“Il 5 agosto presidio sotto la Prefettura di Catanzaro, nello stesso giorno in cui si terrà il tavolo di conciliazione sulle problematiche del 118 e di Azienda Zero. USB Sanità Calabria chiama tutti i lavoratori e i cittadini calabresi a unirsi alla battaglia per il diritto alla salute e al soccorso”. E’ quanto afferma l’ Usb Sanità Calabria.
Il sistema non funziona
Il sindacato aggiunge: “Basta silenzi, basta rinvii, basta prese in giro. Il Sistema di Emergenza Urgenza 118 in Calabria non funziona, e i fatti lo dimostrano ogni giorno con drammatica evidenza. USB Sanità Calabria proclama la mobilitazione per martedì 5 agosto davanti alla Prefettura di Catanzaro, nel giorno stesso in cui si svolgerà il tavolo di conciliazione convocato dal Prefetto sulle criticità del 118 e sulla gestione di Azienda Zero. Un appuntamento che non lasceremo scorrere nell’indifferenza: saremo in piazza, in tanti, per dire basta.Dopo Azienda Zero, il 118 è peggiorato: i fatti parlano chiaro. Il servizio di emergenza territoriale in Calabria è nettamente peggiorato dopo l’introduzione di Azienda Zero. Le cronache di queste settimane raccontano, senza bisogno di ulteriori commenti, ritardi cronici nei soccorsi dal momento della chiamata: minuti che diventano ore, in un sistema dove ogni minuto può significare la vita o la morte di un cittadino. Il percorso avviato dalla Regione Calabria per il trasferimento delle competenze del 118 dalle ASP ad Azienda Zero è, nei fatti, completamente fallito, e ha consegnato alla Calabria soltanto tempi di attesa più lunghi e un servizio sempre più fragile. Il Dipartimento Tutela della Salute peggiora la situazione: revocata l’indennità di pronto soccorso. Come se non bastasse, le ultime decisioni assunte dal Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria vanno nella direzione opposta a quella necessaria. In sede di contrattazione sindacale, è stata infatti decisa la revoca dell’indennità di pronto soccorso ai lavoratori in servizio presso il SEU 118. Una scelta scellerata, che non potrà che accelerare la fuga di personale qualificato verso posizioni lavorative più remunerative, svuotando ulteriormente un servizio già allo stremo”.
Graduatorie nel caos
Dice ancora Usb: “Mezzi allo sfascio e il paradosso del pubblico che paga il privato: Il fallimento di Azienda Zero si concretizza anche in una gestione disastrosa del parco mezzi del 118. Azienda Zero non riesce a far rispettare a ORION SRL il capitolato d’appalto per la manutenzione e la sostituzione delle ambulanze, costringendo gli operatori a salire su mezzi con centinaia di migliaia di chilometri alle spalle, con un aumento inaccettabile del rischio di infortunio e dei tempi di soccorso. E non è tutto: per la stessa cattiva gestione di ORION SRL e per l’omessa vigilanza di Azienda Zero, assistiamo al paradosso di infermieri del servizio sanitario pubblico costretti a salire su mezzi privati. Un cortocircuito che fa lievitare inutilmente la spesa del SSR, costretto a pagare contemporaneamente il servizio privato e lo stipendio del personale pubblico. Uno spreco di denaro pubblico mentre i cittadini calabresi restano senza risposte. Graduatorie nel caos: Azienda Zero costretta a chiedere aiuto all’AOU Dulbecco. Il fallimento si estende anche alla gestione del personale sanitario. Azienda Zero avrebbe dovuto essere l’ente regionale deputato alla creazione e allo scorrimento delle graduatorie, un compito che fino a ieri ha svolto con estrema fatica, lasciando scoperti numerosi reparti nei presidi ospedalieri regionali. Il paradosso emerso pochi giorni fa è disarmante: l’azienda che avrebbe dovuto gestire tutto il personale sanitario calabrese si è dovuta rivolgere all’AOU Dulbecco, che ha prima formato una propria graduatoria per poi cederne parte ad Azienda Zero. L’ammissione plastica di un fallimento totale. Le dichiarazioni del direttore sanitario Minniti: uno scaricabarile inaccettabili. Definiamo gravemente inaccettabili le dichiarazioni del direttore sanitario di Azienda Zero, Domenico Minniti, che invece di rispondere delle proprie responsabilità nella gestione del SEU 118 sceglie di scaricarle sui cittadini calabresi, accusati di “abusare” del servizio con chiamate ritenute non idonee. Non è una gaffe comunicativa: è inottemperanza ai doveri istituzionali del suo ruolo, che impone di garantire un servizio funzionante e di risponderne quando qualcosa non va. Invece Minniti sceglie il capro espiatorio più comodo – le vittime di un sistema carente – pur di non ammettere le proprie omissioni. Un vergognoso arrampicarsi sugli specchi che offende una popolazione già colpita da un servizio inadeguato e dall’assenza cronica di medicina territoriale. Chiediamo che risponda nel merito, con dati e fatti, invece di continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità”.
“Siamo stanchi di piangere i nostri concittadini”
La sigla sindacale conclude: “Basta lutti, basta sfruttamento: il 5 agosto in piazza. Siamo stanchi di piangere i nostri concittadini per ambulanze che arrivano in ritardo. Siamo stanchi, come lavoratori, di condizioni di lavoro stressanti e usuranti, con una remunerazione non adeguata al sacrificio quotidiano richiesto sul campo. USB Sanità Calabria chiama alla mobilitazione tutti i lavoratori del 118, del comparto sanità e l’intera cittadinanza calabrese. Il 5 agosto saremo davanti alla Prefettura di Catanzaro per pretendere risposte concrete, per difendere il diritto alla salute e al soccorso di ogni calabrese, e per dire con una sola voce che questo sistema, così com’è, non può e non deve continuare. La Calabria ha diritto a un 118 che funzioni. Il 5 agosto, tutti in piazza”.












