Un Super El Niño di intensità potenzialmente eccezionale potrebbe condizionare il clima mondiale nei prossimi mesi e spingere ancora più in alto le temperature del pianeta. L’allarme arriva dall’Organizzazione meteorologica mondiale, secondo cui il fenomeno è destinato a rafforzarsi ulteriormente e a persistere almeno fino a febbraio 2027.
Le conseguenze più dirette interesseranno le aree che si affacciano sull’Oceano Pacifico, ma le modificazioni della circolazione atmosferica possono propagarsi anche a migliaia di chilometri di distanza. Italia e Calabria non sono dunque al riparo, anche se al momento non è possibile tradurre il fenomeno in una previsione meteorologica precisa per il prossimo inverno.
Un fenomeno che potrebbe superare ogni precedente
El Niño consiste nel riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Si presenta generalmente ogni due-sette anni e può alterare venti, precipitazioni e temperature in vaste zone del pianeta. Quello attualmente in corso figura già tra i quattro episodi più intensi osservati dal 1950. Secondo le valutazioni illustrate dalla Wmo, esiste una probabilità vicina al 100% che il fenomeno prosegua fino a febbraio 2027, alimentato da temperature oceaniche eccezionalmente elevate.
“Se questa traiettoria continuerà, potrebbe diventare più forte di qualsiasi altro fenomeno osservato dall’inizio dei monitoraggi”, ha avvertito la segretaria generale della Wmo, Celeste Saulo. Una prospettiva che aumenta il rischio globale di ondate di calore, siccità, piogge eccezionali e alluvioni.
Cosa può accadere in Italia
Gli effetti di El Niño sull’Europa sono più complessi e meno automatici rispetto a quelli osservati nelle regioni tropicali. Il fenomeno non permette, da solo, di stabilire se l’inverno italiano sarà caldo, freddo, piovoso oppure asciutto. Può però modificare gli equilibri della circolazione atmosferica e interagire con altri fattori, come le temperature dell’Atlantico, la posizione delle correnti a getto e l’andamento del vortice polare. Il risultato potrebbe essere una stagione caratterizzata da lunghi periodi miti e asciutti, alternati a improvvise irruzioni fredde o precipitazioni molto intense.
Il rischio maggiore non è necessariamente quello di un inverno senza freddo, ma di una stagione instabile e segnata da contrasti termici più accentuati. Le proiezioni stagionali, tuttavia, indicano soltanto tendenze generali e non consentono di prevedere con mesi di anticipo singoli eventi o emergenze locali.
La Calabria davanti a un clima sempre più estremo
In Calabria il possibile rafforzamento di El Niño si inserisce in un quadro già segnato da temperature elevate, incendi, siccità, erosione costiera e precipitazioni concentrate in poche ore. Un territorio fragile, nel quale anche un singolo temporale particolarmente intenso può provocare allagamenti, frane e interruzioni della viabilità.
L’eventuale persistenza di temperature superiori alla media potrebbe inoltre incidere sulle riserve idriche, sull’agricoltura e sul rischio di incendi fuori stagione. Al contrario, l’arrivo di perturbazioni alimentate da un Mediterraneo molto caldo potrebbe favorire piogge più violente, soprattutto lungo le coste e sui versanti maggiormente esposti. Non significa che il Super El Niño provocherà automaticamente un’alluvione in Calabria. Il punto, spiegano gli esperti, è che un’atmosfera più calda può trattenere una maggiore quantità di vapore acqueo e mettere a disposizione più energia per gli eventi estremi.
Il 2027 potrebbe diventare un nuovo anno record
Il fenomeno naturale si sovrappone agli effetti del riscaldamento globale, amplificandone temporaneamente l’impatto. Proprio questa combinazione preoccupa le organizzazioni internazionali, secondo le quali il 2027 potrebbe diventare uno degli anni più caldi mai registrati, se non il più caldo in assoluto. Per la Calabria l’allarme non autorizza previsioni catastrofiche, ma impone di guardare oltre l’emergenza del momento. Manutenzione dei corsi d’acqua, controllo delle aree a rischio frana, tutela delle coste e aggiornamento dei piani comunali di protezione civile diventano interventi non più rinviabili. Il Super El Niño non permette ancora di sapere che inverno vivremo. Rende però ancora più evidente una realtà: gli eventi climatici estremi non rappresentano più eccezioni lontane, ma un rischio con il quale anche la Calabria deve prepararsi a convivere.












