7 Settembre 2026
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“L’urgenza diventa un lusso”: Falcomatà chiede voli e tariffe agevolate per chi deve curarsi fuori regione

Il consigliere regionale del Pd chiede tariffe sostenibili per chi deve raggiungere altre regioni per curarsi. La proposta è aprire un confronto tra Regione, governo e compagnie aeree per sostenere i pazienti

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La mobilità sanitaria torna al centro del dibattito politico in Calabria. A rilanciare la questione è Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del Partito democratico, intervenuto dopo la lettera pubblicata da Valentina Mallamaci, giovane ricercatrice e imprenditrice reggina, sulle difficoltà economiche affrontate da chi è costretto a partire all’improvviso per sottoporsi a cure fuori regione.

Per Falcomatà, il problema non riguarda soltanto la capacità del sistema sanitario calabrese di garantire prestazioni adeguate sul territorio, ma anche il diritto alla mobilità di quei cittadini che devono raggiungere strutture ospedaliere e specialistiche fuori dalla Calabria. “La lettera pubblicata da Valentina Mallamaci esprime al meglio la drammatica constatazione che, in Calabria, anche la malattia rischia di diventare una questione di censo”, sostiene il consigliere regionale.

Il riferimento è soprattutto ai casi in cui la partenza deve essere organizzata in tempi stretti, rendendo spesso più oneroso l’acquisto di biglietti e spostamenti.

“Non possiamo continuare a raccontare una sanità che cambia volto”

Nel suo intervento, l’esponente dem lega il tema dei trasporti a quello delle difficoltà strutturali della sanità calabrese. Il rischio, secondo Falcomatà, è che alle criticità nell’accesso alle cure si aggiunga un ulteriore ostacolo economico legato al viaggio. “Non possiamo continuare a raccontare una sanità che cambia volto, mentre migliaia di calabresi continuano a fare le valigie per curarsi altrove”, afferma.

Da qui il richiamo anche al governo nazionale, al quale viene chiesto di intervenire per ridurre le differenze territoriali nell’accesso alle cure e negli spostamenti. “Se, alla fine, un cittadino calabrese, quando ha bisogno di curarsi, continua a dover scegliere tra la propria salute e la possibilità economica di raggiungere un ospedale fuori regione, ogni primato vale davvero a poco”, aggiunge Falcomatà.

La continuità territoriale per chi deve curarsi

Il consigliere regionale individua quindi nella continuità territoriale uno degli strumenti sui quali aprire un confronto. Non si tratterebbe soltanto di aumentare il numero dei voli o dei collegamenti, ma anche di intervenire sul costo dei biglietti acquistati in prossimità della partenza. “Per chi deve curarsi non può valere la regola del mercato secondo cui l’urgenza si trasforma in un sovrapprezzo”, sottolinea Falcomatà, sollecitando un’azione coordinata tra le istituzioni.

Il tema assume particolare rilievo per i cittadini che vivono nelle aree con maggiori fragilità sanitarie e che, oltre a dover affrontare una condizione di malattia, possono trovarsi a sostenere spese significative per raggiungere una struttura sanitaria in un’altra regione. “La mobilità sanitaria non può diventare il meccanismo attraverso il quale le Regioni più fragili finanziano indirettamente i sistemi sanitari più forti, né può trasformarsi in un ulteriore costo sulle spalle di chi già affronta una condizione di sofferenza e difficoltà”, afferma il consigliere.

Il caso dell’aeroporto di Reggio Calabria

Il ragionamento di Falcomatà si concentra anche sull’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria, alla luce dei 64 milioni di euro di investimenti annunciati per lo scalo.

Per il consigliere regionale, tuttavia, la valutazione sull’efficienza dell’aeroporto non dovrebbe fermarsi alla qualità delle infrastrutture o al numero delle rotte disponibili, ma dovrebbe considerare anche le esigenze concrete dei passeggeri. “Un aeroporto non si misura soltanto dalla qualità del terminal o dal numero di rotte”, osserva Falcomatà, ricordando che tra gli utenti dello scalo ci sono anche cittadini calabresi che devono raggiungere altre regioni per sottoporsi a visite, ricoveri e terapie.

La proposta: tariffe sostenibili per i pazienti

Da questa considerazione nasce la richiesta di valutare forme specifiche di tutela per chi viaggia per motivi sanitari.

Falcomatà considera meritevole di approfondimento la proposta avanzata da Valentina Mallamaci sulla possibilità di garantire una forma di mobilità sanitaria agevolata. L’idea è quella di aprire un confronto tra Regione, governo e compagnie aeree per verificare la possibilità di riservare posti o applicare tariffe sostenibili ai pazienti costretti a viaggiare per esigenze mediche.

L’obiettivo sarebbe evitare che l’acquisto dell’ultimo minuto, reso necessario dall’urgenza di una prestazione sanitaria, si trasformi automaticamente in un costo insostenibile. “Il diritto alla mobilità non può dipendere dalla capacità di programmare con mesi di anticipo una malattia o una necessità di cura”, conclude Falcomatà. “Non possiamo accettare che l’urgenza diventi un lusso”.

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