Una mail compromessa della Prefettura di Reggio Calabria, l’accesso ai dati dei clienti di Revolut e adesso una verifica che si allarga all’intero sistema bancario italiano. Il caso nato in Calabria assume una dimensione nazionale e porta il Garante per la protezione dei dati personali ad accendere un faro sulla sicurezza degli accessi agli istituti di credito. L’Autorità ha infatti avviato, secondo quanto appreso dall’Ansa, una verifica immediata su eventuali falle nei sistemi di sicurezza delle banche italiane. L’obiettivo è duplice: capire se si siano verificati altri tentativi di infiltrazione analoghi a quello emerso nella vicenda Revolut e richiamare gli istituti alla necessità di garantire controlli efficaci anche al proprio interno.
Il caso partito da Reggio Calabria
A far scattare l’allarme è la vicenda che riguarda Revolut e una casella email compromessa riconducibile alla Prefettura di Reggio Calabria. Attraverso quella mail sarebbe avvenuta una violazione dei dati dei clienti della banca, circostanza che ha portato il Garante della Privacy a intervenire e, soprattutto, ad allargare il perimetro delle verifiche. Il problema, dunque, non riguarda più soltanto il singolo episodio. L’Autorità vuole capire se quanto accaduto possa avere evidenziato vulnerabilità più ampie nei meccanismi utilizzati per accedere alle informazioni custodite dagli istituti bancari.
Il Garante cerca eventuali altri tentativi di infiltrazione
La verifica punta innanzitutto ad accertare se nel sistema bancario italiano si siano verificati altri casi o tentativi di accesso illecito attraverso modalità simili. Una ricognizione che assume particolare rilevanza perché riguarda dati estremamente sensibili e il rapporto tra le banche e i soggetti esterni autorizzati, a vario titolo, a richiedere o ottenere informazioni. L’attenzione si concentra quindi sulle procedure di autenticazione e verifica delle richieste, ossia sulla capacità degli istituti di accertare che chi tenta di accedere alle informazioni sia effettivamente il soggetto che dichiara di essere.
Banche richiamate a controlli efficaci
Il secondo fronte dell’iniziativa riguarda direttamente gli istituti di credito. Il Garante intende infatti richiamare le banche a un controllo efficace al proprio interno, affinché eventuali anomalie o richieste sospette vengano intercettate prima che possano tradursi in una violazione dei dati personali. Il caso Revolut diventa così un campanello d’allarme per l’intero settore bancario. Da un episodio partito da una casella di posta elettronica compromessa a Reggio Calabria si arriva a una domanda che riguarda milioni di correntisti: quanto sono sicuri i sistemi attraverso i quali soggetti esterni possono chiedere e ottenere informazioni custodite dalle banche? È proprio su questo punto che ora il Garante vuole fare chiarezza, verificando se il caso Revolut sia rimasto isolato oppure abbia fatto emergere una falla potenzialmente più estesa nel sistema di protezione degli accessi ai dati bancari.












