22 Agosto 2026
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Suppletive a Reggio, il Pd punta sul cardiologo Benedetto. Ma la vera sfida è a destra: Vannacci può guastare i piani di Forza Italia

Il centrosinistra ritrova l’unità attorno al primario del Gom, mentre l'incognita Futuro Nazionale agita i sogni del centrodestra che si prepara a schierare Fabio Roscioli

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I giochi sembrano fatti, ma lo saranno davvero soltanto alle 20 di lunedì 24 agosto, quando scadrà il termine per presentare le candidature. Fino a quel momento, soprattutto nel centrodestra, ogni certezza resta sospesa tra decisioni assunte, annunci rinviati e possibili colpi di scena. Le elezioni suppletive del 27 e 28 settembre nel collegio uninominale Reggio Calabria 05, convocate per assegnare il seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro dopo la sua elezione a sindaco, stanno diventando qualcosa di più di una competizione territoriale. Il Comune di Reggio Calabria ha confermato che le candidature potranno essere presentate domenica 23 e lunedì 24 agosto, dalle 8 alle 20. Il centrosinistra ha individuato il proprio candidato. Il centrodestra deve ancora ufficializzarlo. Roberto Vannacci, intanto, può trasformarsi nell’incognita capace di cambiare il significato politico del voto.

Benedetto, il candidato civico che viene dal Pd

La scelta del centrosinistra è caduta su Frank Benedetto, cardiologo reggino, direttore del Centro Cuore del Grande ospedale metropolitano ed ex commissario straordinario dell’azienda ospedaliera. Un professionista conosciuto, con una forte riconoscibilità costruita soprattutto nel campo sanitario. La candidatura viene presentata con una marcata connotazione civica. Ma Benedetto non è estraneo alla politica: è stato consigliere comunale e capogruppo del Partito democratico a Reggio Calabria. Più che un candidato esterno ai partiti, dunque, è una figura capace di tenere insieme una storia politica e un profilo professionale che supera i confini tradizionali del Pd. È proprio questa doppia identità ad averne favorito la designazione. Il centrosinistra aveva bisogno di un nome riconoscibile, radicato e non immediatamente percepito come espressione degli apparati. Benedetto risponde a queste caratteristiche meglio di una candidatura puramente politica. La scelta, però, non cancella le tensioni emerse nelle ultime settimane.

L’unità ritrovata non risolve il problema del metodo

Sul tavolo erano arrivati anche i nomi del sindaco di Roccella Jonica Vittorio Zito, del sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti e del giornalista Carmine Fotia, sostenuto da esponenti del mondo progressista e da una mobilitazione nata fuori dalle segreterie. La convergenza su Benedetto è maturata soltanto nelle battute finali, quando il rischio di arrivare alla scadenza senza un candidato unitario stava diventando concreto. La coalizione ha scelto di evitare una divisione che avrebbe consegnato il collegio al centrodestra ancora prima dell’apertura delle urne.

L’operazione è riuscita sul piano immediato: Pd, Movimento 5 Stelle e alleati possono presentarsi insieme. Rimane però una questione politica destinata a riemergere. Alcune componenti avrebbero voluto un vero tavolo di coalizione, con più proposte e un metodo condiviso simile a quello seguito prima delle elezioni comunali. Il centrosinistra ha trovato il candidato, ma non ancora un meccanismo stabile per scegliere le proprie candidature. La differenza potrebbe diventare decisiva in vista delle prossime elezioni politiche.

Roscioli, l’uomo scelto per conservare il fortino azzurro

Nel centrodestra il nome sul quale convergono le indiscrezioni è quello di Fabio Roscioli, avvocato, tesoriere nazionale di Forza Italia e professionista vicino alla famiglia Berlusconi. Manca ancora il deposito formale, ma soltanto un ripensamento dell’ultima ora sembra poter modificare la decisione. La candidatura avrebbe un significato preciso: Forza Italia considera il collegio reggino un proprio presidio politico e intende gestire direttamente la successione a Cannizzaro, affidandola a una figura di assoluta fiducia nazionale.

La scelta presenta però anche un punto debole. Roscioli non possiede lo stesso radicamento territoriale di Benedetto. Il centrosinistra proverà inevitabilmente a trasformare la campagna elettorale in un confronto tra un medico reggino e un candidato espressione dei vertici nazionali di Forza Italia. Non sarà comunque sufficiente agitare la contrapposizione tra “locale” e “forestiero” per ribaltare i rapporti di forza. Nelle suppletive, soprattutto quando l’affluenza è contenuta, pesano l’organizzazione dei partiti, le reti degli amministratori e la capacità di mobilitare il proprio elettorato. E sotto questo profilo il centrodestra parte ancora davanti.

I numeri del 2022 e l’unità che può riaprire la partita

Alle politiche del 2022 Cannizzaro ottenne 65.913 voti, pari al 47,60%. Il candidato del centrosinistra Domenico Battaglia si fermò al 20,99%, mentre Fabio Foti del Movimento 5 Stelle raccolse il 20,38%. La fotografia di allora mostra due elementi. Il primo è la netta forza del centrodestra. Il secondo è che Pd e Movimento 5 Stelle, presentandosi separati, superarono complessivamente il 41%. Una somma puramente aritmetica, che non può essere trasferita automaticamente sulla consultazione di settembre, ma che spiega perché l’unità raggiunta su Benedetto renda la competizione meno scontata. C’è poi l’incognita della partecipazione. Nel 2022 votò circa il 49,4% degli aventi diritto. Una suppletiva isolata, celebrata senza altre grandi consultazioni, potrebbe registrare un’affluenza ancora più bassa. In quel caso anche poche migliaia di voti spostati da uno schieramento all’altro assumerebbero un peso enorme. Ed è qui che entra in scena Vannacci.

L’incognita Futuro Nazionale: Ferrara o il generale in persona

Futuro Nazionale sta valutando se presentare un proprio candidato. Il nome più accreditato è quello di Paolo Ferrara, presidente di UniReggio e coordinatore di uno dei principali comitati vannacciani della città. Resta sullo sfondo anche la suggestione di una candidatura dello stesso Roberto Vannacci, finora mai esclusa formalmente. Il movimento non sembra avere come obiettivo immediato la conquista del seggio. La vera posta in gioco sarebbe la misurazione della propria forza elettorale. Per Vannacci, Reggio Calabria può diventare il primo banco di prova concreto dopo la separazione dalla Lega: non più sondaggi o piazze, ma voti reali.

Una candidatura autonoma avrebbe conseguenze soprattutto sul centrodestra. Nel collegio uninominale non esiste ballottaggio: vince chi ottiene un voto in più. Anche una percentuale limitata sottratta alla coalizione potrebbe ridurre il vantaggio di Forza Italia e rendere competitivo Benedetto. Per questo la decisione di Futuro Nazionale pesa molto più delle sue effettive possibilità di vittoria. Vannacci può non conquistare il seggio e, nello stesso tempo, determinare chi lo conquisterà.

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