21 Agosto 2026
21 Agosto 2026
spot_img

Sanità, mozione di Alecci: “Serve una regia unica per valorizzare i medici formati sul territorio”

Il consigliere regionale chiede di superare la frammentazione e la logica delle emergenze, proponendo un percorso chiaro e trasparente per specialisti e specializzandi locali analogo a quello previsto per i sanitari con titolo estero.

spot_img
spot_img
spot_img

Una svolta metodologica nella gestione del personale sanitario calabrese per superare la sequenza di interventi isolati e costruire una strategia strutturale di medio-lungo periodo. È questo l’obiettivo della mozione presentata in Consiglio regionale dal consigliere Ernesto Alecci, che punta i riflettori sulla necessità di valorizzare in modo organico le professionalità mediche formatesi sul territorio. Secondo l’esponente politico, la sanità regionale necessita di una regia unica capace di coordinare le risorse e di mettere al centro gli specialisti e gli specializzandi locali, evitando che gli investimenti pubblici si traducano in una fuga di competenze verso altre regioni o all’estero.

Come sottolinea lo stesso Alecci: “In Calabria, la gestione del personale sanitario richiede una svolta metodologica radicale, anche per ciò che riguarda i medici formati o in formazione sul territorio. Non è più tollerabile che le misure finora adottate rimangano frammentate in una sequenza di strumenti isolati, privi di una visione d’insieme e percepiti come risposte episodiche alle emergenze piuttosto che come pilastri di una politica del personale organica e strutturale. Da questa premessa nasce la mozione che ho presentato in Consiglio regionale e che vuole essere una proposta costruttiva, lontana da polemiche strumentali o di parte”.

Dal reclutamento d’emergenza alla valorizzazione delle risorse locali

Il nodo centrale del documento risiede nella sproporzione tra la programmazione dedicata al reclutamento di personale con titoli esteri e l’assenza di un canale analogo e stabile per i medici abilitati e formati negli atenei calabresi. Pur riconoscendo la validità degli strumenti straordinari durante le fasi critiche, il consigliere evidenzia l’urgenza di razionalizzare le procedure senza appesantire la burocrazia:

“Facendo riferimento all’apporto dei sanitari con titolo estero e dall’istituzione di un elenco specifico per questa tipologia di professionisti (valido fino al 31 dicembre 2029) una domanda nasce spontanea: perché non si riesce a strutturare un percorso altrettanto chiaro, coordinato e trasparente per i medici abilitati, iscritti all’Ordine, specialisti e specializzandi formati o in formazione in Calabria? La questione non è puramente amministrativa, ma investe direttamente la qualità della programmazione pubblica della sanità calabrese. Nonostante gli sforzi e le risorse rilevanti messi in campo dall’amministrazione regionale, l’attuale impianto normativo e operativo si presenta fortemente frammentato, organizzato per compartimenti stagni, per scadenze di emergenza e per finestre amministrative separate, depotenziando l’impatto reale di tali investimenti. L’obiettivo della mozione è superare questa frammentazione cronica senza gravare sul sistema con nuove sovrastrutture burocratiche, ma, al contrario, attraverso un’operazione di razionalizzazione. La sanità calabrese non può fondarsi permanentemente su deroghe eccezionali e reclutamenti straordinari. Sebbene utili in fasi emergenziali, tali canali non possono sostituire una politica ordinaria delle risorse umane. È indispensabile compiere un salto di qualità, mettendo a sistema i medici formati localmente e ordinando le procedure, rendendole parte di una strategia di medio-lungo termine chiaramente riconoscibile”.

Arrestare la fuga dei talenti per garantire il futuro della sanità regionale

La visione proposta mira dunque a trasformare i giovani medici in formazione nell’asse portante del servizio sanitario regionale, creando un ambiente professionale favorevole ed eliminando gli ostacoli che ne determinano l’allontanamento dalla regione:

“I medici che si formano in Calabria o che scelgono di esercitarvi la professione devono essere visti come la risorsa centrale della sanità regionale, non come un tassello secondario da richiamare tramite bandi sporadici. Senza questa visione strutturale, ogni risorsa pubblica investita nella formazione si tradurrà in un trasferimento di professionalità e competenze ad altri sistemi sanitari regionali o esteri. La Calabria continuerebbe così a rincorrere le emergenze quotidiane, disperdendo il proprio capitale umano e scientifico. Per questo la mozione mira a passare da una somma di interventi slegati a una regia unica della sanità calabrese. Solo costruendo un quadro chiaro delle competenze disponibili sul territorio, analizzando ed eliminando le barriere che oggi spingono i medici ad andarsene e offrendo canali stabili di inserimento, la Calabria potrà superare la logica dell’emergenza. La vera sfida non è reperire personale solo quando i reparti rischiano la chiusura, ma creare le condizioni strutturali affinché chi si forma in questa regione decida di rimanere, lavorare e far crescere il servizio sanitario regionale”.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor