La situazione della Nefrologia e Dialisi nel Vibonese entra ufficialmente nel confronto istituzionale. Una diffida formale è stata indirizzata all’Asp di Vibo Valentia, ad Azienda Zero e alla Regione Calabria per chiedere un intervento urgente sulla carenza di specialisti e una verifica complessiva dell’organizzazione della rete nefrologica provinciale.
A sottoscriverla sono le avvocate Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, in qualità di referenti dell’Osservatorio Civico Città Attiva, realtà associativa da anni impegnata sulle problematiche della sanità vibonese.
Il documento, trasmesso anche per conoscenza alla Prefettura di Vibo Valentia, pone una domanda precisa: il numero di specialisti attualmente programmato per l’Asp è realmente sufficiente a garantire una rete nefrologica e dialitica stabile, sicura e adeguata alle esigenze del territorio?
Il nodo delle due unità
Al centro della diffida c’è il reclutamento dei dirigenti medici di Nefrologia previsto a livello regionale. Per l’Asp di Vibo Valentia risultano programmate due unità.
È proprio su questo dato che l’Osservatorio chiede chiarezza, contestando non tanto in termini aprioristici il numero previsto, quanto la necessità di conoscere la valutazione tecnica e organizzativa che lo ha determinato.
“Non risulta adeguatamente comprensibile sulla base di quale valutazione tecnico-organizzativa tale numero sia stato ritenuto sufficiente rispetto alle effettive esigenze della rete nefrologica e dialitica provinciale”, evidenziano le firmatarie.
Da qui la richiesta di procedere a una rivalutazione del fabbisogno, verificando se le sole due unità previste possano garantire la piena funzionalità della rete.
“Non più soluzioni temporanee”
Secondo quanto riportato nella diffida, l’Asp ha già dovuto fare ricorso a incarichi libero-professionali temporanei nella disciplina di Nefrologia e Dialisi.
Una situazione che, per Città Attiva, evidenzia la necessità di affrontare il problema in maniera strutturale.
“La carenza di specialisti non può essere affrontata stabilmente attraverso il ricorso reiterato a incarichi temporanei, professionisti esterni, personale in quiescenza o soluzioni organizzative emergenziali”, sostengono le tre avvocate.
Il tema assume un peso particolare perché la Nefrologia assiste pazienti cronici e, soprattutto, persone sottoposte a trattamento dialitico, per le quali continuità e sicurezza dell’assistenza rappresentano elementi essenziali.
Le difficoltà della rete dialitica
La diffida richiama anche le recenti criticità emerse nella rete dialitica provinciale, comprese le difficoltà nella copertura dei turni e il trasferimento di pazienti tra differenti sedi.
Per l’Osservatorio, episodi di questo tipo rappresentano un segnale della fragilità dell’attuale organizzazione e rendono necessario un ripensamento della programmazione.
L’obiettivo indicato è una rete capace di garantire continuità assistenziale, sicurezza e prossimità delle cure, attraverso una dotazione di personale coerente con l’effettiva domanda sanitaria del territorio.
Il capitolo dei posti letto dello Jazzolino
Nella diffida trova spazio anche la questione dei posti letto di Nefrologia storicamente presenti presso il Presidio ospedaliero Jazzolino.
Su questo punto è importante precisare la natura della richiesta: l’Osservatorio non chiede una riapertura automatica dei posti letto, ma sollecita le istituzioni a programmarne la riattivazione, verificando preventivamente consistenza, sostenibilità organizzativa e tempi eventualmente necessari.
La riattivazione viene indicata come una possibilità da valutare nell’ambito del rafforzamento dell’offerta nefrologica provinciale, anche per verificare se possa contribuire a ridurre il ricorso a trasferimenti di pazienti e soluzioni emergenziali.
È, quindi, una richiesta inserita all’interno di una più ampia riflessione sull’assetto futuro della Nefrologia vibonese.
Un piano complessivo per Nefrologia e Dialisi
La richiesta rivolta alle istituzioni non si limita alle assunzioni.
Città Attiva chiede infatti la predisposizione di un piano complessivo di potenziamento della Nefrologia e Dialisi dell’Asp, capace di mettere insieme personale medico, posti letto e organizzazione della rete dialitica territoriale.
La linea indicata è quella di superare progressivamente una gestione affidata a interventi temporanei e affrontare invece le criticità attraverso una programmazione stabile.
“L’obiettivo è sollecitare un intervento strutturale e definitivo, non ulteriori soluzioni tampone a tempo determinato”, viene ribadito nella diffida.
Quindici giorni per le risposte
Le tre avvocate chiedono un riscontro formale e documentato entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Sul tavolo ci sono cinque questioni principali: il numero di specialisti ritenuto necessario per l’Asp di Vibo Valentia; le ragioni della previsione di sole due unità; le eventuali ulteriori assunzioni programmate; la situazione dei posti letto di Nefrologia precedentemente presenti allo Jazzolino; i tempi e le modalità eventualmente previsti per la loro possibile riattivazione.
Una richiesta di trasparenza che punta dunque a ottenere non soltanto rassicurazioni, ma atti, numeri, criteri e tempi.
L’ipotesi della Corte dei Conti
La parte conclusiva della diffida introduce infine un possibile ulteriore sviluppo.
In assenza di un riscontro “formale, concreto e documentato” entro il termine indicato, le firmatarie si riservano di segnalare la vicenda alla Procura regionale della Corte dei Conti, affinché, qualora ne ricorrano i presupposti, possano essere valutati eventuali profili di danno erariale connessi alle scelte organizzative, alla gestione delle risorse pubbliche e al ricorso reiterato a soluzioni temporanee in presenza di carenze strutturali.
La diffida viene quindi qualificata come formale messa in mora, con riserva di ogni ulteriore iniziativa nelle sedi competenti.
La domanda ora è tutta sulla programmazione
Il documento porta così al centro del dibattito una questione che va oltre il semplice conteggio delle assunzioni: quale dotazione di personale e quale organizzazione servono realmente alla Nefrologia e alla Dialisi del Vibonese?
Asp, Azienda Zero e Regione Calabria sono chiamate a fornire una risposta documentata. E, soprattutto, a spiegare come intendano garantire nel tempo la continuità dell’assistenza nefrologica, senza affidarsi prevalentemente a soluzioni emergenziali.
Il primo appuntamento, adesso, è fissato sul calendario: 15 giorni per rispondere.












