C’è un’ipotesi concreta di riapertura del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, una delle strutture sanitarie private che per anni ha rappresentato un punto di riferimento nel panorama calabrese. A illustrarla è stato Alfredo Citrigno, imprenditore cosentino, nel corso di un incontro con i sindacati Uil e Cgil e con una rappresentanza dei lavoratori, svoltosi nella mattinata di ieri in una delle strutture sanitarie del gruppo a Catanzaro.
Il piano, presentato in termini generali e senza entrare nel dettaglio delle singole attività, punta a riaprire la clinica con specializzazioni oggi assenti sul territorio regionale, ampliando così l’offerta sanitaria calabrese, seppure nell’ambito del sistema privato.
L’obiettivo: fermare la migrazione sanitaria
Nel confronto con Saverio Scarpino, segretario di UilTucs, e Marcello Mussari di Fp Cgil, Citrigno ha spiegato che l’idea è contribuire a invertire il fenomeno della migrazione sanitaria, richiamando pazienti anche da fuori regione. Un obiettivo che richiama il passato della struttura, quando il Sant’Anna era considerato un’eccellenza del Mezzogiorno nel campo della cardiochirurgia, capace di attrarre utenza extraregionale.
Su questo fronte, però, il capitolo è definitivamente chiuso. Dopo la decisione del Consiglio di Stato, è stata confermata la revoca dell’accreditamento della cardiochirurgia, già disposta dalla Regione Calabria. I 20 posti letto precedentemente assegnati al Sant’Anna sono stati redistribuiti tra il Gom di Reggio Calabria, l’azienda ospedaliera Dulbecco di Catanzaro e il futuro reparto dell’Annunziata di Cosenza.
Altre specialità e il passaggio decisivo in Regione
Restano tuttavia aperti altri ambiti di intervento. Tra questi viene citata la senologia, indicata come uno dei settori nei quali potrebbero esserci margini operativi. La partita decisiva si giocherà però sul tavolo istituzionale.
Lunedì sera è infatti previsto un incontro in Cittadella regionale tra Citrigno, il presidente della Regione Roberto Occhiuto e i subcommissari alla sanità. Spetterà alla Regione valutare e autorizzare formalmente il progetto. Nel percorso di rilancio del Sant’Anna, Citrigno è affiancato anche dall’imprenditore Floriano Noto.
Dall’asta ai lavori di manutenzione
Il gruppo Citrigno si è aggiudicato il fitto del ramo d’azienda della clinica nell’ottobre 2024. Da allora, in attesa della pronuncia definitiva del Consiglio di Stato sull’accreditamento – arrivata lo scorso novembre – sono stati eseguiti interventi di manutenzione nella struttura del quartiere Pontepiccolo, con l’obiettivo di accorciare i tempi in vista di una possibile ripartenza.
Entro il 26 gennaio, Citrigno dovrà presentare il progetto al giudice che ha disposto l’assegnazione del ramo d’azienda. Un passaggio subordinato, però, al via libera della Regione. Ottenuta l’autorizzazione, con il deposito del progetto in Tribunale resterebbe solo da attendere l’effettiva riapertura.
Lavoratori e occupazione al centro del confronto
Il tema occupazionale resta uno dei nodi centrali. Ai sindacati, Citrigno ha assicurato la volontà di procedere all’assunzione progressiva di tutti gli ex dipendenti, circa un centinaio. Una prospettiva che mantiene alta l’attenzione dei lavoratori, rimasti per lungo tempo in attesa di sviluppi concreti.
La politica chiede un impegno istituzionale
Sulla vicenda è tornata a intervenire anche la politica regionale, con posizioni trasversali. Il consigliere di Forza Italia, Sergio Costanzo, ha chiesto alle istituzioni di “stringersi intorno al tentativo di coraggiosi imprenditori di salvare un’eccellenza della sanità privata catanzarese“.
Dal centrosinistra, il consigliere regionale del Partito Democratico, Ernesto Alecci, ha sottolineato che “appare fondamentale anche la volontà della Regione di accompagnare con atti concreti la riconversione del Sant’Anna al fine di rendere al più presto operativa la struttura“.
Il futuro del Sant’Anna resta dunque legato alle prossime decisioni regionali e agli esiti dei passaggi giudiziari ancora in corso, in un quadro che coinvolge sanità, lavoro e programmazione istituzionale.












