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6 Dicembre 2025
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Nuova dialisi all’ospedale San Giovanni di Dio a Crotone: scoppia la polemica sulla gestione privata

Il gruppo consiliare "Liberi e Forti" critica “la scelta dell’Asp di affidare a privati costruzione e gestione della struttura, chiedendo trasparenza e confronto con cittadini e professionisti”

“La sanità non è un prodotto, ma un diritto universale da garantire a tutti”. È da questo principio che il gruppo consiliare “Liberi e Forti” di Crotone esprime preoccupazione per la Deliberazione n. 524 del 7 novembre 2025, con cui l’Asp di Crotone ha avviato una manifestazione di interesse rivolta ai privati per la progettazione, realizzazione e gestione della nuova Unità Operativa di Dialisi dell’Ospedale San Giovanni di Dio. “Pur riconoscendo che l’attuale Dialisi sia ormai inadeguata, carente strutturalmente e tecnologicamente, e incapace di rispondere pienamente ai bisogni di pazienti fragili e in crescita, la scelta di affidare non solo la costruzione, ma anche la gestione tecnica a un soggetto privato tramite finanza di progetto, secondo i consiglieri, introduce un vincolo economico e organizzativo pluridecennale, con impatti sul modello sanitario locale” aggiunge il Grupp.

Sanità pubblica contro logiche private

La finanza di progetto può essere utile per attività commerciali o industriali, ma non in sanità – affermano Salvatore Riga e Anna Maria Cantafora. – Qui il principio guida deve essere il diritto alla cura e l’equità di accesso, non il profitto”.

I consiglieri denunciano che “la delibera non definisce prima il progetto sanitario: saranno i privati a proporre come strutturare il servizio, delegando di fatto alla dimensione economica ciò che dovrebbe restare prerogativa esclusiva del pubblico”.

Mancanza di trasparenza e coinvolgimento

“Ancora più preoccupante –  sottolineano i membri del gruppo consiliare  – è che la decisione è stata presa senza alcun confronto con la comunità clinica e cittadina, e senza riferimenti economici chiari. Non si conosce l’investimento complessivo, l’entità dei canoni annuali, né l’impatto sui bilanci sanitari locali”.

Un’ alternativa possibile

“La realizzazione di una nuova Dialisi è urgente e necessaria – affermano Riga e Cantafora – ma possiamo costruire un servizio moderno, sicuro e umano senza cedere la gestione ai privati. Risorse pubbliche già previste per l’ammodernamento ospedaliero possono essere utilizzate, e professionisti e cittadini devono essere coinvolti nella definizione delle soluzioni”. La richiesta del Gruppo Consiliare è chiara: “sospendere la procedura, aprire un confronto trasparente e definire prima il fabbisogno sanitario reale, le esigenze cliniche e i progetti strutturali, prima di decidere strumenti e modalità di intervento”.  “La sanità non è una merce, la Dialisi non è un servizio da appaltare, la cura non è un investimento finanziario. La privatizzazione continuativa rappresenta un atto politico grave, con possibili danni sul futuro del sistema sanitario e sul diritto alla salute di tutti i cittadini”, concludono i consiglieri di “Liberi e Forti”.

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