Creare sezioni specializzate in materia digitale presso tribunali e Corti d’appello per affrontare le nuove controversie legate all’innovazione tecnologica. È questo l’obiettivo del disegno di legge presentato al Senato della Repubblica dal senatore del Partito Democratico Nicola Irto, illustrato durante una conferenza stampa nella Sala Nassirya di Palazzo Madama.
La proposta prende spunto dal modello già adottato per le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale, previste dal decreto legislativo 168/2003.
Irto: “Non giudici speciali, ma magistrati con formazione specifica”
Secondo il senatore calabrese, l’evoluzione tecnologica impone anche al sistema giudiziario di adeguare strumenti e competenze. “Non vogliamo istituire giudici speciali, ma sezioni specializzate nel digitale in cui operino magistrati appositamente formati con corsi presso la Scuola superiore della magistratura”, ha spiegato Irto.
Le nuove sezioni dovrebbero occuparsi delle controversie nelle quali la prestazione digitale rappresenta l’elemento prevalente, con esclusione delle materie legate al diritto del lavoro e al diritto amministrativo.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più rapida ed efficace la definizione dei procedimenti, garantendo competenze specifiche in un settore in continua crescita.
La crescita dell’economia digitale in Italia
A sostegno della proposta, Irto ha richiamato i dati sulla trasformazione digitale delle imprese italiane. “Nel 2025 in Italia il 68 per cento delle imprese acquistava servizi di cloud computing, il 43% svolgeva attività di analisi dei dati e il 16 per cento impiegava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, percentuale che saliva al 53% nelle grandi aziende”, ha evidenziato il senatore.
Numeri che, secondo Irto, dimostrano la necessità di dotare anche la giustizia di strumenti adeguati per affrontare contenziosi sempre più complessi legati a piattaforme digitali, dati, intelligenza artificiale e servizi tecnologici.
Il contributo dell’avvocato reggino Antonino Polimeni
Alla presentazione del disegno di legge ha partecipato anche l’avvocato reggino Antonino Polimeni, fondatore di Polimeni.Legal, dalla cui elaborazione giuridica ha preso origine la proposta normativa. Polimeni ha sottolineato la necessità di investire sulla formazione di magistrati e operatori del diritto, affinché il sistema giudiziario possa rispondere in tempi rapidi alle esigenze poste dall’innovazione tecnologica.
Secondo il legale, la crescente complessità delle controversie digitali richiede competenze specifiche e una preparazione adeguata per garantire decisioni più certe e tempestive.
Un iter parlamentare con consenso bipartisan
Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, il senatore Lorenzo Basso, l’avvocato Antonio Balsamo, presidente della Corte d’appello di Palermo, e rappresentanti del mondo giuridico e tecnologico. Basso ha evidenziato come la proposta risponda a una necessità del sistema economico e industriale italiano, dove è sempre più importante una conoscenza approfondita dei processi digitali.
Il disegno di legge, secondo quanto annunciato, avvierà a breve il proprio iter parlamentare in Senato con un consenso trasversale tra diverse forze politiche.










