16 Settembre 2026
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Svolta ad Arghillà, Piantedosi lancia un piano straordinario da 5 milioni di euro per riqualificare il quartiere

Il ministro dell'Interno Piantedosi annuncia il maxi piano per Arghillà, incorona Salvini per il futuro del Viminale e smorza le polemiche con la Spagna sul blocco di Schengen

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Un intervento imponente e strutturato per sottrarre al degrado e alla criminalità organizzata una delle aree più complesse del territorio reggino. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a margine della sua visita ufficiale nel quartiere Arghillà a Reggio Calabria, ha illustrato le linee guida del nuovo piano governativo.
All’incontro in prefettura erano presenti il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il prefetto Clara Vaccaro, il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il sindaco Francesco Cannizzaro.

L’impegno delle istituzioni e l’invio delle forze dell’ordine

La strategia strategica dell’esecutivo punta a coniugare la presenza sul campo con gli investimenti sul tessuto sociale. Piantedosi ha evidenziato come “Sicurezza e prevenzione sociale vanno di pari passo. E la presidente Meloni e l’intero governo, da tempo, lavorano moltissimo per rendere vivibili le periferie”.
Per fare fronte a un contesto segnato da frequenti fenomeni criminali, il ministro ha ricordato “come il governo abbia già destinato mille unità di personale a questo territorio perché la situazione lo richiede”.
Un impegno operativo che consolida l’avvio della fase successiva: “Oggi, anche su sollecitazione del sindaco Cannizzaro e del presidente Occhiuto, rinnoviamo l’attenzione sul futuro di uno dei quartieri più complessi della città di Reggio Calabria, avviando un piano straordinario di riqualificazione urbana”.

Il piano di interventi: strade, illuminazione e maxi bonifica

L’operazione metterà a terra risorse immediate destinate a trasformare l’assetto urbano del quartiere. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Cannizzaro, che ha definito la misura come “un progetto organico del valore di cinque milioni di euro, come primo impatto, e di questo ringrazio il governo e il ministro Piantedosi che punta a intervenire non su singoli aspetti isolati, ma su un insieme di criticità legate a sicurezza, mobilità, servizi pubblici, decoro urbano e vivibilità, con l’obiettivo di costruire un intervento complessivo capace di restituire funzionalità agli spazi pubblici e rafforzare la presenza delle istituzioni nel quartiere”.
Il programma finanziario si articola in diverse direttrici d’azione: un milione di euro sarà destinato alla mobilità e alla viabilità, con la messa in sicurezza delle strade, il ripristino dei marciapiedi e la creazione di percorsi pedonali protetti per accedere alla scuola e ai servizi.
Un altro milione di euro servirà al potenziamento dell’illuminazione pubblica, con l’installazione di nuovi impianti LED ad alta efficienza. La parte economicamente più rilevante, pari a 1,5 milioni di euro, consentirà la bonifica totale delle aree degradate, con la rimozione delle carcasse d’auto, l’eliminazione dei rifiuti speciali e la riconversione degli spazi in aree verdi e parcheggi.

Videosorveglianza, scuola e il nuovo posto di polizia

La sicurezza della zona verrà ulteriormente blindata sul piano tecnologico e presidiata dalle forze dell’ordine.
Con un finanziamento di 500mila euro verrà attivato un sistema di videosorveglianza integrato, dotato di telecamere nei punti strategici, controllo degli accessi e monitoraggio anti-sversamento illecito dei rifiuti collegato direttamente con la centrale operativa.
Parallela attenzione sarà data alla ristrutturazione del plesso scolastico esistente, considerato presidio educativo fondamentale.
Il tassello conclusivo del progetto prevede la ristrutturazione dei locali che ospiteranno il nuovo posto di polizia, a chiusura di “un percorso che mette insieme strade, illuminazione, presidio educativo e sociale, videosorveglianza, bonifica e decoro urbano come punto di partenza per un cambiamento complessivo di Arghillà e per restituire nuove prospettive al quartiere”.

L’endorsement a Salvini per il futuro del Viminale

A margine della visita a Reggio Calabria, Piantedosi ha toccato anche i temi della politica nazionale, rispondendo alle recenti dichiarazioni del senatore leghista Andrea Paganella su un futuro ritorno di Matteo Salvini alla guida del ministero dell’Interno.
Piantedosi, che del leader del Carroccio è stato capo di gabinetto, ha espresso pieno sostegno a questa prospettiva: “Per quanto riguarda Salvini al Viminale, io sono stato suo principale collaboratore e quindi sono stato testimone di quanto Salvini possa essere un ottimo ministro dell’Interno. Quindi io aderisco all’auspicio di Paganella che, allorquando ritornerà Salvini al Viminale, sicuramente il Paese avrà di nuovo un governo con un ministro dell’Interno che sarà più che degno di fare il lavoro che Salvini sa fare e che ha dimostrato di saper fare”.

Il caso Spagna e la sospensione di Schengen

Il titolare del Viminale si è poi espresso sulle recenti frizioni diplomatiche con Madrid, scaturite a seguito della proroga del blocco di Schengen.
Di fronte alle stoccate del governo spagnolo, che aveva definito non all’altezza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, Piantedosi ha scelto di gettare acqua sul fuoco: “Non voglio alimentare una frattura istituzionale tra due Paesi. Non c’è questo nelle motivazioni del provvedimento che, peraltro, ho adottato io”.
Il ministro ha precisato che la decisione si fonda su rigidi criteri tecnici elaborati dal Comitato di analisi per la sicurezza delle frontiere, liquidando gli attacchi esteri: “Quel tipo di affermazioni, quindi, credo che facciano parte di reazioni politiche di altro genere alle quali credo che è meglio non dare risposte”.

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