“Il via libera alla preintesa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027 rappresenta un passaggio importante per il futuro del Servizio sanitario nazionale e, in modo particolare, per chi ogni giorno ne garantisce il funzionamento attraverso professionalità, competenze e responsabilità”. A sostenerlo è Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione Sanità della Regione Calabria, che sottolinea il valore dell’accordo raggiunto tra Aran e organizzazioni sindacali, destinato a interessare circa 137 mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, tra medici e dirigenti sanitari.
Non solo la parte economica
“Il rinnovo del contratto – afferma Brutto – non può essere letto soltanto attraverso il dato economico, pur importante. Gli incrementi previsti costituiscono un riconoscimento concreto del lavoro svolto dalla dirigenza sanitaria, ma l’aspetto più significativo è che l’accordo interviene anche sulle condizioni nelle quali i professionisti sono chiamati a operare, sulla valorizzazione delle carriere, sulla formazione e sulle tutele”.
L’incremento retributivo medio a regime, pari complessivamente a circa 560 euro mensili per tredici mensilità, rappresenta infatti una risposta attesa da una categoria che negli ultimi anni ha dovuto affrontare una crescente complessità professionale, insieme alla pressione derivante dalla carenza di personale, dall’aumento della domanda di salute e dalla necessità di garantire servizi sempre più qualificati.
“Investire sui professionisti – prosegue il presidente della Terza Commissione – significa investire direttamente sulla sanità. Non possiamo immaginare un sistema sanitario moderno se non mettiamo nelle condizioni migliori coloro che hanno la responsabilità di curare, organizzare, dirigere e innovare i nostri servizi”.
Particolare rilievo assume, secondo Brutto, il capitolo dedicato alla carriera della dirigenza. Il principio secondo cui a ogni dirigente deve essere garantito un incarico, con decorrenza per i neoassunti già dall’ingresso in servizio, va nella direzione di una maggiore valorizzazione delle competenze e di una più chiara prospettiva professionale.
“Una sanità attrattiva deve offrire non soltanto una retribuzione adeguata, ma anche percorsi professionali trasparenti e possibilità di crescita. È un tema decisivo soprattutto per le nuove generazioni di medici e professionisti sanitari, che dobbiamo riuscire a trattenere nei nostri territori”.
Per la Calabria questo aspetto assume una rilevanza ancora maggiore. La difficoltà nel reperire personale sanitario, le liste d’attesa e la necessità di rafforzare la rete ospedaliera e territoriale impongono, infatti, di rendere il sistema regionale sempre più competitivo e capace di valorizzare le proprie risorse umane.
La tutela delle aggressioni
“Non possiamo affrontare le criticità della sanità calabrese – sottolinea Brutto – esclusivamente attraverso la programmazione strutturale. Servono investimenti sulle persone, sulle competenze e sulle condizioni di lavoro. Il nuovo contratto rappresenta, in questo senso, uno strumento che le Regioni e le aziende sanitarie dovranno saper utilizzare pienamente”.
Un altro elemento particolarmente significativo riguarda la tutela dei professionisti dalle aggressioni. L’accordo rafforza gli strumenti di protezione legale e prevede forme di sostegno psicologico per chi subisce episodi di violenza.
“Non è più accettabile che chi entra in un ospedale, in un pronto soccorso, in un ambulatorio o in una struttura territoriale per curare le persone debba mettere in conto anche il rischio di essere aggredito. La sicurezza degli operatori sanitari è parte integrante della sicurezza delle cure. La tutela legale e il supporto psicologico previsti dal contratto rappresentano un segnale importante, ma dobbiamo continuare a lavorare anche sul piano della prevenzione”.
Il nuovo contratto guarda inoltre al futuro attraverso una prima regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel rapporto di lavoro e attraverso specifici percorsi formativi.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
“L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente anche nel mondo della sanità e può rappresentare una straordinaria opportunità per migliorare diagnosi, organizzazione, ricerca e gestione dei servizi. Ma proprio per questo – evidenzia Brutto – occorrono competenze adeguate, attenzione alla protezione dei dati, alla cybersicurezza, all’etica e alla responsabilità professionale. La tecnologia deve essere uno strumento nelle mani dei professionisti, non un elemento che sostituisce la responsabilità clinica”.
Importante anche il capitolo relativo all’orario di lavoro, alle ferie, al riposo e alla pronta disponibilità, perché la qualità dell’assistenza passa inevitabilmente dalla qualità delle condizioni nelle quali opera il personale.
“Garantire il diritto al riposo e una corretta organizzazione del lavoro non significa soltanto tutelare il lavoratore. Significa prevenire il rischio di errori, ridurre il burnout e aumentare la sicurezza dei pazienti. Una sanità efficiente non può essere costruita sul sovraccarico permanente dei suoi professionisti”.
Secondo il presidente della Terza Commissione, il rinnovo contrattuale deve quindi essere considerato come parte di una strategia più ampia di rilancio del Servizio sanitario.
Gli strumenti messi a disposizione dal contratto
“Il contratto mette a disposizione strumenti importanti. Ora la sfida passa anche alle Regioni e alle aziende sanitarie, chiamate a tradurre questi principi in una migliore organizzazione dei servizi. In Calabria dobbiamo cogliere questa occasione per rafforzare il sistema, valorizzare le professionalità presenti e creare condizioni capaci di favorire il rientro e l’arrivo di nuovi professionisti”.
Brutto richiama infine la necessità di mantenere alta l’attenzione sul rapporto tra dinamiche salariali, inflazione e potere d’acquisto, così come sulla parità retributiva tra uomini e donne.
“Il Servizio sanitario del futuro dovrà essere più moderno, tecnologico e organizzativamente efficiente, ma soprattutto dovrà continuare a mettere al centro le persone. E tra queste, prima di tutto, ci sono i professionisti che ogni giorno garantiscono il diritto alla salute. Il rinnovo del contratto della dirigenza sanitaria è un passo importante in questa direzione. Ora, dobbiamo fare in modo che questo investimento produca effetti concreti negli ospedali, nei servizi territoriali e nella vita quotidiana dei cittadini”.















