giorni di attesa nei pronto soccorso, non trovano posto nei reparti di competenza medica per essere ricoverati e curati, ed allora arrivano i soliti suggerimenti: “se volete, potete andare dal privato”. Centinaia di persone che, disperate dopo ore di Pronto Soccorso, capiscono che l’unico modo per vedere curato un proprio caro è “pagare”. Invito tutti i calabresi a chiedersi: se persino il ricovero nei reparti medici è diventato appannaggio del privato, che cosa resta della sanità pubblica?”, rileva Stasi.

La critica ad Azienda Zero e la proposta di riforma territoriale

In conclusione, la disamina del primo cittadino contesta la centralizzazione dei poteri decisionali e il modello Hub-Spoke, sollecitando una governance orientata alla valorizzazione dei territori e del personale.

“Questo è il disegno preciso che vede la gestione nel diritto alla salute dei calabresi essere il più importante e squallido business che la storia della nostra terra abbia conosciuto e si concretizza in scelte politiche continue e cristalline, dalla privatizzazione progressiva di servizi pagati lautamente (si pensi ai milioni del servizio di assistenza domiciliare) fino alla destrutturazione dell’organizzazione della sanità pubblica, con continui accentramenti tanto delle strutture amministrative quanto di quelle mediche. Azienda Zero è uno degli strumenti attraverso i quali si vuole concludere questo percorso, trasformando definitivamente la salute pubblica in un centro di potere facilmente gestibile con tantissimi obiettivi tranne uno: curarci”, evidenzia il primo cittadino.

“Mentre, ovviamente, tutti i circoli, sezioni, dirigenti politici di centrodestra dei territori interessati, sono stati letteralmente presi a calci con il taglio di servizi cruciali restano in un religioso ed imbarazzante silenzio (come per la rottamazione del bollo auto, per l’alta velocità, per l’innalzamento delle tariffe rifiuti, l’innalzamento delle tariffe idriche eccetera) serve creare una sanità che vada nella direzione esattamente opposta a quella degli ultimi anni; una sanità decentrata e dei territori, con articolazioni territoriali e che superi il modello Hub-Spoke che non ha distrutto solo gli Spoke, ma anche gli Hub; che gratifichi il personale medico con autonomia e meritocrazia e non lo utilizzi per coprire le proprie lacunose proposte; serve, invece, una classe dirigente che non abbia alcun altro interesse se non quello di tutelare il nostro diritto alla salute”, conclude Stasi.

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