31 Agosto 2026
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Vannacci sgancia la bomba su Occhiuto e Cannizzaro: “Politica familistica, amici e parenti nei posti che contano” (VIDEO)

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Ci sono parole che, in politica, servono a sostenere un candidato. E ce ne sono altre destinate soprattutto ad aprire una guerra. Roberto Vannacci, nel videomessaggio trasmesso durante la presentazione della candidatura di Domenico Giannetta alle elezioni suppletive di Reggio Calabria, ha scelto decisamente la seconda strada. Il leader di Futuro Nazionale non si limita infatti a benedire la corsa dell’ex capogruppo regionale di Forza Italia. Mette nel mirino direttamente i due uomini oggi più rappresentativi del partito azzurro in Calabria: Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro. E lo fa utilizzando un’espressione destinata a pesare nella già rovente campagna elettorale reggina: “politica familistica”.

Vannacci: “Stanchi della politica familistica in Calabria”

L’affondo arriva senza giri di parole. “Siamo stanchi di quella politica familistica che ha caratterizzato la Calabria negli ultimi mesi”, afferma Vannacci nel videomessaggio. Poi precisa quale sia, dal suo punto di vista, il sistema che intende contestare: “Una politica che vede gli amici e i parenti assurgere a posizioni sempre più importanti e che, invece, si dimentica di chi milita sul territorio, di chi porta avanti le proposte, di chi combatte, di chi conosce la realtà e di chi passa uscio per uscio, casa per casa, piazza per piazza, strada per strada”.

Vannacci contrappone alla gestione che attribuisce ai vertici di Forza Italia un modello fondato sulla militanza, sul merito e sul radicamento territoriale. E trasforma così le suppletive reggine in qualcosa di molto più grande della semplice conquista di un seggio parlamentare: una resa dei conti dentro quello stesso campo politico che fino a pochi mesi fa vedeva molti degli attuali protagonisti dalla stessa parte.

“Il destino non può essere scritto nel taccuino di qualcuno”

Il generale insiste sul concetto. “Noi siamo contrari. Siamo quelli che credono che il destino sia nelle nostre mani e che non sia già scritto”, dice. Poi arriva un’altra stoccata, questa volta sul terreno delle nomine e degli incarichi. Il destino politico di una persona, sostiene Vannacci, non dovrebbe essere deciso “nel taccuino di chi oggi, probabilmente dal Comune di Reggio Calabria, decide chi sarà il prossimo a prendersi quella partecipata oppure quell’incarico”, ma dovrebbe dipendere dalla “volontà e dalla capacità di ognuno di voi di potersi creare uno spazio all’interno della politica”. Il riferimento a Palazzo San Giorgio prepara l’attacco diretto a Francesco Cannizzaro.

Cannizzaro nel mirino: “Sappiamo tutti di chi parlo”

A quel punto Vannacci fa nomi e cognomi. “Non parlo per sentito dire, sappiamo tutti le persone alle quali mi riferisco. Parliamo del sindaco di Reggio, Cannizzaro”, afferma. Quindi cita una serie di rapporti familiari e incarichi: “La sorella è dirigente della Regione, una cugina è ingegnere e oggi assessore del Comune di Reggio Calabria e l’altra cugina, Giusi Princi, è europarlamentare”. Vannacci utilizza infatti i legami familiari indicati nel videomessaggio come argomento a sostegno della propria denuncia di una “politica familistica”. Va precisato che si tratta di valutazioni e accuse di natura esclusivamente politica: l’esistenza di rapporti di parentela non costituisce di per sé prova di irregolarità, favoritismi o illegittimità negli incarichi ricoperti. Ma il leader di Futuro Nazionale costruisce proprio su questo terreno il suo attacco ai vertici azzurri.

Poi l’affondo su Occhiuto

E Cannizzaro non è l’unico bersaglio. Vannacci allarga immediatamente il tiro al presidente della Regione Roberto Occhiuto, ricordando che il fratello Mario Occhiuto è senatore e che Matilde Siracusano, compagna del governatore, ricopre l’incarico di sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento. Anche in questo caso il ragionamento politico è lo stesso: mettere in fila rapporti familiari e incarichi istituzionali per rafforzare la tesi di un sistema che, secondo Futuro Nazionale, rischierebbe di privilegiare cerchie ristrette rispetto alla militanza politica sul territorio. Un’accusa pesantissima perché rivolta non dall’opposizione di centrosinistra, ma da una formazione che punta a contendere voti, classe dirigente e consenso proprio al centrodestra calabrese.

Le suppletive diventano un referendum dentro il centrodestra

La candidatura di Domenico Giannetta assume così un significato che va molto oltre Reggio Calabria. L’ex capogruppo di Forza Italia alla Regione ha scelto di rompere con gli azzurri e di correre con Futuro Nazionale. Una scelta che ha provocato la durissima reazione di Occhiuto e aperto uno scontro ormai pubblico con il gruppo dirigente di Forza Italia. Ora Vannacci alza ulteriormente il livello. Non contesta soltanto una candidatura o una linea politica. Mette sotto accusa il metodo con cui il potere sarebbe gestito in Calabria, chiamando direttamente in causa Occhiuto e Cannizzaro. E trasforma le suppletive del collegio Reggio Calabria-Locri in un test nazionale per misurare una domanda che aleggia ormai apertamente nel centrodestra: quanto spazio elettorale può conquistare Vannacci sottraendolo ai partiti tradizionali della coalizione?

La guerra con Forza Italia è ormai totale

La risposta arriverà dalle urne, ma una cosa appare già evidente: tra Futuro Nazionale e Forza Italia in Calabria non siamo più alle schermaglie. Cannizzaro aveva già rivendicato la capacità del centrodestra di vincere anche senza quelle che aveva definito le “follie di Vannacci”. Adesso il generale replica portando lo scontro su un terreno ancora più delicato: famiglie, incarichi, nomine e gestione del potere. Parole pronunciate in un videomessaggio, ma con un destinatario politico chiarissimo. La campagna elettorale per le suppletive deve ancora entrare nella sua fase decisiva. Eppure, a Reggio Calabria, la sfida per un seggio alla Camera è già diventata una guerra per stabilire chi comanderà, domani, nel centrodestra calabrese.

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